Abbiamo assaggiato in anteprima le nuove uscite dello Champagne De Venoge. Ecco come è andata la degustazione.
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Il museo dello Champagne De Venoge

Visitare la maison De Venoge e in particolare il prezioso Museo delle etichette conservato tra le mura dell’azienda, in Avenue de Champagne 33 a Épernay, è come andare alle radici dello Champagne. Si tratta della più antica e prestigiosa collezione al mondo di etichette di Champagne e con essa si possono rivivere i momenti più alti della storia del più famoso ed esclusivo vino del mondo e il denso percorso aziendale di uno dei più radicati brand della storia dello champagne.

Oltre cinquemila etichette catalogate in buon ordine nella biblioteca del fondatore, in buona parte frutto di personalizzazioni realizzate per le più antiche dinastie d’Europa insieme ai sigilli che con la ceralacca imprimevano il marchio delle case nobiliari e numerosi menu dell’Ottocento e del Novecento di importanti ricevimenti.

Alla scoperta dello Champagne De Venoge. pupitree

Champagne De Venoge. Le origini

Tutto nacque a Épernay nel 1837 quando Henri-Marc de Venoge – uno svizzero sposato a un’italiana arrivato in Champagne nel 1825 – fondò la Maison di Champagne de Venoge. Dopo solo un anno nascerà la prima etichetta illustrata nella storia dello Champagne e del vino, posta a corredo delle sue bottiglie, un elemento fortemente innovativo che si rivelò fondamentale, ritraeva in un’etichetta ovale (la prima) un disegno a colori con due bottiglie affiancate. Joseph de Venoge, figlio di Henri-Marc, sarà il primo a dare i nomi alle cuvées e a depositare il marchio Cordon Bleu posto in etichetta, mentre Gaëtan de Venoge sarà tra i fondatori del Sindacato “Grandes Marques de Champagne” e il Marchese Adrien de Mun insieme alla moglie Yvonne de Venoge, porteranno De Venoge nell’alta società Parigina.

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La maison Champagne De Venoge

Champagne De Venoge. La storia recente

Nel 1998 la maison verrà acquistata e rilanciata in grande stile dal gruppo Boizel-Chanoine-Lanson Champagne, quotato alla borsa di Parigi dove l’opera di Gilles de la Bassetière, un giovane di nobili origini, sarà preziosa per guidare il brand nei mercati esteri, fino al 2005 quando assumerà la presidenza della società riportando la Maison de Venoge ai più alti livelli.

La presentazione delle cuvée dello Champagne De Venoge

La storica maison si è rivelata in un seducente percorso attraverso le cuvée in produzione presso l’Antica Trattoria di Sacerno (Bo), in un incontro con i piatti dello chef Dario Picchiotti. Un percorso tra le intense note iodate di una cucina creativa fatta di slanci espressivi che esplorano consistenze e contrappunti gustativi inconsueti e appaganti, per raccontare il mare con materie prime eccellenti e abbinamenti mai scontati. In sala Giada Berri, sommelier, compagna nella vita e nella professione, che accudisce gli ospiti con attenzione e consiglia i migliori abbinamenti dalla cantina scegliendo tra quasi 500 etichette italiane, francesi e dal mondo. Insieme tanti progetti, non ultimo l’impegno sociale con iniziative legate al mondo dell’infanzia, che li vede in prima linea per testimoniare che anche la cucina può fare la sua parte.

Champagne De Venoge. La degustazione

Cordon bleu brut

Una cuvée che nasce nel 1851 con un’etichetta che ritrae un cordone blu a simboleggiare la famiglia De Venoge e il fiume omonimo, che attraversava il villaggio dove nacque il fondatore, successivamente divenuto emblema dell’Ordine dello Spirito Santo. Rappresenta la première cuvée della maison ottenuta esclusivamente con mosto fiore, frutto della prima spremitura, 50% pinot nero, 25% chardonnay, 25% pinot meunier, una parte di vini di riserva e tre anni di fermentazione in bottiglia. Uno dei brut con il più basso dosaggio in bottiglia con soli 6 grammi zucchero. Buona struttura, rotondo, piacevolmente complesso, sentori floreali e note di mela Granny Smith, limone, miele. In abbinamento a Pizza di gamberi vegetariani.

Princes extra brut

La prima di quattro cuvée della linea Princes, una speciale bottiglia che ricorda l’usanza di metà Ottocento di decantare lo champagne in decanter di cristallo, un uvaggio composto da un terzo di chardonnay, un terzo di pinot nero e un terzo di pinot meunier, con un dosaggio di 4 grammi zucchero senza alcun impiego di legno ma solo acciaio. Tutte le quattro cuvée Princess hanno una permanenza sui lieviti di cinque anni. Secco, di ottima struttura, con note leggermente speziate e aromi delicati di fiori bianchi e agrumi, particolarmente indicato ai crudi di pesce. In abbinamento a Spaghetti al dente di calamaro aglio, olio, peperoncino, limone e pane croccante.

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Princes Blanc de Blancs brut

In tutte e quattro le cuvée Princes le uve provengono da villaggi premier e grand cru. La bottiglia decanter è quella creata da Joseph de Venoge in onore dei Principi della casata reale. Una bottiglia storica che riporta all’usanza di decantare lo champagne per evitare la presenza delle fecce. Uno chardonnay 100%, che esprime freschezza ed eleganza, con aromi di fiori bianchi, agrumi, note minerali e grande capacità di invecchiamento. In abbinamento a Scampo in carrozza.

Alla scoperta dello Champagne De Venoge _Princes_Rosé+étui

Princes Rosè

Un pinot nero rosè d’assemblage al 100%, che riporta ai fasti della corte d’Orange, con cinque anni di fermentazione in bottiglia, sei grammi di zucchero e sempre, come in tutta la linea Princes, l’utilizzo nell’assemblage del 30% di pregiate riserve messe da parte dalla maison, che conferiscono un carattere distintivo alla cuvée. Schietto, minerale, di grande eleganza e complessità, con ricchezza aromatica e sentori di fragola, agrumi e uva spina. Particolarmente indicato con aragosta e salmone. In abbinamento a Caprese di sgombro

Princes Blanc de Noirs brut

Pinot nero vinificato in bianco, ottenuto con uve dei vigneti premier e grand cru delle montagne di Reims. Uno champagne di grande equilibrio e freschezza, dal bouquet ricco, di frutta rossa, vinoso e dal finale lungo. In abbinamento a Polpo, maionese di polpo, cavolo cinese e gelato al chimichurri.

Louis XV 2008 sboccatura 2019

Inaugura la serie dei grandi millesimati, dove per la prima volta la maison decide di impiegare esclusivamente uve grand cru. Una grande annata, tra le più importanti degli ultimi vent’anni, 50% pinot nero 50% chardonnay, l’unica cuvée che non fa malolattica. Lo Champagne è dritto e tagliente, la personalità ancora più integra. Proposto ora, dopo dieci anni di fermentazione in bottiglia. Grande intensità, corpo, freschezza, ed esplosione aromatica con note di mandorle, aromi, pepe, scorza d’arancio, una delle migliori cuvée Louis XV mai prodotte dalla maison, destinata a un lungo invecchiamento. In abbinamento a Spaghetto “Al Meni”.

Alla scoperta dello Champagne De Venoge Bouteille Louis XV 1996

Louis XV 1996 sboccatura 2019

Andiamo indietro, con un’altra bottiglia dedicata al grande monarca francese che nel 1728 consentì finalmente il trasporto delle bottiglie che prima erano ritenute pericolose, spiegato all’interno del cofanetto in una riproduzione dell’editto reale. Un prodotto più evoluto, con uve pinot nero e chardonnay, che caratterizza una delle annate più importanti dello scorso secolo, secondo alcuni la migliore. Palato importante di grande struttura ma al contempo ancora freschissimo, elegante, complesso con note speziate di vaniglia e brioches. Dosaggio di sette grammi litro e permanenza sui lieviti per 23 anni. In abbinamento a Raviolo di pollo alla cacciatora.

Louis XV 1995 sboccatura 2006

Un’annata anch’essa molto importante per il secolo scorso, con uve pinot nero e chardonnay, che caratterizzano una base acida rilevante. Una sboccatura tardiva che si presenta molto evoluta, intensa, strutturata, complessa, con una nota ossidativa estremamente gradevole e malgrado i ventiquattro anni di vita ancora di grande freschezza. Attacco pieno, rotondo, minerale e grande eleganza. In abbinamento a Spaghetto sul portocanale, omaggio allo chef Mauro Uliassi.

Louis XV Rosè 2006 sboccatura 2018 extra brut

60% pinot nero e 40% chardonnay conferiscono aromi potenti e sapori esotici di frutta rossa e sentori delicati di fiori bianchi. Attacco fruttato e succoso, acidità fresca, rotondo, persistente con un delicato finale. Permanenza sui lieviti 12 anni e dosaggio 4,6 grammi litro. In abbinamento a Spaghetto sul portocanale, omaggio allo chef Mauro Uliassi.

Blanc de Blanc 1996 sboccatura 2017

Chardonnay 100%, una riserva di vecchie annate conservata nella cantina del fondatore, aperta in occasione della serata. Crosta di pane, agrumi e grande freschezza. In abbinamento a Gallina e gallinella.

Champagne De Venoge – https://champagnedevenoge.com/

Antica Trattoria di Sacerno – Bologna – Via di Mezzo Levante, 2 – 051 646 9050 – http://www.sacerno.it/

a cura di Luca Bonacini