È entrato in vigore l'8 novembre 2019 il Testo unico sul commercio varato dalla Regione Lazio che incentiva l'integrazione della vendita di quotidiani e periodici con attività e servizi innovativi, cibo in primis. E così, gli alimenti confezionati arrivano nelle edicole.
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Il ruolo delle edicole

Sono ovunque, perfettamente inserite nel tessuto urbano fino a formare una fitta rete di attività commerciali che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con una micidiale crisi dell’editoria e della carta stampata. Le edicole sono luoghi d’aggregazione preziosi all’interno di una comunità, chioschi che punteggiano le città di tutto il mondo e che scandiscono il ritmo della vita quotidiana, con l’appuntamento mattutino per l’acquisto del giornale preferito, seguito da qualche chiacchiera scambiata con i commercianti, sempre pronti alla battuta. Buone abitudini che oggi tendiamo ad accantonare, al ritmo dei tempi che cambiano.

Il cibo in edicola: il via libera della Regione Lazio

Dunque anche l’edicola, per sopravvivere, è pronta a evolversi, cambiare pelle, includendo anche la vendita di cibo confezionato (non da cuocere), come ha sancito il Testo unico sul commercio varato dalla Regione Lazio in vigore da venerdì 8 novembre 2019. Lo scopo? Promuovere la vendita di quotidiani attraverso l’inserimento di attività e servizi innovativi, ammesso e non concesso che vendere cibo confezionato sia un servizio innovativo. Un buon modo per restituire valore ai punti vendita, già testato durante la Milano Food City del 2017, con l’iniziativa Fooedicola, pensata per riabilitare l’immagine delle edicole, trasformandole nel cuore pulsante di un circuito turistico fatto di degustazioni e approfondimenti culturali.

Cibo in edicola: il Testo unico

Un’ idea proposta ancora prima nel 2014 da Giansanti, l’allora capogruppo della lista civica Marino, con l’obiettivo di consentire agli edicolanti di ampliare l’offerta vendendo anche snack e bibite, rendendo quindi i chioschi luoghi più poliedrici, dove recarsi per acquistare i biglietti della metro, il quotidiano, le riviste e anche – perché no – uno stuzzichino. Come, del resto, accade già da tempo nel resto d’Europa, dove le edicole sono talvolta dei veri minimarket. Il Testo unico appena entrato in vigore prevede la vendita di altri generi per il 40% della superficie totale, un piccolo cambiamento che per molti rappresenterà un grande passo avanti, una lotta al declino di questi punti vendita che sembravano destinati a scomparire.

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Edicole: sì al cibo, ma niente alcolici

Vietata però la vendita di alcolici, mentre si fa attendere ancora una risposta definitiva circa la richiesta degli edicolanti di poter emettere i biglietti del Lotto e del SuperEnalotto. Esperimento simile, a Roma, è già avvenuto con Erno, Edicola Romana Non Ordinaria, gestita da Valentina Chiani, Davide Monteleone, Andrea Mercuri e Alberto Vallorini, che hanno dato vita a un chiosco insolito, dove poter sostare per un aperitivo e poi comprare e leggere il giornale, come hanno raccontato gli ideatori a Agi. Una esperienza nata, qui come in altri casi, sulla scorta del successo pionieristico di Edicola 518 a Perugia.

Solo cibo confezionato?

Per il momento, il via libera è arrivato solo per gli alimenti confezionati, ma auspichiamo che, un giorno, le attività possano essere ulteriormente ampliate dando maggiore spazio alla creatività, per dare nuovo lustro a questi punti vendita che da sempre animano i quartieri delle città. Nel frattempo, aspettiamo con curiosità di vedere le vecchie edicole in una veste nuova, con la speranza che questa formula possa fare nuova luce anche sulla carta stampata. Che non è morta.

a cura di Michela Becchi