Il maestro bresciano arriva per la prima volta nella Capitale con un corner dedicato ai prodotti confezionati realizzati nel laboratorio di pasticceria di Brescia, tra panettoni, pandoro, bussolà e cioccolatini golosissimi. Fino al 7 gennaio.
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Iginio Massari apre un pop up a Roma

Panettoni, pandori, torrone. Ma anche bussolà, cioccolatini e biscotti deliziosi. Sarà un Natale più dolce per i romani, e nel segno della pasticceria d’autore. Quasi in sordina, senza grandi clamori, da qualche ora, all’interno della stazione Termini, è operativo il pop up di Iginio Massari, mai prima d’ora con un punto vendita diretto nella Capitale. Si tratta di una soluzione temporanea – è bene specificarlo – pensata per allietare il periodo delle feste, e che probabilmente replicherà a Pasqua: “Abbiamo deciso di stipulare un contratto con l’organizzazione che si occuperà di allestire pop up per la società Iginio Massari in diverse città d’Italia, durante le feste. E partiamo da Roma, dove saremo presenti fino al 7 gennaio. Da un lato è una difficoltà in più da gestire in un periodo già molto difficile, ma sarà anche un modo per implementare le vendite natalizie, e farci apprezzare in una città in cui non siamo mai stati direttamente presenti”. Certo, la fama della pasticceria di Iginio Massari precede l’impresa, tanto che a poche ore dall’annuncio sulla pagina Facebook del maestro bresciano, i fan romani sono già in visibilio.

Panettone al cioccolato di Iginio Massari

Però “il pop up romano proporrà solo prodotti confezionati, dunque la linea di lievitati con tre o quattro tipologie di panettone, il pandoro, il bussolà, la biscotteria, parecchi tipi di cioccolatini, il torrone, il caffè. Non possiamo permetterci di derogare alle regole igieniche o inficiare la qualità dei nostri prodotti, quindi arriviamo solo con ciò che riteniamo possa risultare ineccepibile in un contesto simile”. Nel corner sarà comunque presente una persona di fiducia, per illustrare le specialità in vendita, e raccontare la filosofia della storica Pasticceria Veneto di Brescia, che Massari ha reso celebre in tutto il mondo.

Il pop up di Iginio Massari a Termini

Ma come sono stati gli ultimi mesi?

Nel frattempo, si procede con impegno per far fronte agli ostacoli subentrati negli ultimi mesi: “Abbiamo iniziato con le vendite online già 7-8 anni fa, ora lo strumento si sta rivelando fondamentale, i risultati sono ottimi. Ma quello che più mi fa piacere è riscontrare che il 70% della clientela torna a fare acquisti online: vendere una volta è facile, vendere più volte alle stesse persone è una conferma del buon lavoro che facciamo”. Mentre i negozi – a Brescia, Milano e Torino – stanno scontando ovvie difficoltà: “A Milano siamo molto soddisfatti, le consegne vanno bene. Brescia, ma anche Torino, rispondono meno, probabilmente si tratta di contesti ancora meno abituati a fare affidamento su canali alternativi d’acquisto”. La paura più grande del Massari, però, è un’altra: “Temo che le persone possano disabituarsi a godere delle proprie libertà, e rinunciare alle buone abitudini, come per esempio il piacere di recarsi in pasticceria per acquistare un dolce. E il rischio è alto perché ci aspettano mesi difficili, almeno fino alla prossima primavera. Di sicuro resta l’amarezza per aver seguito tutte le indicazioni ricevute per metterci in regola nei mesi scorsi, per poi riscontrare un dietrofront da parte di chi ci governa, che dopo gli investimenti sostenuti ci ha comunque costretto a chiudere. Ma andiamo avanti”. Da oggi anche a Roma.

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