Chi sono e cosa fanno oggi gli ex allievi dei corsi del Gambero Rosso? Abbiamo frugato tra gli annali della Gambero Rosso Academy per trovar le tracce degli studenti più promettenti.
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Sono moltissimi i corsi che la Gambero Rosso Academy organizza. Accanto a quelli più tecnici, dedicati alle professioni di cucina, ci sono anche alcuni rivolti a chi vuole occuparsi di questo settore da un altro punto di vista, per esempio quello commerciale e imprenditoriale. Oggi incontriamo un ex allievo del corso di food & wine business – Martino Bardini – che ha intrapreso la sua carriera in una grande azienda veneta, Allegrini, in cui è export area manager.

Martino Bardini

 

Quale corso hai frequentato?

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Il food & wine business del 2017, organizzato da Gambero Rosso con la LUISS Business School.

Quale era il tuo percorso?

Mi sono laureato in lingue per il commercio internazionale, avevo alle spalle studi di lingua inglese e spagnola e poi insegnamenti di tipo specifico: management, marketing, diritto commerciale e privato.

Hai continuato gli studi?

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Dopo il master con Gambero Rosso e LUISS ho fatto uno scambio internazionale di circa 3 mesi con una borsa di studio, alla Kedge Business School di Bordeaux, dove ho seguito il secondo trimestre del master di wine e spirits management. Dove ho anche sostenuto il terzo livello del Wine & Spirit Education Trust, che a livello commerciale è molto importante perché è una certificazione internazionale.

In cosa consisteva questo master?

C’erano materie in ambito specifico e manageriale: management, classi enologia, degustazioni.

Quali sono state le differenze maggiori tra i due master?

A parte la lingua (a Bordeaux tutto il corso era in inglese, anche le parti relative al vino) in Francia c’era un peso maggiore della parte pratica. Un’impostazione più internazionale. A Roma il rapporto tra teoria e pratica era molto equilibrato, c’erano molti laboratori, a Bordeaux tantissime casistiche di lavoro.

Quale è stato l’insegnamento più importante del master seguito a Roma?

Quello nei laboratori di enologia, con lo studio del vigneto Italia e di tutti i metodi di vinificazione. Abbiamo approfondito il vino in ogni aspetto: dal vigneto alla cantina, dalle varietà al territorio a livello nazionale. E poi, ovviamente, l’incontro con tanti addetti ai lavori, chef o imprenditori, che ci hanno presentato tante realtà diverse.

Orange wine

Quali sono quelle che ti hanno più colpito?

Gli incontri con Niko Romito (Reale), Marco Reitano (La Pergola), per quanto riguarda i ristoranti. Come modelli di locali ho trovato interessante e innovativo, per Roma, Romeo e poi Zuma: credo sia un format vincente.

Cosa è successo dopo Bordeaux?

Durante gli studi avevo contattato direttamente la cantina Allegrini perché mi interessava inserirmi in un azienda vitivinicola importante. Abbiamo poi fatto i colloqui qui in sede e poi ho cominciato un tirocinio di 6 mesi nella parte di backoffice commerciale come aiuto dell’export manager.

Dopo il tirocinio hai continuato?

Sì, dall’inizio dell’anno sono export area manager dell’est Europa.

Perché proprio Allegrini?

Durante l’università avevo seguito una conferenza con Marilisa Allegrini e altri imprenditori veneti. Mi aveva colpito molto per le idee e le strategie aziendali. È stata la mia prima scelta, perché volevo conoscere dal di dentro una realtà di cui si parla abbastanza, mi piaceva l’idea di una azienda dinamica, leader del settore tra quelle che ci sono in questa zona. E standoci dentro queste cose si vedono ancora meglio.

Quanto conta andare all’estero?

È importantissimo, un’esperienza da fare assolutamente soprattutto per chi vuole lavorare all’estero. È fondamentale a livello personale e professionale, perché consente di allargare le proprie vedute e ti fa rendere conto di come funzionano le cose fuori dall’Italia.

Quali sono i tuoi progetti?

Quel che mi interessa di più, in questo momento, è lavorare in Italia rapportandomi con un mercato straniero, con una azienda con sede in Italia e rapporti commerciali con estero.

Quali sono le formule vincenti per un lavoro come il tuo?

In primo luogo c’è una parte iniziale, di ricerca e studio del mercato, bisogna conoscere le casistiche e le problematiche del luogo in cui si va a lavorare.

Il secondo elemento invece?

Poi c’è l’empatia: bisogna cercare di creare un rapporto con l’importatore di riferimento, il distributore o l’agenzia, secondo i casi. È importante trovare il modo per venirsi incontro così che il rapporto sia proficuo per entrambi.

Quali sono le strategie su cui puntare?

Nella nostra realtà ha un ruolo importante l’ospitalità, perché consente di farci conoscere meglio. Vendiamo vino, e insieme al vino anche un grande patrimonio, la nostra storia e un certo valore legato l’italianità. Quando invitiamo gli importatori a vedere e toccare con mano l’azienda, la villa antica e tutto un mondo che vino porta con sé possono vedere che tutto quello di cui abbiamo parlato è la verità non una cosa raccontata per fare scena o creare atmosfera.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Ora quel che mi interessa è fare la massima esperienza che posso anche in questa mansione. Poi chissà, aprire un’attività mia.

Di che genere?

Magari anche entrare e nell’ambito enogastronomico, qui in Italia, con un locale, ma vorrei che fosse qualcosa di innovativo, che ancora in Italia non c’è. Ho modo di viaggiare molto e posso avere molte ispirazioni. Ma in futuro. Per ora voglio imparare il massimo da qui.

Allegrini – Fumane (FR) – via Giare, 9/11 – http://website.allegrini.it/it/index.php

a cura di Antonella De Santis