30 anni di Gambero Rosso. Correva l'anno 1990

10 Ott 2016, 14:32 | a cura di

Dallo scandalo degli estrogeni nella carne al sempre piรน sentito โ€œfascino del cuocoโ€. Il Gambero Rosso indaga e denuncia, sdrammatizzando come solo lui sa fare.

รˆ l'anno di Italia '90, il campionato mondiale di calcio svoltosi nel Bel Paese e concluso con la vittoria della Germania Ovest. Che di lรฌ a poco si sarebbe riunita con la parte orientale formando la Repubblica Federale Tedesca. รˆ anche l'anno della liberazione di Nelson Mandela dopo 28 anni di carcere. In Italia? Sono molteplici gli avvenimenti: muore l'ex capo di Stato Sandro Pertini, l'allora Papa Giovanni Paolo II si pronuncia contro "l'idolatria della tecnologia", c'รจ un vero e proprio boom turistico nel weekend pasquale, con un esodo paragonabile a quello di Ferragosto. Il 6 maggio vanno alle urne 46,5 milioni di italiani per rinnovare 15 Regioni, 87 Province, 6.274 Comuni. I candidati sono oltre 500 mila. La Camera approva il Testo unico sugli stupefacenti, la cosiddetta Iervolino-Vassalli che stabilisce che lโ€™uso personale di droga fosse sรฌ un illecito ma con sanzioni soprattutto di tipo amministrativo. Il deficit pubblico continua ad aumentare, tanto che arriva l'allarme della Banca d'Italia: "Bloccare stipendi e salari". Emergono clamorose rivelazioni sulla strage di Ustica, viene approvata la legge Mammรฌ sull'emittenza tv. Il 27 settembre muore lo scrittore Alberto Moravia, viene scoperto un ex-covo BR a Milano, riesplode il "caso Moro" ed esplode il "caso Gladio". Sono solo alcuni dei fatti avvenuti nel nostro Paese. Ma veniamo al Gambero Rosso: quattro anni dopo la nascita, come se la cava? Che storie racconta? Che tendenze segnala?

 

Il fascino del cuoco comincia a mietere le prime โ€œvittimeโ€

รˆ emblematico (e premonitore?) un articolo di Laura Mantovano nel n.36 di marzo. Dove si segnala l'affermarsi di una tendenza che, per l'epoca, รจ ancora in nuce. โ€œLa sintomatologia non รจ ancora ben chiara โ€“ scrive โ€“ quello che รจ certo perรฒ รจ che puรฒ colpire chiunque, a qualunque etร , senza distinzione di sesso e ceto. A questo punto i piรน ansiosi saranno giร  in preda al panico. Niente paura, il virus oggetto delle nostre attenzioni รจ assolutamente benigno, anzi in qualche caso รจ stato giร  sperimentato, puรฒ risultare anche benefico, puรฒ rivelarsi una medicina efficacissima contro i malesseri quali la malinconia, la noia, una crisi di ideali. Si chiama, o meglio cosรฌ lo battezziamo, ristorantomaniaโ€. E quali sono gli ingredienti? โ€œIl fenomeno รจ complesso e articolato, pieno di sfumature. La curiositร  per il cibo, per la cucina come laboratorio non implica automaticamente l'apertura di un ristorante. Prova ne sono le interminabili liste d'attesa per frequentare i corsi di cucina di ogni tipo, da quelli organizzati dalla signora bene nella sua tenuta di campagna a quelli classici della scuola di Cordon Bleu, fino agli stage nella cucina di Gualtiero Marchesi o alle lezioni di Angelo Paracucchi, da parte di signore desiderose di arricchire semplicemente la propria cultura personale in materia. La voglia di aprire un ristorante non passa necessariamente per questa stradaโ€. E da dove passa, allora?

 

Quali sono le radici del fascino del cuoco?

Mantovano ricostruisce il percorso e lo fa risalire al โ€œfatidico '68, il nostro passato prossimoโ€. Al principio degli anni Settanta scoppiรฒ soprattutto a Milano e Bologna la moda delle osterie. โ€œMettersi dietro il banco โ€“ ricorda Carlo Marulli, giornalista bolognese allora poco piรน che ventenne โ€“ equivaleva a una scelta alternativa; la cornice non aveva molta importanza, erano locali alla buona, con tavolacci e pareti semplicemente imbiancate, quello che contava era il rapporto con le personeโ€. Il cibo; in veritร , era solo un pretesto. Dalla metร  dei Settanta cambia tutto: irrompe la voglia di โ€œdire la propria in fatto di cucina. Il ristorante รจ ancora un punto di aggregazione, ma la ricerca gastronomica รจ la molla principaleโ€. Leo Pescarolo, produttore cinematografico alla sua seconda esperienza di ristorazione, ha le idee chiare in proposito: โ€œNiente รจ piรน gratificante che gestire un ristorante: ti dร  un grandissimo potere, in quel momento sei come il direttore d'orchestra: ti puoi anche permettere di sbagliare, alla fine l'applauso sarร  ugualmente garantitoโ€. Poi aggiunge: โ€œNon ho mai avuto tante donne in vita mia come quando ho avuto un ristoranteโ€. Perchรฉ meravigliarsi? chiosa Mantovano: โ€œQuante volte abbiamo scritto che fra Eros e Cibo c'รจ un legame praticamente indissolubile?โ€.

 

Quando si mangiava cosรฌ

All'epoca giร  esisteva la convinzione che la carne fosse contaminata dagli estrogeni derivanti da trattamenti fatti agli animali per farli ingrassare. Le carni ritenute piรน pericolose sono quelle bovine e anche il petto di pollo. Queste convinzioni sono nate intorno alla fine degli anni โ€™50 quando si scoprรฌ che trattando gli animali con ormoni sintetici o naturali, questi crescevano piรน di quelli non trattati. Ma in Italia la convinzione si fa piรน forte quando inizia a circolare insistentemente una notizia: โ€œUn gruppo di estrogenatori, allevatori di pochi scrupoli che sottopongono a doping il loro bestiame, ha fondato una specie di societร  di "mutuo soccorso". Ognuno di loro paga una determinata quota all'anno: serve a garantire assistenza legale e perizie di parte agli "sfortunati" che incappano nelle maglie dei controlli e vengono denunciati. Come dire: il rischio si suddivide fra tuttiโ€. La copertina e il servizio d'apertura del numero 38 (maggio) sono dedicati agli Estrogeni alla griglia, cioรจ alla facilitร  con cui ormoni e anabolizzanti vengono reperiti sul mercato cosรฌ da insidiare ancora la carne. Da due anni la CEE ne ha perรฒ proibito l'uso. โ€œL'Italia, in materia, ha fatto da locomotiva trascinando anche gli altri paesi europei sulla via di una regolamentazione assai severa e vietando, fin dal 1961, l'uso degli estrogeni: il loro impiego in veterinaria รจ ora consentito esclusivamente per la cura di alcune malattie. Gli ormoni non possono invece essere usati per fare ingrassare gli animali. E, in ogni caso, la legge italiana non tollera che ne resti traccia nella carne. Piรน elastici, al confronto, gli altri paesi europei che prevedono soglie minime di tolleranza per i residui. La stessa comunitร  scientifica, del resto, sembra divisaโ€.

โ€œII trattamento degli ormoni, infatti, non si vede e non si percepisce al gusto. Solo personale molto esperto puรฒ forse sospettare l'uso di anabolizzanti. Ma spesso sono proprio i macellai a non andare tanto per il sottile non chiedendo sufficienti garanzie ai fornitoriโ€. Una catena dunque che non si spezza nemmeno di fronte a chi ha un contatto diretto con il consumatore.

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