Sì alla ristorazione, alla Gdo, ai nuovi canali di vendita. Ma senza cambiare l'anima, il valore e le caratteristiche. Così si rinnova il formaggio Asiago.
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Il nuovo trend? Si chiama salute. Nell’era del dopo Covid il tema del benessere è più che mai determinante nelle scelte degli italiani, tanto più quando di parla di alimentazione. Lo dice il responsabile Agroalimentare dell’ente di ricerca Nomisma Denis Pantini, individuando nella salubrità e nella qualità dei prodotti l’elemento chiave per intercettare nuove opportunità di mercato. Un mercato profondamente colpito e cambiato dagli effetti della pandemia, in cui emergono nuove priorità in cui la salute – individuale, ambientale, pubblica – ha un ruolo primario. E in cui converge anche l’orientamento verso prodotti autentici, genuini, made in Italy, frammenti fondamentali di un’attenzione verso la sostenibilità e la biodiversità.

È un nuovo risorgimento a portata di mano, quello cui fa riferimento Pantini, che segue un’era complicata, segnata da crisi economiche, sociali e in ultimo sanitarie, che hanno dominato questi ultimi 20 anni, come spiega Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio tutela Formaggio Asiago raccontando di un’era caratterizzata anche “dall’assenza di una vera politica di sostenibilità, da nuove forme di violenza”. Un’era dei NO – la definisce – che ora potrebbe volgere al termine, per aprire le porte a un’era dei SÌ.

Asiago: il passaggio verso l’era del Sì

La nuova era del Sì è quella in cui le nostre migliori realtà produttive guidano il cambiamento, riuscendo a dare nuove risposte alle istanze di questo mercato trasformato che guarda in maniera più trasversale alle esigenze del vivere quotidiano. E in questa parola – brevissima, semplice, riconoscibile – si nasconde un segnale di positività, asse portante di un presente che guarda con ottimismo e impegno al futuro, e lo fa in modo propositivo, nel rispetto di quel che abbiamo intorno, delle regole, del lavoro degli altri. Così il Consorzio Tutela Formaggio Asiagoquarta denominazione d’origine protetta italiana come produzione di formaggi a latte vaccino, sintetizza i suoi progetti e i suoi valori in questa breve parola chiave: Sì. Una parola detta e ripetuta a più riprese ad aprire nuove prospettive.

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I tre Sì di Asiago

Sì alla ristorazione, con un piano triennale di attività volte a sostenere un comparto così duramente colpito dalla pandemia (a oggi sono più di 600 ristoranti italiani coinvolti), e lo fa a partire dall’offerta di prodotti di qualità, d’origine e di provenienza certa, che si fonda su fattori quali sostenibilità e biodiversità. Così si instaura un rapporto a doppio senso: da una parte la certezza di una materia prima di qualità, dall’altra il supporto di una rete di divulgatori d’alto rango – gli chef – capaci di valorizzare le diverse tipologie di Asiago Dop in cucina, non solo in purezza, ma  anche in ricette d’autore che sappiano incontrare i gusti dei consumatori di oggi.

Sì alla GD e alla GDO, con un programma di comunicazione che sappia illustrare e valorizzare la qualità, la storia, e le caratteristiche uniche del formaggio Asiago. Perché la Dop non racchiude solo gli elementi distintivi di un prodotto, ma anche la cultura dei popoli e dei luoghi, le tradizioni e la storia che portano con sé. Un prodotto di origine è una sintesi di valori e tradizioni, che si possono trasmettere anche attraverso i canali di vendita tradizionali. Così come si possono divulgare anche i molti volti di questo formaggio: fresco, stagionato, con caglio vegetale (introdotto nel disciplinare dal 2020) e prodotto della montagna, sopra i 600 metri, sia fresco (almeno 30 giorni) che stagionato (almeno 90 giorni) e stravecchio stagionato (sopra i 18 mesi)

Sì ai Nuovi canali e ai nuovi formati, per intercettare nuove filiere di acquisto e nuove forme di consumo, quelle sempre più gradite alle giovani generazioni che vivono con ritmi e abitudini molto diverse da quelle dei loro genitori.

www.asiagocheese.it/

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