L'Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna di Barberani è un grande bianco da invecchiamento. Abbiamo assaggiato tutte le annate prodotte, dal 2008 al 2015.
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Luigi e Giovanna non è un vino. O meglio, prima che un vino, è la storia della famiglia Barberani. Una grande famiglia del vino umbra capace di portare in Italia e nel mondo dei bianchi e dei rossi simbolo del territorio di Orvieto e delle sue uve. Nel 2011 Barberani ha celebrato le 50 vendemmie mentre, tre anni prima, l’azienda ha dedicato a Luigi e Giovanna, fondatori della cantina, il bianco più importante dell’azienda.

Bernardo e Niccolò Barberini

Barberani: nel segno della Muffa Nobile

Ci troviamo nel comprensorio di Orvieto, immersi nelle colline che si affacciano sul lago di Corbara. È qui che il clima si fonde con le vigne e la muffa nobile compare sul grappolo. La particolare conformazione dei terreni (di origine marina con argilla e calcare ricchi di fossili e conchiglie) è ideale per l’uva grechetto che riesce a donare, nel bicchiere, un’incredibile complessità a partire dagli aromi fino ad arrivare al sorso.

Barberani: Calcaia

Da tempo l’azienda, ora condotta a dovere dai figli dei fondatori, produce il Calcaia, un grande Orvieto dolce da muffa nobile, come vuole la tradizione del luogo. Ma l’intuizione dei due fratelli Bernardo e Niccolò – di mettere in bottiglia un bianco secco caratterizzato dalla forte presenza della Botrytis Cinerea – arriva nei primi anni 2000.

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Le bottiglie di Luigi e Giovanna di Barberani in degustazione

Barberani: Luigi e Giovanna

Grazie ad alcuni filari (poco più di mezzo ettaro in tutto impiantati nel 1993) si decide di far nascere l’Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna: prima annata il 2008, solo 3mila le bottiglie prodotte. Da lì poco è cambiato se non la rigida scelta in vigna che fa sì che anno dopo anno le migliori uve botritizzate vengano selezionate. Ora il vino è prodotto in 12mila bottiglie da circa due ettari di vigneto. Sono cresciuti i numeri ma in cantina la prassi è la stessa. Non si interviene se non per valorizzare al meglio le uve e il territorio di Orvieto (l’azienda è in biologico da tempo): fermentazione delle uve, poi 12 mesi in botti grandi da 28 ettolitri e affinamento in bottiglia per ulteriori 24 mesi. Un bianco che esce a tre anni dalla vendemmia e si pone il grande obiettivo di invecchiare a lungo. Obiettivo che riesce a centrare coniugando le caratteristiche delle uve (oltre al grechetto ci sono piccole percentuali di procanico e trebbiano), le particolarità del comprensorio orvietano e la sapiente mano dell’uomo che lavoro tanto in vigna limitando così le operazioni in cantina. Un vino territoriale e di carattere, quindi, capace di sfidare il tempo offrendo complessità senza mai perdere eleganza e finezza.

Bottiglia di Luigi e Giovanna di Barberani e piatto in abbinamento

Barberani: la degustazione

Abbiamo ripercorso la storia del vino attraverso una degustazione verticale di tutte le annate finora prodotte. Siamo partiti dal primo millesimo, il 2008, per arrivare alla 2015, attualmente in commercio. All’interno del ristorante Zuma di Roma il Luigi e Giovanna è stato abbinato alle preparazioni dell’insegna giapponese, ma non è mancato l’abbinamento (riuscitissimo) con un altro grande e nobile prodotto italiano, il caviale Ars Italica.

a verticale di Luigi e Giovanna di Barberani. con bicchieri e foglio illustrativo

Barberani Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna

2008

Annata regolare, ma siccitosa, vendemmia avvenuta a settembre, 5% delle uve raccolte tardivamente a novembre. Il naso è un’esplosione di spezie dolci, zafferano, poi note affumicate, quasi terrose, di pietra focaia. Bocca dinamica e vitale, ancora scandita da fresca acidità e da un volume tutt’altro che stucchevole. Grande versione nella sua prima annata.

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2009

Annata caratterizzata da escursioni termiche importanti, fondamentali per la perfetta maturazione dell’uva. La vendemmia è stata eseguita a fine agosto, con una piccola percentuale di uve botritizzate raccolte a ottobre. Nel bicchiere offre un bellissimo naso, elegante e sfaccettato, ancora giocato sul frutto giallo maturo, cedro, albicocca candita, vaniglia, tocchi di cannella e cenni di mentuccia. Bocca fresca, lunga, profonda, di grande eleganza ed equilibrio.

2010

Purtroppo una bottiglia sfortunata ci offre un vino non preciso nella sua dimensione aromatica. Il bello del vino è anche questo, specie quando si torna indietro negli anni.

2011

Annata caratterizzata da presenza importante di muffe nobili nelle bucce. Vendemmia a settembre e 5% delle uve raccolte (cariche di botrite) alla fine di ottobre. Un tocco di dolcezza si evince fin dal naso, grazie a note di pesca, albicocca, crema pasticcera. Poi pian piano le note mentolate e lievemente sulfuree anticipano un palato cremoso, avvolgente e morbido. Qui tutto è bilanciato da sapidità finale che si somma alla freschezza.

I tappi delle bottiglie in degustazione

2012

Vendemmia eseguita alla fine di agosto. Uve botritizzate raccolte alla metà di ottobre. Nel bicchiere un vino ancora tutto giocato sulla gioventù col frutto giallo in evidenza, ma anche note floreali e di agrumi. Netta la buccia di limone candito che anticipa una bocca incredibile per sapidità, ritmo di beva e freschezza che accompagna il sorso. Finale lungo, secco e deciso, dinamico e pulitissimo.

2013

Annata calda, precoce, con botrite comparsa alla fine di novembre. Naso in pieno bouquet con l’alternarsi di note primarie (fiori, erbette mediterranee, spezie dolci e frutto candito) con alcuni cenni terziari molto eleganti (foglie secche, sottobosco, corteccia). Il sorso è ritmico e fresco, vitale e dinamico. A dominare una freschezza acida esemplare che doma bene il volume del vino. Finale dolce, ma non stucchevole, piuttosto lungo di sapidità e leggera sensazione tannica.

2014

Annata molto umida con botrite comparsa fin da subito. Vendemmia a settembre e già a ottobre raccolte delle uve attaccate dalla muffa nobile. Muffa che si apprezza tanto fin dalle prime note olfattive, con zafferano in evidenza. Poi cedro, limone, erbe aromatiche, tocchi erbacei. Il sorso ha un bel ritmo, ancora in piena gioventù: equilibrio acido-sapido magistrale e un finale lunghissimo.

2015

La 2015 è stata un’annata calda fino ai mesi autunnali, con la muffa nobile che compare solo a dicembre. È la versione tutt’ora in commercio, imbottigliata a novembre 2016 e affinata in bottiglia per due anni. Se c’è un “problema” in questo vino è l’incredibile gioventù. Tutto il naso è giocato su un frutto croccante, con tocchi di anice, mandorla fresca e salvia. La bocca è freschissima, di grande beva, avvolgente e sapida. Vino che non avrà paura di invecchiare.

Barberani Cantina e Agriturimo – Baschi (TR) – Vocabolo Mignattaro, 26 –

Barberani Enoteca – Orvieto TR – Via Lorenzo Maitani, 1 – www.barberani.com

a cura di Giuseppe Carrus, hanno partecipato alla degustazione Antonio Boco e William Pregentelli

foto di Carlo Bertone