Campania

Vitigni antichi e affinamenti in anfora: rinasce la viticoltura nel Parco archeologico di Pompei

Il progetto รจ frutto di un partenariato pubblico-privato tra l'ente parco e il gruppo Tenute Capaldo. Si punta a 30mila bottiglie annue. Il ministro Lollobrigida: "Modello replicabile in altre zone d'Italia"

  • 03 Febbraio, 2026
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Una cantina e un’azienda agricola all’interno del Parco archeologico di Pompei, per far rivivere l’antica viticoltura di origini etrusche attraverso i vitigni autoctoni campani, diffondere storia e cultura agroalimentari ma anche produrre e commercializzare un vino millenario. Il Parco archeologico di Pompei e il Gruppo Tenute Capaldo (attraverso le societร  Feudi di San Gregorio e Basilisco) hanno presentato, a Roma, nella sede del Masaf, un forma speciale di partenariato pubblico-privato che abbraccia scienza, cultura e promozione del made in Italy.

L’iniziativa, dall’alto valore simbolico, prende il via dalla Campania ma, come ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, potrebbe essere ยซcertamente replicata in altre zone d’Italia. Avere un’area archeologica in cui il vino viene valorizzato e raccontato, รจ un’occasione straordinaria nei confronti del mondo intero e uno strumento in piรน per difenderlo dai numerosi attacchi che ha subito in questi anniยป.

Due vini rossi e uno bianco

Con un investimento da circa 2 milioni di euro (che includono la parte agricola e quella strutturale), il Gruppo irpino guidato dalla famiglia Capaldo, ha recentemente impiantato 4 ettari in localitร  Stabiae (nel perimetro del Parco archeologico), dove sorgerร  la cantina produttiva, a cui si aggiungono 1,2 ettari che includono viti giร  presenti nell’area archeologica di Pompei.

L’obiettivo nel giro di tre anni, come ha spiegato il presidente Antonio Capaldo, รจ produrre da circa 6 ettari complessivi un volume di vino pari a 30mila bottiglie che dovrebbero essere commercializzate all’interno dell’area archeologica. Si tratta di due vini rossi e uno bianco, che saranno affinati in anfore e botti. Il sito di Pompei, in provincia di Napoli, รจ tra i piรน noti e visitati d’Italia, con oltre 4 milioni di utenti annui, secondo solo a Colosseo (Roma) e Galleria degli Uffizi (Firenze).

Masaf – Roma. Da sx: Francesco Lollobrigida, Gabriel Zuchtriegel, Antonio Capaldo, Attilio Scienza, Daniela Scrobogna

Vitigni autoctoni e vigneti giardino

Dagli anni Novanta, il Parco si รจ occupato, attraverso studi di botanica condotti dal Laboratorio di ricerche applicate interno, di analizzare i vigneti dell’antica Pompei, per indagarne le caratteristiche storico-scientifiche, le tecniche di viticoltura e le abitudini alimentari. Da allora sono state attuate azioni di valorizzazione dei vigneti, per far conoscere la cittร  antica sotto aspetti diversi. In questo caso, la nascente azienda vitivinicola (a conduzione biologica) utilizzerร  vitigni autoctoni campani (aglianico, falanghina, greco, piedirosso) ยซrecuperati da gemme di vitigni centenari – come ha spiegato il presidente del gruppo Capaldo – con l’obiettivo di dare vita a veri e propri vigneti giardinoยป. Vitigniย che si collegano direttamente alle tradizioni etrusche, ha sottolineato il professor Attilio Scienza (Universitร  di Milano): ยซPompei รจ prima di tutto una cittร  etrusca, poi diventata romana. Con questa iniziativa – ha dichiarato – vogliamo far rivivere la viticoltura originaria e millenaria, nata da uve ottenute dalla domesticazione di viti selvatiche, utilizzando forme di allevamento che nel Parco cresceranno sostenute da alberiยป.

Per ora, non sono stati annunciati i nomi dei futuri vini nรฉ quello dell’azienda vitivinicola. Un discorso che sarร  piรน chiaro nei prossimi mesi, ha chiarito il presidente Capaldo, alla guida di un gruppo che conta 30 milioni di fatturato e che nell’ottobre 2025 ha ottenuto da Cassa depositi e presiti e da Finint investments un sostegno alla crescita, mediante la sottoscrizione di due bond per 5 milioni di euro complessivi, tramite un pegno non possessorio rotativo sui vini in magazzino.

Pompei – vigneti nel parco archeologico – foto credits Francesco Cecconi

Visite guidate, degustazioni e laboratori

Lโ€™azienda vitivinicola fa parte di un piรน ampio progetto di azienda archeo-agricola che sta interessando anche altre attivitร , come la valorizzazione e coltivazione degli ulivi, i progetti di agricoltura sociale nellโ€™ambito della fattoria sociale e culturale. Diverse le attivitร  previste in questa speciale iniziativa pubblico-privata, che guarderanno alle possibilitร  offerte dall’enoturismo. ยซFaremo degustazioni, visite guidate, laboratori con le scuole e puntiamo, grazie a questa formula di partenariato a trasformare un’occasione di cultura in una opportunitร  di sviluppo economicoยป, ha sottolineato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Pompei. ยซDobbiamo staccarci da un modello vecchio di promozione che non ci poterร  da nessuna parte. Notiamo che i siti archeologici stanno perdendo il contatto con le nuove generazioni ed รจ per questo che riteniamo che anche chi viene qui a Pompei a vedere un concerto o a visitare l’azienda agricola stia facendo cultura. Vogliamo dire che non esistono fruitori di serie A e di serie Bยป.

Per gli utenti dell’area archeologica ci sarร , insomma, la possibilitร  di partecipare a degustazioni, compresa la parte enogastronomica (in modo da valorizzare il patrimonio della cucina italiana Unesco), attraverso percorsi alternativi focalizzati esclusivamente sul prodotto vino. ยซLa nascita a Pompei di un’azienda vitivinicola equivale a seminare identitร  – ha dichiarato Gianmarco Mazzi, sottosegretario di Stato alla Cultura – e oggi possiamo dire di essere di fronte a un’avanguardia culturaleยป.

foto credits (in apertura): Francesco Cecconi

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