Paolo e Noemia d’Amico. I vini della cantina

75 minuti da Roma, 75 minuti da Firenze. Percorsi e storie differenti che trovano nel vino un destino comune: Paolo rappresenta la terza generazione di armatori, cresciuti però in mezzo alle vigne, mentre Noemia, di origini portoghesi, ha ereditato dalla famiglia l’amore per il vino. «I miei nonni erano di Porto, non esisteva un pasto senza vino a tavola. Quando sono venuta qui, abbiamo deciso con Paolo di avviare un progetto dall’inizio. Abbiamo cercato per due anni, poi siamo arrivati nella Valle dei Calanchi, nell’alto Lazio, ed è scattato l’effetto wow, siamo rimasti senza parole», racconta Noemia. Inizia così, nel 1985, l’avventura della cantina Paolo e Noemia d’Amico.

La cantina si estende sotto il giardino pensile, attraverso archi strutturali che creano un suggestivo percorso verso la biblioteca

Siamo nel cuore della Tuscia, qui hanno trovato terreno fertile per la comune passione, tra i solchi dell’alta valle del Tevere, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, su terreni vulcanici segnati dalla presenza di tufo e peperino. «Abbiamo studiato i terreni e ci siamo innamorati della storia e del potenziale di questa zona, l’eredità etrusca; oggi, si parla tanto di suoli vulcanici, qui siamo vulcanici da 3 milioni di anni, siamo sopra un lago, abbiamo ritrovato resti di pesci e fossili, siamo un grande territorio da vino ancora da esplorare. Il nostro progetto verrà portato avanti dai nostri figli e i nostri nipoti, chi ha un pezzettino di terra ha tutto e sarà sempre più importante in futuro», aggiunge.

In totale sono 31 gli ettari vitati, con una variegata gamma di etichette che mette insieme varietà internazionali, a partire dallo chardonnay, ma anche pinot nero, merlot, cabernet franc e syrah, senza però dimenticare le uve autoctone, come il grechetto. «Abbiamo deciso di vinificarlo in purezza, il vino si chiama Agylla, e invecchia in anfora, il mercato l’ha accolto molto positivamente, un vino che mi piace tantissimo. In linea di massima vediamo un nuovo entusiasmo, l’Italia è ripartita bene e l’estero è in fase di boom».

L’amore per il vino, si unisce a quello per l’arte, la storia, la letteratura. Proprio di fronte a Civita di Bagnoregio, sorge Villa Tirrena, una struttura ricettiva che permette agli ospiti di rilassarsi in questo angolo nascosto. La proprietà, del XVI secolo, può accogliere fino a 20 persone, ed è disponibile per affitti brevi, eventi aziendali, matrimoni e permette agli ospiti di rilassarsi in questo angolo nascosto. La proprietà è del XVI secolo e dispone di 8 camere.

 

La biblioteca sotterranea di Villa Tirrena
La biblioteca sotterranea di Villa Tirrena

D’estate si può cenare all’aperto, ma anche riprendersi del tempo nella biblioteca sotterranea, immergersi nelle piscine e nei bagni a vapore. Insieme ai vini aziendali e a una cucina che pesca nei sapori dell’azienda: «A parte la carne, tutto proviene dalla nostra tenuta e dai pastori di qui». Un ciclo chiuso virtuoso.

La vista sulla Valle dei Calanchi
La vista sulla Valle dei Calanchi

Vini valutati in Vini d’Italia 2022
Ben realizzata la gamma proposta dalla d’Amico. Sul fronte dei rossi spiccano il blend di merlot e syrah Villa Tirrena della vendemmia 2016, complesso e avvolgente, con toni di ciliegie, tabacco e pepe, e il Notturno dei Calanchi del 2016 (Due Bicchieri Rossi), Pinot Nero in purezza fresco e balsamico, con note di mirtilli e cioccolato. Ben realizzato tra i bianchi il Calanchi di Vaiano Chardonnay 2019, dai profumi di frutta bianca al naso e dal palato di buona materia e nitidezza, con un finale lungo e sapido.

Il giardino segreto e la Torre del sole
Negli ultimi 35 anni, Paolo e Noemia d’Amico hanno collezionato opere di celebri artisti della scena mondiale contemporanea come Anish Kapoor, Banksy e Mitoraj. Sono strategicamente distribuiti tra cespugli di rose, limoni e cipressi in un gioco di nascondino del giardino unico nella regione, dedicato all’amico e scrittore britannico Mark Shand. Inoltre, a soli 5 minuti da Villa Tirrena, è stata recentemente riportata ai suoi antichi splendori la Torre del Sole, una struttura del XIII secolo, che si affaccia su una cappella, la Chiesa di Santa Caterina in Silvis. Si tratta di un luogo dal sapore particolare, che può essere prenotato per matrimoni, convegni ed eventi, ospitando fino a 200 ospiti seduti. Con una vista sui calanchi molto intima.

Paolo e Noemia d’Amico – Castiglione in Teverina (VT) – fraz. Vaiano – loc. Palombaro
0761 948034 – 3407725010 – www.paoloenoemiadamico.net/[email protected]