Toscana e Campania sanciscono un'alleanza per la promozione del turismo enogastronomico
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Il comparto turistico italiano trova nuove formule, punta su percorsi tematici che sanno essere attrattivi per appassionati, come i wine lovers: l’enoturismo, per esempio, un settore sempre più in espansione, chiamato a innovarsi ulteriormente dopo lo stop dovuto alla pandemia. Facendo una rapida analisi, emerge che è cresciuta del 17%, rispetto al 2019, la propensione a recarsi in più aziende vitivinicole durante la vacanza; i dati sono quelli forniti da Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management dell’Università degli Studi di Bergamo, presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e consigliere del Ministro del Turismo, e danno un quadro confortante: negli ultimi tre anni il 64% dei turisti in Italia ha visitato una o due cantine, il 26% dalle tre alle cinque ed il 10% dalle sei in su.

Non solo: figlia di questi anni è anche la voglia di fare rete per costruire un nuovo, e più forte, strumento di attrazione turistica, in una fase di pieno rilancio per il comparto, dopo le grandi limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. È il caso dell’accordo tra Toscana e Campania, due destinazioni che vantano una lunga tradizione di ospitalità, patrimoni storico artistici straordinari, una cultura enogastronomica molto identitaria: elementi capaci di essere un traino turistico anche per i territori circostanti; elementi da valorizzare al massimo per sostenere ancora e meglio la promozione dell’intero Paese. In questa ottica si inserisce quest’alleanza, “esempio virtuoso di progetti sovraregionali per la valorizzazione dell’offerta di turismo enogastronomico nazionale”, come l’ha definita da Roberta Garibaldi.

L’accordo Toscana Campania e il ruolo dell’enogastronomia

L’alleanza tra le due regioni si fonda su una condivisione di obiettivi, strategie, caratteristiche dei territori e loro potenzialità, ma anche storia e cultura agroalimentare: ‘‘Con la regione Campania condividiamo condizioni naturali e prospettive che vanno accolte a partire proprio dall’enogastronomia” ha detto Leonardo Marras, Assessore al Turismo e Commercio della Regione Toscana. La possibilità di coniugare le esperienze enogastronomiche con l’outdoor, la vacanza attiva, i percorsi storici, culturali, artistici è uno dei grandi asset nostrani, che consente di raggiungere nuovi mercati. La Toscana ha saputo – forse per prima – puntare su questo incredibile mix, facendo leva proprio sul valore del cibo già 20 anni fa, con Vetrina Toscana (progetto di Regione e Unioncamere Toscana) che raccoglie circa 1500 tra ristoranti, botteghe, produttori e attori del comparto del turismo enogastronomico. “La Toscana è considerata un grande attrattore per enogastronomia. Si tratta di una esperienza che diventa interessante se è collegata al food, all’arte, all’incontro di persone” conferma Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica “In questa ottica vogliamo dare vita ad una collaborazione con una regione come la Campania, ricca di tradizioni culturali e artistiche”.

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Territori Unesco e grandi Dop

La forza comunicativa di questi itinerari sta soprattutto nel valore del territorio e dei prodotti. Molti anche riconosciuti a livello internazionale. Sono 17 i siti Patrimonio Unesco nelle due regioni: 10 in Campania e 7 in Toscana. Tra questi anche l’Arte dei Pizzaioli Napoletani e la Val d’Orcia con i suoi paesaggi agricoli che racchiudono tesori enogastronomici. Quelli tutelati dalle grandi Dop come Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano, ma c’è anche la Costa d’Amalfi con i suoi vini omonimi, gli straordinari paesaggi affacciati sul mare, la grande cultura gastronomica che distilla – tra questa parte di costa e le località della penisola sorrentina – alcuni dei ristoranti più importanti d’Italia ma anche alcuni dei prodotti più noti e amati. “Abbiamo tantissime eccellenze riconosciute a livello internazionale” spiega Rosanna Romano, dirigente generale cultura e turismo della Regione Campania “abbiamo messo in campo un’ azione di programmazione, ora viene la fase di attuazione”. Riguardo i valori su cui puntare non c’è che l’imbarazzo della scelta, adesso non manca che progettare, mettere in campo idee, strutture, risorse, soprattutto umane.