30 anni di Gambero Rosso. Correva l'anno 1995

5 Nov 2016, 14:27 | a cura di Gambero Rosso

In Europa si firmano gli accordi di Schengen, in Italia si consuma lo scontro politico in Tv. Il Gambero Rosso sbarca a New York. Si parla di bollicine e del nuovo fenomeno dei siti dedicati al cibo.


1995

Il 1995 è un anno di passaggio, di attese e cambiamenti che sembrano più lenti, dopo l’ondata emotiva di Tangentopoli. Mentre Bettino Craxi è dichiarato latitante, a gennaio il Presidente Scalfaro conferisce a Lamberto Dini l'incarico di formare un governo tecnico. Gianfranco Fini scioglie il MSI-DN e fonda Alleanza Nazionale, Bossi chiede un Parlamento del Nord.

Mentre in Parlamento si approva la riforma delle pensioni e la DIA arresta il pericoloso boss corleonese Leoluca Bagarella, in tutto il paese statue della Madonna iniziano a piangere sangue. Chiudono programmi come Non è la Rai, muoiono attori come Tino Carraro e Paola Bordoni, chiude anche il quotidiano La Voce di Montanelli. Si consuma la tragedia di Mia Martini. Gli italiani sono incollati davanti alle tv per seguire gli scontri politici che si consumano in questi mesi, a Roma viene inaugurata la più grande moschea d'Europa, anticipando l’idea di società multiculturale che viviamo oggi. Non a caso, è in questi mesi che in Europa si delinea quella prospettiva di libera circolazione di merci e uomini, con la firma per 7 paesi degli Accordi di Schengen. Chirac viene eletto presidente della Francia. Sono mesi di attentati, come quello che uccide il premier israeliano Yitzhak Rabin per mano di un estremista di destra contrario al processo di pace, di pericolosi ritorni al passato, come quello degli Stati Uniti che ripristinano la pena di morte nello stato di New York, ma soprattutto di massacri indicibili, come quello di Srebrenica, quando militari serbo-bosniaci deportano e trucidano circa 7 mila bosniaci musulmani, sotto lo sguardo indifferente dei militari olandesi dell’ONU. A fine anno, tutte le repubbliche dell’ex Jugoslavia firmeranno gli accordi di pace mettendo fine alla guerra che insanguina l’est Europa dal 1991.

Mentre parte il servizio radiomobile Gsm Telecom, ad aprile Dialog Telekom lancia in Sri Lanka il primo telefono cellulare e viene creata la prima interfaccia di Yahoo. Norman Thagard è il primo astronauta americano a viaggiare nello spazio a bordo di un veicolo russo, con la missione Sojuz TM-21.7.

Il mensile di gennaio dedicato allo Champagne

“Nel film Il giorno più lungo – cronaca cinematografica dello sbarco in Normandia – l’arrivo delle truppe alleate a Omaha Beach è salutato da un partigiano francese che va incontro ai liberatori con una bottiglia di Champagne. In quella scena c'è, riassunta, la storia della fortuna dello Champagne nel mondo”. Inizia così il servizio d'apertura (Gambero n. 36 di gennaio) di uno "Speciale Champagne" ricco di informazioni che spaziano da “le curiosità dei brindisi storici” al test su 12 marche che passano al vaglio e al giudizio degli esperti, a un'inchiesta su “il mercato e i prezzi delle bottiglie” con una piccola guida all’itinerario per “la Champagne dei piccoli produttori”.  E sfata miti e luoghi comuni già molto diffuso sulle bollicine francesi : “Lo Champagne è eclettico. Champagne è sinonimo di festa, di allegria, lusso e anche di seduzione. Non a caso per la Francia è motivo di orgoglio ed è da sempre uno degli ambasciatori più apprezzati della cultura e del modo di vivere francese nel mondo. È anche una sorta di leggenda enologica, ma non c'è nulla di misterioso nella sua preparazione”. L’autore dell’articolo racconta ai lettori:“Lo Champagne si ottiene con tre varietà di uve, una bianca, lo chardonnay, e due rosse , il pinot noir e il pinòt meunier. I primi due sono vitigni che danno un prodotto di altissima qualità, mentre il terzo è di importanza secondaria e viene impiantato in virtù della sua resistenza alle avversità climatiche”.  Nonostante due delle tre uve impiegate siano rosse, “il prodotto finale è bianco perché durante la spremitura vengono usate delle particolari presse che impediscono al mosto di entrare in contatto  con le bucce impedendo a queste ultime di cedere le sostanze coloranti”.

 

Il Gambero Rosso sbarca negli Stati Uniti

Il 1995 si apre con una grossa novità. Da gennaio il Gambero Rosso rivista sbarca negli Stati Uniti, New York City, al 5 East 22St: edizione in lingua inglese, copertina dedicata a “The 92 best italian wines”. Un'iniziativa fuori dal comune, che riscuote un grande successo. L'ora x dello sbarco a NYC “scatta intorno alle tre del pomeriggio del giorno 18 gennaio” nelle sale del Mezzanine dell'Hotel Michelangelo, all'angolo tra la settima e la cinquantaseiesima. I protagonisti dell'inedito evento sono venti produttori di vino scelti tra i migliori e più rappresentativi della Toscana e “un gruppo del Gambero Rosso alla prima uscita sul palcoscenico degli States”. Gli interrogativi sono più d'uno: “Chi avrebbe risposto all'appello? La stampa newyorkese avrebbe preso in considerazione l'invito? E i ristoratori, gli enotecari, gli appassionati di vino come avrebbero reagito?” si legge nel trepidante resoconto dell'evento.

Sono mille le domande che accompagnano questa nuova avventura del Gambero Rosso.“Produttori di vino di gran nome erano stati a lungo corteggiati – si legge ancora – affinché aderissero alla manifestazione. Il lavoro ai fianchi si era reso necessario anche con gli importatori di vini italiani negli States, quasi tutti abbastanza scettici sul fatto di riuscire a destare interesse”. Come non condividere del resto tutte queste perplessità? “Il pubblico della Big Apple non è forse rotto a tutte le esperienze e bombardato dai più disparati eventi? E poi, a fare da specchietto per le allodole, non c'erano grandi attori o famose griffe della moda italiana. Alle 15.30 il primo dato della giornata è confortante: 50 fra operatori e giornalisti sono lì ad assaggiare, a prendere appunti e discutere con i produttori. È già un mezzo successo. Un'ora più tardi la sala degustazione diventa quasi impraticabile, più di centocinquanta persone si accalcano assaggiando i vini e spazzolando la forma di Grana Padano che troneggia al centro del salone. Fra di loro alcuni ristoratori famosissimi sui quali era difficile scommettere”. Mentre i dubbi sulla riuscita dell’evento si vanno dissipando, la gente fa a gomitate per entrare, e per New York è un buon segnale perché significa che l'iniziativa ha avuto successo. Anzi, ora le persone sostano in sala e sembrano non volersene proprio più andare. A sera “arriva la torta dedicata al Gambero Rosso: riproduce in modo assolutamente preciso la copertina del primo numero” in lingua inglese. Ed è offerta come augurio dal bar pasticceria Sant' Ambroeus di New York, locale che ha portato in piena Manhattan atmosfera e gusti milanesi. La nuova avventura editoriale ha preso il volo.

 

Il world wide web è ancora all’inizio 

Nel 1995 non è ancora chiara a tutti la rivoluzione che la rete porterà nelle vite di tutti. Con l'usuale fiuto anticipatore nella propria materia di competenza, l'enogastronomia, il n. 46 di novembre del Gambero dedica addirittura la propria cover al fenomeno che si sta sviluppando e dà conto di un primo censimento di siti, indirizzi, link per orientarsi tra cibo, vino e viaggi on line in una carrellata di articoli e analisi che si protrae per ben venticinque pagine. Un ricco dossier che rende chiara la volontà di uno sguardo lungimirante sulle nuove tecnologie e sulle trasformazioni future del settore. La navigazione comincia con i siti scoperti e suggeriti da Franco Zanini, un fisico sperimentale e di Trieste, che è in particolare appassionato di cibo e vino e che porta il lettore dentro a uno dei primi viaggi virtuali tra entusiasmo, curiosità ma anche critiche competenti. Mentre un suo collega, l'ingegnere Franco Patini, annota – in un gioco dal duplice senso e significato – che ci sono “troppi siti al sapore americano”. Ma i siti sono per propria definizione e natura siti specializzati. Volete sapere tutto sul tè? E allora ecco che l'esperto sciorina l'elenco, interminabile, di indirizzi e link. Ecco che ha inizio il gioco del web.

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