Buon sangue non mente: era già uno dei 13 cuochi più bravi del mondo secondo Time. Poi, in un'intervista, lo chef David Chang ha detto “se Ferran è Dio, allora Albert è Gesù” e oggi siede sullo stesso trono che per un anno fu occupato da Massimo Bottura.

Pubblicità

Classe 1969. Finalmente il ‘fratellino’ del celebre Ferran ha tutte le carte in regola per essere chiamato con nome e cognome: Albert Adrià è il miglior chef del 2013. Ad incoronarlo il The Daily Meal che da anni segue con attenzione i progressi del fantasioso cuoco formatosi a el Bulli. E veder riconosciuta l’arte della sua cucina, fatta di innovazioni (spesso ardite, come l’olio di semi di zucca incapsulati in bolle di zucchero) e di contaminazioni, non dev’essere stato facile. Un’ombra incombeva su di lui, e non era un’ombra da poco. Il suo fratello maggiore (di 7 anni) altri non è che Ferran Adrià, quello che ha rivoluzionato il concetto di cucina, per intendersi. Ma Albert ha lavorato sempre con passione e a testa bassa. Ha studiato e osservato, ma non ha mai rincorso il fratello. Anzi. Da lui ha appreso tecniche e passioni che poi ha saputo usare come strumenti. Mezzi procedurali a uno sviluppo personale della sua idea di proposta culinaria. E poi è uno che di gavetta ne ha fatta, e parecchia anche. A 15 anni ha cominciato a lavorare e per ben 23 anni è stato uno degli ingranaggi portanti di el Bulli. Poi si è ‘allargato’, proponendo le sue idee anche in altri ristoranti. Ha affinato le sue tecniche, ha studiato e sperimentato, e l’ha fatto sempre sulla base del giudizio dei clienti. In poche parole, Albert Adrià, ci ha sempre messo la faccia. Ed ecco che questi sforzi, insieme alla sua passione, gli sono valsi due stelle Michelin. Una per Tikets e l’altra per 41°. Piccola parentesi per il 41°: entro la fine del 2014 si assisterà a un importante rinnovamento. Ma tornando ad Albert, se, più o meno ironicamente, David Chang, del newyorkese Momofuku, l’ha paragonato a Gesù, in molti hanno parlato con entusiasmo delle collaborazioni che con lui hanno avuto in cucina. Alex Stupak, pasticciere di Alinea, Chicago, sospetta che il lavoro di Albert abbia guidato tutta la cucina di El Bulli. E non ultimo il commento del fratello. Ferran Adrià: “ho sempre detto che Albert ha avuto la grande sfortuna di essere mio fratello. Io sinceramente credo che sia il miglior cuoco che abbia mai conosciuto”.

www.thedailymeal.com