Tra soluzioni di mobilità elettrica e invenzioni per migliorare la funzionalità di una cucina, anche il progetto Food for Soul e la cultura dei refettori aperti in tutto il mondo dall’associazione ottengono il prestigioso Compasso d’Oro assegnato dall’ADI. Ecco perché.
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I refettori di Food for Soul

Etica ed estetica, nell’idea che è alla base dei refettori ideati da Massimo Bottura e dal team di Food for Soul, sono sempre andate di pari passo. Evidenziando il significato di un’operazione devota al buono non meno che al bello, con l’obiettivo di offrire a chi ne ha bisogno un luogo umano perché accogliente e funzionale, amorevole e piacevole allo stesso tempo. Per questo, sin dal primo refettorio inaugurato nell’anno di Expo al quartiere Greco di Milano, l’iniziativa ha coinvolto anche artisti, designer e creativi capaci di leggere lo spazio per farne un salotto conviviale che convogli energie positive, che ci si trovasse nel bel mezzo di una favela brasiliana o all’interno di un edificio storico nel centro di Parigi. Così, mentre dall’altra parte del mondo si concretizzano le aperture dell’ottavo e nono refettorio della serie (in Messico e Perù), a Milano, nel corso della cerimonia del Compasso d’Oro 2020 andata in scena qualche giorno fa nella sede del nuovo ADI Design Museum, Food for Soul si è aggiudicato uno dei prestigiosi premi assegnati dall’Associazione Design Industriale.

Un refettorio Food for Soul

Il Compasso d’Oro. L’Oscar del design

Giunto alla ventiseiesima edizione, il premio elegge progetti, figure e prodotti che esemplificano il contributo del design nell’evoluzione del costume e della società, selezionandoli tra le migliori espressioni del tema valutate nel corso dell’ultimo biennio. E tra progetti di mobilità elettrica e dispositivi che favoriscono la comunicazione anche in tempi di distanziamento sociale, ecco entrare nel palmares anche l’organizzazione no profit Food for Soul, fondata da Massimo Bottura con sua moglie Lara Gilmore, premiata perché “unisce due mondi che normalmente vengono tenuti a distanza, il mondo del bisogno e quello dell’arte. Nutre il corpo evitando gli sprechi e conforta lo spirito attraverso l’estetica”. Sorpresi e soddisfatti i diretti interessati, “grati per questo riconoscimento, ma soprattutto per la collaborazione che abbiamo costruito con designer, architetti e artisti. Il loro contributo a ogni refettorio ha cambiato comunità ricordandoci che insieme possiamo rendere visibile – e bello – l’invisibile”. Nel sottolineare la motivazione del premio, ADI ricorda i tre pilastri su cui è fondata l’azione di Food for Soul: la qualità delle idee, la forza della bellezza e il valore dell’ospitalità.

Il Compasso d'Oro 2020 per Food for Soul

Design made in Italy

Ma l’organizzazione umanitaria non è l’unica presenza legata al mondo del food sul palco dei premiati con il Compasso d’Oro 2020. Rientrando nell’alveo delle categorie più tradizionali, ottengono il riconoscimento due “invenzioni” destinate a ottimizzare l’utilizzo della cucina: la cucina Rua ecosostenibile, con superfici in ceramica, di Ruadelpapavero; il sistema Spazio della Falmec. Progetti entrambi selezionati dalla giuria del Compasso d’Oro tra numerosi finalisti legati all’universo del food design, sempre presente nelle edizioni passate tra gli ambiti di innovazione più prolifici della creatività made in Italy. Food for Soul, dal canto suo, aveva già avuto accesso all’ADI Design Index nel 2018, selezionato tra i 172 prodotti (suddivisi in 12 categorie) meritevoli di ambire al Compasso d’Oro, per l’impegno dimostrato nella creazione e promozione di connessioni di valore tra il cibo, il sociale e la bellezza. Il premio, dunque, giunge a coronamento di una sintonia già annunciata, mentre il lavoro di Food for Soul prosegue incessante.

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