Assaggiare l'olio degli antichi greci, arriva sul mercato la produzione del Parco archeologico di Selinunte

24 Lug 2023, 14:23 | a cura di
Il Parco archeologico più grande d'Europa non finisce mai di sorprendere, tra nuovi ritrovamenti archeologici e una produzione di olio dagli ulivi secolari recuperati nell'ultimo anno

Dalla prossima campagna olearia sarà possibile assaggiare l'olio prodotto con le drupe degli ulivi del Parco archeologico di Selinunte. Un prodotto che sarà certificato biologico e sarà confezionato in latte che riporteranno la dicitura "olio da uliveti monumentali". Protagonista dell'operazione di cura e ripristino della produttività di questi alberi secolari è l'azienda agricola Centonze di Castelvetrano che dallo scorso anno ha rimesso in produzione gli ulivi e che ha ottenuto l'affidamento per sei anni della gestione dell'uliveto.

L'esperienza di Antonino Centonze e la sua Nocellara da ulivi secolari

Non è un caso l'affidamento della gestione di questo particolare areale a una realtà come quella della famiglia Centonze che vede l'azienda di proprietà proprio a due passi dal Parco archeologico. Grande è infatti la loro esperienza nella gestione di uliveti secolari in regime biologico, ma anche nella produzione di olio da varietà Nocellara. L'uliveto delle rovine di Selinunte si sviluppa su tre appezzamenti per un totale di 18 ettari che ospitano 1.500 alberi della suddetta varietà, e hanno avuto bisogno di un intervento radicale per quanto riguarda la pulizia dell'areale da tronchi e rami secchi e la potatura. "Per noi coltivare gli ulivi del Parco archeologico è come chiudere una filiera” – spiega Nino Centonze all'Ansa – “proprio perché dentro la nostra azienda a pochi chilometri da Selinunte, si trovano le latomie da dove veniva estratta la roccia per i templi. Così combiniamo un buon prodotto offrendo ai nostri clienti anche la visita a questo territorio straordinario".

La recente scoperta del porto di Selinunte

Una notizia alla quale si aggiunge quella di una recentissima scoperta che potrebbe contribuire a riscrivere la storia della più importante colonia greca in Sicilia. Proprio all'interno del Parco archeologico più grande d'Europa, gli archeologi hanno casualmente scoperto una struttura lunga 15 metri e composta da quattro filari di blocchi, con un'altezza di circa 1,80 metri. Le ipotesi degli studiosi sono converse da subito verso quello che poteva essere un antico porto commerciale data la recente scoperta di una presunta darsena collegata al mare a costituire, pare, uno dei due porti dell'antica colonia di Megara Iblea, importante riferimento di scambi commerciali per tutto il Mediterraneo. Secondo gli archeologi, la posizione della struttura sulla sponda occidentale del Gorgo Cottone indicherebbe un collegamento con il traffico navale del porto orientale, su cui sta studiando in questi giorni l’Università di Bochum. Senza dubbio è una parte integrante dell’impianto urbano della città greca, visto che è perfettamente in linea con la rete stradale del sistema meridionale. Intuizione, questa, che è stata accettata da uno dei più grandi conoscitori dell’impianto urbanistico della colonia di Selinunte, Dieter Mertens.

 

 

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