Il nuovo corso di Casa del Nonno 13 con Gioacchino Attianese. Ecco la nostra esperienza

19 Feb 2024, 11:58 | a cura di
Siamo stati nella "nuova" Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino per provare la cucina di Gioacchino Attianese, Ecco com'è andata

Casa del Nonno 13 è un buen retiro dal caos cittadino progettato nel 2005 da un architetto sensibile e geniale quale Raffaele Vitale. La sua uscita di scena nel 2017 ha inaugurato una parentesi caratterizzata da una certa confusione, ma oggi le redini della cucina sono tornate in mani solide, quelle di Gioacchino Attianese, chiamato dal nuovo giovane imprenditore Francesco Palumbo con l’intento di ridare linfa a questo luogo così esclusivo che tanto rappresenta sul territorio. Così il fuoco ha ripreso ad ardere e a portare quel calore che questa casa sapeva offrire a chiunque varcasse la porticina rossa.

La storia di Casa del Nonno 13

Siamo a Mercato San Severino, importantissimo polo agricolo dell’Agro Nocerino Sarnese, patria del pomodoro San Marzano, quello che ha rivoluzionato la cucina napoletana, e italiana in seguito, perché è stato il primo pomodoro da sugo trasformato per essere messo in barattolo. Questa maestria dell’industria conserviera è tutt’oggi attiva e fiorente, ed è proprio sulle basi di un’identità così radicata e importante che prende vita Casa del Nonno 13, nel 2005, in un palazzo del ‘700 di origine rurale, in corso Francesco Caracciolo 13, nella frazione Sant’Eustacchio di Mercato San Severino. Arrivando si coglie l’anima di un piccolo borgo agricolo, quello intorno al grande palazzo che ospita il ristorante, e nell’aria si fiuta l’odore dei camini.

Raffaele Vitale, fondatore nonché chef resident per diversi anni, ha saputo raccontare la cultura contadina del luogo in questo spazio così ampio e affascinante, con sapienza colta e ricerca dei prodotti dell’Agro Nocerino Sarnese in primis, in una cucina pienamente terragna, rispettosa della tradizione ma non frenata. Il suo operato ha avuto un riscontro molto importante, grazie anche alla vicinanza con Salerno e la Costiera Amalfitana, fino a ottenere la stella Michelin nel 2012.

Il nuovo progetto

Raffaele lascia nel 2017, ma la nuova vita del ristorante, con un totale rinnovamento, è iniziata solo nel 2022. Oggi, prima di arrivare in sala, si passa per i diversi ambienti della casa, uno nell’altro, come si costruiva una volta, spazi piccoli e grandi ognuno destinato ad un’attività. Si passa altresì per la grande cucina, e subito dopo c’è un colpo d’occhio di grandissimo effetto, da una posizione alta ci si affaccia sull’ampia sala ricavata nella cantina con il tetto a volta e la pareti di pietra di tufo a vista. Gli arredi mostrano un mix armonico tra elementi di design attuale e oggetti legati alle attività agricole: in fondo alla sala, per esempio, c’è la vecchia cucina con le tipiche piastrelle napoletane, il focolare e una bellissima collezione di attrezzi antichi.

Chi è Gioacchino Attianese

Classe 1985, nativo di Angri, Attianese ha un bel curriculum alle spalle, con periodi di formazione accanto a importanti chef. Tra le esperienze più rappresentative della sua carriera, quelle a Casa Rispoli a Cava de’ Tirreni, al Maxi dell’Hotel Capo la Gala con Domenico Iavarone a Vico Equense, poi accanto ad Andrea Aprea, sia al Comandante del Romeo Hotel di Napoli sia al Park Hyatt di Milano. Ancora, tra gli altri, al Quattro Passi di Nerano, a Palazzo Sasso con Pino Navarra, con Oliver Glowig all’Aldrovandi Villa Borghese, al Mosaico del Terme Manzi di Ischia con Nino Di Costanzo. Qui a Mercato San Severino è operativo da un anno, mentre da cinque collabora con Crub Seafood a Cava de’ Tirreni.

I vegetali e la pasta

C’è molta coerenza tra l’estetica del luogo, il suo voler accogliere le memorie contadine e il nuovo menu di Attianese, che contiene una sezione dedicata alla salumeria con prosciutti, culatte, una notevole varietà di salumi campani e non, passando poi per la bufala campana e l’eccellente selezione di formaggi. Tanto mondo vegetale poi tra gli antipasti che giocano serenamente in casa, dalla scarola ‘mbuttunata (farcita con acciughe di Cetara, pomodoro secco, uva passa e capperi), alla povera, eppure gustosissima, Cipolla d’orata, una cipolla di Montoro cotta sotto cenere poi ripassata in padella con lenticchie beneventane soffiate su crema di parmigiano reggiano 28 mesi di stagionatura.

scarola 'mbuttunata

Se la pasta al pomodoro è un simbolo della zona, non stupisce che ci sia un’intera sezione dedicata proprio alla pasta, di forte impronta napoletana: mezzanelli alla genovese, “assoluto di pomodoro” dove domina lo spaghetto nel nobilissimo condimento rosso fatto di acqua di pomodoro San Marzano, concentrato di pomodoro essiccato e semi di basilico, tortello maritato, che da solo vale il viaggio, ripieno delle carni della celebre minestra partenopea, antichissima, memore di un popolo “mangia foglia”, e tuffato nel delicatissimo brodo di pollo e verdure.

Le carni

Nella casa c’è sempre profumo di camino e di brace, e non manca un menu di carne dedicato, che è sempre in carta e nella bella stagione viene proposto in giardino, con tavoli sotto i grandi alberi e il barbecue. La carne arriva ovviamente anche dalla cucina, vedi la faraona (il petto arrosto, la coscia glassata, pop corn di miglio, uno straordinario radicchio tardivo in più consistenze, grigliato e marinato, cremoso al melograno e puntina fresca, castagna arrosto). Una tisana tiepida (tè verde e agrumi del territorio) servita al tavolo fa da spartiacque tra le portate e il dessert. La pasticceria spazia molto tra i dolci “di casa”, quelli tradizionali napoletani e quelli delle festività: quindi attualmente pastiera, delle eteree chiacchiere, oppure la frolla ripiena di mele annurche profumata alla vaniglia accompagnata dalla crema pasticcera.

Casa del Nonno 13 - Mercato San Severino (SA) - loc. Sant'Eustachio - c.so Francesco Caracciolo, 13 - 089 894399 - Facebook

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