Si deve anche a Feudo Antico se nel giugno del 2019 è nata una tra le più piccole denominazioni italiane, Tullum. Docg che tutela un territorio di circa 300 ettari, che ricadono interamente nel Comune di Tollo, in provincia di Chieti.

Feudo Antico nasce nel 2004 come progetto sperimentale di una delle più importanti cooperative abruzzesi, Cantina Tollo, con l’intento di rivitalizzare le coltivazioni autoctone e proteggere un ambiente fragile, rafforzando al contempo il senso di appartenenza della comunità. “All’inizio ci eravamo focalizzati principalmente su pecorino e passerina” racconta Vittorio Di Carlo, preidente dell’azienda “due vitigni autoctoni considerati allora minori, la cui coltivazione era stata a lungo trascurata nel territorio abruzzese per ragioni di carattere economico e non solo. Poi è stata la volta dei rossi, ottenuti da cuvée di vecchi cloni di montepulciano vinificati in purezza e, infine, le bollicine, sperimentazione coraggiosa che ha permesso di ricavare un Brut che associa l’eleganza di un blanc de blanc da uve chardonnay alla consistenza tipica del territorio abruzzese“.

La Docg Tullum

Oltre che alla valorizzazione di queste uve, l’operato di Feudo Antico in questi anni è stato fondamentale per la creazione e la successiva promozione di una tra le più piccole denominazioni italiane, Tullum (o Terre Tollesi), divenuta Docg nel giugno del 2019, che tutela un territorio molto limitato di circa 300 ettari, che ricadono interamente nel Comune di Tollo, in provincia di Chieti. “Lo staff agronomico di Feudo Antico è partito dallo studio dei suoli, del microclima, dei portainnesti, definendo i singoli fogli mappali dove concentrare la produzione dei vitigni, affinché ogni vino avesse origine in un terreno ben circoscritto, individuato in base a un’indagine approfondita, così da esprimere il concetto di cru in senso pieno. Da questa esperienza è nata anche la Dop Tullum, oggi Docg, una nuova denominazione di origine protetta, che celebra l’eccellenza di queste zone grazie anche a determinate e stringenti caratteristiche: l’alta densità d’impianto, non meno di 3.300 ceppi per ettaro; la vinificazione e l’imbottigliamento in zona; l’esclusione dei vigneti di fondovalle o posti a un’altitudine inferiore agli 80 metri sul livello del mare. A ciò, nella nostra azienda si aggiunge l’impiego di tecniche rispettose dell’ambiente, fondamento di tutta la produzione, non solo di quella biologica”.

La nuova cantina

Ma non finisce qui: nel 2021 infatti verrà inaugurata la nuova sede, frutto di un preciso lavoro di valorizzazione archeologica: “Durante i lavori di preparazione del suolo per i primi reimpianti di pecorino, sono venute alla luce le antiche vestigia di un edificio romano: il primo vigneto Feudo Antico è stato impiantato proprio dove, circa duemila anni prima, sorgeva quella che gli storici considerano il primo esempio di grande azienda agricola organizzata, una villa rustica romana. Il progetto architettonico prende dunque spunto proprio da qui, tutelando i resti e facendone il fulcro della nuova sede aziendale: focalizziamo proprio sull’indiscusso valore delle origini del territorio il valore aggiunto che la cantina ricerca nella produzione dei suoi vini. Abbiamo anche voluto seguire un sistema di vinificazione autentico, antico, con il minimo intervento: ne vedremo presto i risultati“.

Feudo Antico Tullum

4 assaggi per tre vitigni

Tullum Passerina ’19

Fiori bianchi, gelsomino e sambuco incrociano lo zucchero filato e percezioni vagamente iodate; questo il profilo aromatico della Passerina ’19 che poi mette in mostra una bocca compatta, solida, di armonica freschezza, con un sottile fil rouge agrumato che accompagna il sorso verso un finale succoso e di buona polpa che ricorda la pesca nettarina.

Tullum Pecorino ’19

Il giallo è il colore che potremmo attribuire allo spettro aromatico del Pecorino ’19; sensazioni di ginestra, pesca e limone si uniscono su un sottofondo minerale; la bocca poi apre su toni di lime e pompelmo, con un acidità dirompente tenuta saldamente a bada da una struttura solida. Buono ora, migliorerà col tempo.

Tullum Rosso ’16

Montepulciano in purezza, maturato per 12 mesi in botte e per ulteriori 18 mesi in vasca di cemento vetrificato. Il vitigno si fa sentire nelle note di frutto nero maturo incorniciato da sensazioni di fiori rossi appassiti e sfumature delicatamente speziate. La bocca è fresca, molto succosa, in armonico equilibrio tra la finezza del tannino e una vivace acidità.

Tullum Rosso Ris. ’16

Da vecchi cloni di montepulciano, le uve per la Riserva vengono vinificate in acciaio e maturano per sei mesi in vasca di cemento vetrificato e successivamente per un anno in barrique di rovere francese. Il risultato è un rosso che alle classiche note di mirtillo, mora e prugna mature unisce sensazioni di spezie dolci e quella leggera sensazione di fuligine tipica del montepulciano. La bocca mette in mostra un tannino molto fitto, ma di buona grana, in cui tornano i frutti percepiti al naso. Un 2016 ancora molto fresco e vivido, da lasciare affinare ulteriormente in bottiglia per soddisfazioni ancora maggiori.

 

Carta di identità

  • ettari vitati: 30
  • bottiglie prodotte: 150mila
  • numero di etichette: 21
  • export: 35%

Feudo Antico – Tollo (CH) – via Crocevecchia, 101 – 0871969128 – feudoantico.it