ll settore agroalimentare si trova al centro di una discontinuità senza precedenti. I nuovi assi di sviluppo che l’Europa ha definito, cioè la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica, bene si innestano sulle esigenze evolutive di un settore che, forse per troppo tempo, è rimasto ai margini dei grandi processi di trasformazione che hanno riguardato i settori produttivi e industriali del nostro paese. Da qualche anno il governo si è mosso in modo incisivo e innovativo per accelerare la diffusione della cultura di innovazione dei sistemi produttivi nel nostro paese. Il tema, come ben noto, riguarda non solo l’uso di tecnologie ma soprattutto di ridisegno dei modelli operativi delle imprese, per trasformare la tecnologia in un fattore qualificante per superare gap di competitività.

L’impostazione che il Ministero per le Politiche Agricole sta dando nell’utilizzo delle risorse nazionali e soprattutto del PNRR va proprio nella direzione di stimolare ed incentivare l’utilizzo delle tecnologie per rispondere alle istanze di sostenibilità e di competitività del nostro sistema. Nel PNRR sono state allocate risorse per 1,2 miliardi per i contratti di filiera, con l’obiettivo di aumentare la capacità operativa ed esecutiva delle varie filiere, attraverso un’integrazione dei processi produttivi, trasformativi, distributivi, logistici. Nel complesso nel PNRR sono previste ulteriori risorse e progetti utilizzabili dal sistema produttivo agroalimentare (le risorse sulla transizione energetica, sull’economia circolare, sulla connettività 5G, sulla ricerca e sviluppo, sul trasferimento tecnologico).

Occasione unica e storica senza alcun dubbio. La vera sfida è il cambio culturale che gli operatori devono fare di fronte a tale trasformazione.

Elio Cosimo Catania – Consigliere del Ministro per le politiche di innovazione nel settore agroalimentare MIPAAF