Madrid è famosa per i suoi mercati municipali: 46 strutture coperte e una virtuale: il Mercado 47, fondamentale durante l'emergenza coronavirus (ma anche Amazon Prime non manca).
Pubblicità

Madrid e i mercati coperti

In piena epidemia Covid-19, a Madrid i mercati municipali hanno rappresentato una risorsa importante per la città. Nella capitale spagnola, che ha appena approvato misure importanti per i ristoranti in vista della ripartenza, infatti, la rete dei 46 mercati coperti, sparsi un po’ ovunque fra i quartieri più popolosi, è una realtà ormai storica e consolidata. Molti di questi, inoltre, negli ultimi anni si sono rinnovati, sviluppando con successo una formula mista di vendita al dettaglio di prodotti alimentari e di piccola ristorazione, con una gastronomia interessate, spesso internazionale o di ricerca.

Mercati aperti e servizio alla comunità

Chiusi temporalmente per ovvie ragioni sanitarie tutti i bar e i locali di ristoro, durante la quarantena nei mercati sono rimasti invece aperti (anche se con orario ridotto, fino alle 15) la maggior parte dei negozi alimentari, con una fornitura quotidiana assortita di prodotti freschi, dalla carne al pesce, dalla verdura ai salumi e formaggi, dal pane ai dolci. I mercati si sono dimostrati luoghi igienicamente sicuri, ordinati e soprattutto in genere poco affollati.

la comunicazione di mercado47. mercato virtuale di Madrid

Con un meritevole spirito di solidarietà, poi, i piccoli commercianti hanno fatto a gara per offrire un servizio rapido di consegna a domicilio, rappresentando una valida alternativa alle code fuori dai supermercati, o alle difficoltà nel riservare gli slot di consegna delle spese online delle grandi catene di distribuzione.

Pubblicità
la comunicazione di mercado47. mercato virtuale di Madrid

Il Mercado 47

Ma non è tutto. Da un anno circa esiste infatti Mercado 47, una piattaforma digitale che il Comune di Madrid ha creato per permettere ai commercianti dei mercati municipali di vendere, dentro e fuori la città, i propri prodotti freschi anche online. “La crisi sanitaria ha fatto quintuplicare la spesa a domicilio” spiega Guillermo Del Campo Fernández-Show, gestore del Mercado de la Paz, nell’elegante quartiere di Salamanca “ma soprattutto ha dimostrato l’efficacia del servizio digitale di Mercado 47. La piattaforma ha funzionato benissimo: i nostri commercianti la considerano ormai un valido strumento di vendita alternativa alla tradizionale, che gestiscono in maniera diretta, proponendo giorno per giorno prezzi e offerte”. In attesa di completare la digitalizzazione della rete dei 46 mercati municipali, la piattaforma online per ora ha permesso di acquistare liberamente tra circa trecento posti dei mercati di Chamberí, Chamartín, de l’Aguila e de la Paz.

la comunicazione di mercado47. mercato virtuale di Madrid

Amazon Prime

Quest’ultimo, inoltre, da tre anni è il primo e unico mercato municipale al mondo dove Amazon Prime realizza un servizio di acquisto online esclusivo, per prodotti freschi. “Attraverso Amazon promuoviamo il marchio Mercado de la Paz; la piattaforma Mercado 47 ha permesso invece di aprire online i nostri diversi punti vendita. Insieme alle chiamate telefoniche o alle spese online nelle singole pagine web, durante la quarantena il nostro mercato ha realizzato circa 500 consegne a domicilio al giorno”, ci racconta soddisfatto Guillermo. “Nelle prime settimane è stato complesso gestire il ritmo e gli orari. In generale, però, tutti i mercati municipali della città hanno realizzato uno sforzo notevole per dare un servizio aggiuntivo efficace, soprattutto alle persone anziane e più vulnerabili confinate in casa”.

Presente e futuro dei mercati

Code agli ingressi? “Nel caso del Mercato de la Paz e di Chamberí è stato necessario controllare il flusso degli ingressi solo il venerdì e il sabato mattina, o alla vigilia dei giorni di chiusura per le festività pasquali”. Come si prospetta invece il futuro della ristorazione nei mercati? “Malgrado il Comune abbia sospeso il pagamento dei canoni di affitto” conclude Guillermo Del Campo “per bar e ristoranti rimasti, la riapertura con le restrizioni di capienza al 30% è una prospettiva davvero complicata e poco redditizia. È un peccato: si tratta di imprenditori straordinari, che stavano facendo in molti mercati municipali un un fast food eccellente e di qualità” .

a cura di Federica Lonati

Pubblicità