Un borgo con più di mille anni di vita e un progetto di ospitalità a tutto tondo e un'azienda agricola ch vede il vino protagonista assoluto al fianco di tante altre coltivazioni.

Fino a qualche anno fa Villa Saletta era un grappolo di abitazioni abbandonate, tuttavia di grande fascino, nella campagna pisana tra Palaia e Forcoli. I primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono addirittura al 980 a. C. e il borgo, durante la sua lunga storia, è appartenuto a quattro famiglie: i Gambacorta che ne consolidarono le proprietà circostanti intorno al ‘300; i Riccardi, banchieri fiorentini vicini ai Medici che la trasformarono in una vera e propria azienda rurale tra XVI e XVII secolo; i Castelli e infine gli Hands, attuali proprietari, famiglia inglese attiva nel mondo della finanza e dell’hotellerie di lusso.

Proprio a questi ultimi, dal 2000, si deve un ambizioso piano di ristrutturazione e rilancio che ci siamo fatti raccontare da David Landini (sopra nella foto), agronomo ed enologo toscano, amministratore dell’azienda e direttore tecnico delle varie produzioni che qui prendono vita. “Il progetto, che vede il vino protagonista assoluto al fianco di tante altre coltivazioni, è stato già avviato nel 2015 con la messa a dimora di 30 ettari di vigneto di cui, per ora, ben 17 sono a pieno regime con una produzione annua che si aggira intorno alle 100mila bottiglie. La cantina oggi è ospitata in un moderno edificio a Montanelli, poco distante dal borgo, ma presto, con la vendemmia 2022, ci sposteremo in una nuova costruzione che in realtà nuova non è: si tratta del recupero di un antico casolare che verrà dotato di tutti i sistemi necessari per produrre i nostri vini“.

Il progetto di ospitalità a tutto tondo

L’investimento si aggira sui 15 milioni di euro e prevede anche una struttura che ospiterà un grande spazio dedicato all’accoglienza, alla ristorazione e ai wine club members. L’attuale cantina invece verrà utilizzata per la gestione della parte agricola, per gli uffici, l’imbottigliamento e la logistica; inoltre, a pochi metri nasceranno anche un’osteria e un negozio di prodotti enogastronomici locali. Ma non basta; anzi. “Il vino è il filo conduttore attraverso il quale si dipana un progetto molto più ampio che vedrà coinvolto l’antico borgo e la sua completa ristrutturazione. Per ora disponiamo di tre ville, perfettamente restaurate con un’attenzione particolare ai materiali utilizzati, autenticamente toscani. Ma all’inizio del prossimo anno inizieranno i lavori per la creazione di un resort di lusso che non andrà a intaccare il fascino del luogo di cui verrà mantenuta, e se posssibile ampliaficata, la bellezza architettonica. Ci saranno oltre 40 appartamenti (di circa 300 metri quadrati l’uno) con spa e la possibilità di avere chef privati. E poi ancora, due ristoranti gourmet, uno dedicato agli ospiti della struttura, l’altro aperto al pubblico“.

La degustazione: 4 vitigni per 7 vini

“Con oltre 720 ettari a disposizione, abbiamo dovuto eseguire uno studio pedologico e geologico per identificare le migliori parcelle in cui impiantare i vigneti: abbiamo identificato 40 ettari, appena il 5% di tutta la proprietà, nei quali abbiamo creato diversi vigneti di non più di 7-8 ettari per avere una gestione di precisione e un’integrazione con l’ambiente circostante che garantisse la biodiversità. Abbiamo deciso di dedicarci a sangiovese, cabernet, franc e sauvignon, e merlot”.

980AD 2015

100% cabernet franc, è il cru aziendale. Le uve, che nascono su terreni composti da marne argillose bluastre, vengono attentamente selezionate a mano e scelte dalla parte più alta del cru “Colline”. Fermentazione in barrique di rovere francese di Allier. Fermentazione malolattica in barrique di rovere francese nuove. Invecchiamento per 24 mesi in barrique e per 6 mesi in bottiglia.

Saletta Giulia 2015

55% cabernet franc e 45% cabernet sauvignon. Fermentazione in barrique nuove e in piccole vasche di acciaio. Fermentazione malolattica in barrique di rovere francese. Invecchiamento: 20 mesi, più affinamento di 6 mesi in bottiglia.

Saletta Riccardi 2015

100% sangiovese. Fermentazione in piccole vasche di acciaio inossidabile. Fermentazione malolattica in botti da 590 litri. Invecchiamento: 20 mesi in barrique di rovere francese e poi in tonneaux nuove di rovere francese.

Chiave di Saletta 2015

Sangiovese 50%, cabernet sauvignon 20%, cabernet franc 20%, merlot 10%. I vari lotti fermentano separatamente prima di iniziare un affinamento di 14 mesi in barrique di rovere francese, alcune nuove e altre leggermente utilizzate. I lotti vengono poi assemblati alcuni mesi prima dell’imbottigliamento.

Chianti 2015

Sangiovese 92%, cabernet sauvignon 4%, merlot 4%. Fermentazione in acciaio. Il vino matura un anno in cantina in grandi botti di rovere di Slavonia e in barrique di due anni prima di essere imbottigliato.

Rosé Rosato Italiano 2018

Sangiovese 50%, merlot 25%, cabernet sauvignon 25%. Fermentazione in vasche di acciaio per 6 mesi a 16°. Affina in bottiglia per 8 mesi.

Spumante Rosé M. Cl. Millesimato 2014

100% sangiovese. Il vino, invecchiato 4 anni sui lieviti, viene sottoposto a remuage manuale prima della sboccatura a mano. Il risultato è uno spumante con meno di 2 grammi di zucchero per litro, meno dell’Extra Brut (pas dosé).

Carta d’identità

  • 250 milioni di euro di investimento
  • 720 ettari tra boschi, ulivi, vigne
  • 30 ettari vitati, 17 a regime
  • 100mila bottiglie prodotte
  • 43 appartamenti
  • 3 ville
  • altre produzioni: ulivi (6.000 piante), orzo, avena, pioppicoltura, tartufi.

Fattoria Villa Saletta – Palaia (PI) – loc. Montanelli – via Fermi 14 – 0587628121 – villasaletta.com