Credito di imposta con un tetto massimo di 6mila euro per l'acquisto di strumenti di cucina e corsi di aggiornamento. Nella Legge di Bilancio 2021 spunta il bonus cuochi.
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Via libera alla Legge di Bilancio 2021. Dopo l’ok della Commissione Bilancio, posto oggi il voto di fiducia, dunque fumata bianca obbligatoria anche alla Camera che approva le misure aggiuntive al testo. Oltre 250 gli emendamenti approvati dalla Commissione nel fine settimana precedente al Natale e corsa contro il tempo per la conversione del DDL in legge; si attende ora per il 27 dicembre l’approvazione definitiva per rimanere entro i termini del 31 dicembre (per non far scattare l’esercizio provvisorio). Dopo il passaggio al Senato – una tappa pressoché formale – l’approvazione si dà dunque per certa.

Nel maxiemendamento (con più di 1100 commi), incentivi a tutto tondo che riguardano famiglie, lavoratori e imprese, dall’assunzione di personale medico e paramedico in vista della campagna vaccinale, ai bonus mobili al superbonus del 110%, dagli incentivi all’imprenditoria femminile, al settore turismo, ai giovani imprenditori agricoli.

L’emendamento 18 bis pensa ai cuochi professionisti

Tra le misure approvante anche l’emendamento 18 bis, presentato dall’on. Maria Spena (Vice presidente della Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, Forza Italia) e rivolto specificatamente ai cuochi professionisti a sostegno della loro attività. Non un intervento pensato per gli imprenditori del settore, dunque, ma per i lavoratori. Pur se in un panorama, quello italiano, in cui la gran parte dei proprietari dei ristoranti sono anche chef. Nel testo attualmente non si fa riferimento a chef e patron, “perché” spiega l’on. Spena “in qualità di imprenditori prendono già dei ristori“, ma fa riferimento a lavoratori dipendenti e partite Iva, “abbiamo cercato di sostenere il settore intero, così duramente colpito dalle chiusure e dall’incertezza dovuta a questa situazione di continui cambi di regole”. “Una boccata d’ossigeno e forse un piccolo segnale incoraggiante per i tanti lavoratori di un settore fra i più penalizzati dalle scelte di governo” commenta Federcuochi che con l’onorevole Spena ha avuto più di un confronto.

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Dunque la misura sembrerebbe non riguardare le aziende, sempre più piegate dalla emergenza Covid. Il grido di allarme della Fipe racconta di un settore che rischia, giorno dopo giorno, di capitolare di fronte alla crisi attuale. E neanche i ristori inseriti nell’ultimo Decreto Legge paiono sufficienti per mettere in sicurezza le attività, soprattutto dopo le ultime restrizioni che hanno imposto una chiusura last minute del periodo natalizio, un momento fondamentale nell’economia del settore. La misura della Legge di Bilancio però, come dicevamo, non sembra riguardare le aziende della ristorazione.

Bonus chef. Cosa è

L’emendamento approvato include un credito d’imposta che copre fino al 40% delle spese sostenute dai cuochi professionisti di alberghi e ristoranti, dal primo gennaio al 30 giugno 2021, per l’acquisto di “beni strumentali durevoli” e “corsi di aggiornamento”. Spese che devono essere “strettamente funzionali all’esercizio dell’attività”.

A chi è rivolto

L’agevolazione riguarda i cuochi professionisti presso alberghi e ristoranti siano lavoratori dipendenti o lavoratori autonomi con partita IVA, anche nei casi in cui non siano in possesso del codice ATECO 5.2.2.1.0 (comma 1).

Rimane da capire se chi effettua la professione al di fuori di alberghi e ristoranti, come nel caso di chef a domicilio, attività di ristorazione collettiva, banqueting o catering (ugualmente colpiti dalle limitazioni imposte dalla pandemia), è incluso nell’emendamento. E anche la definizione di cuoco professionista lascia aperti dei dubbi sulle figure coinvolte.

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Quali spese sono coperte

Il credito d’imposta riguarda le spese sostenute tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2021 per l’acquisto di “macchinari di classe energetica elevata, strumentazione per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari e di strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione, nonché per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale”, spese – come detto – “strettamente funzionali all’esercizio dell’attività”. (comma 2). Spese il più delle volte sostenute dai ristoranti e non dai loro cuochi.

Bonus cuochi. Quanto vale?

La misura indica un tetto massimo di 6mila euro (calcolando il 40% delle spese sostenute) e il limite complessivo di 1 milione di euro per ciascuna delle annualità 2021-2023. (comma 3). Una cifra che, agli occhi di molti pare del tutto insufficiente, ma tant’è: “avrei voluto fare di più, se dovessimo pensare a tutta la categoria non basterebbero 20 milioni di euro” commenta l’onorevole Spena.

Come si ottiene

Il bonus sotto forma di credito che verrà utilizzato in compensazione mediante F24. Significa dunque che non si tratta di finanziamenti o liquidità a favore dei cuochi ma di una cifra di cui usufruire per i tributi da pagare a fine anno. Un benefit di cui avvalersi in compensazione che è escluso da IRPEF e IRAP e non concorre alla determinazione del rapporto di deducibilità (di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi – TUIR, D.P.R. n. 917 del 1986) (comma 4).

Sostegno alla filiera agroalimentare e al turismo. Le altre misure

Mentre volge al termine questo anno funesto ma che ha registrato un record di imprese agricole di under 40, la Legge di Bilancio proroga al 2021 l’esonero contributivo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli under 40 e dell’esenzione Irpef per i redditi dominicali e agrari.

Fondi di 10 milioni di euro stanziati per la filiera agroalimentare, 10 milioni per quella del vino (per lo stoccaggio privato dei vini DOC, DOCG e IGT) e altrettanti per le filiere apistica, brassicola, della canapa e della frutta a guscio e ancora 10 milioni per rifinanziare il Fondo nazionale per la suinicoltura.

Accesso al credito d’imposta del 40% per il made in Italy a sostegno degli investimenti per l’e-commerce di prodotti agroalimentari, esteso anche alle reti di imprese.

Sostegno anche a pescatori e lavoratori marittimi in aggiunta a quanto già stanziato.

Anche il settore del turismo è inserito nelle misure previste dalla Legge di Bilancio 2021. Dallo stop alla prima rata dell’Imu 2021 per strutture legate all’ospitalità e al turismo (alberghi, agriturismi, rifugi di montagna, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, e così via) all’estensione fino al 30 aprile 2021 del credito d’imposta al 60% del canone di locazione degli immobili destinati alle imprese turistico ricettive. Vengono rifinanziati i Fondi per il settore turistico e le agevolazioni fiscali per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere con credito d’imposta al 65%. Un ulteriore fondo, inoltre, viene istituito per la formazione turistica.

 

a cura di Antonella De Santis