Il coriandolo è un'erba aromatica dal profumo caratteristico, che suscita reazioni opposte tra le persone: c'è chi ne ama l'aroma che trova fresco e chi lo detesta. Andiamo alla scoperta di questa pianta.
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Il coriandolo è, tra gli alimenti, uno tra i più divisivi: a fronte di appassionati estimatori del suo sapore pungente, ci sono altrettanti che ritengono intollerabile il suo aroma che riconducono a quello del sapone, della muffa, o addirittura della cimice. Secondo alcuni studi la preferenza – o il suo contrario – è determinata da fattori genetici.

Andiamo alla scoperta del coriandolo, protagonista della prossima puntata di L’erba del Barone, il nuovo programma condotto da Andrea Lo Cicero che va in onda ogni martedì alle 21.30 sui canali 132 e 412 di Sky. Un appuntamento per conoscere le erbe aromatiche e il loro uso in cucina, attraverso ricette semplici ma non banali, golose ma facilmente replicabili.

Storia e origini del coriandolo (Coriandrum sativum)

Il coriandolo, che qualcuno lo chiama con il suo nome spagnolo, cilantro, è un’erba aromatica antichissima: citato già nella Bibbia, se ne hanno testimonianze che risalgono all’epoca romana e all’Antico Egitto. Uno degli altri nomi con cui viene chiamato, è prezzemolo cinese, a sottolineare la somiglianza nell’aspetto (ma non nell’aroma) con quell’erba tanto familiare nelle case italiane.

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Si tratta di una pianta erbacea annuale originaria del Mediterraneo, appartiene alla famiglia delle Apiaceae, la stessa del cumino, dell’aneto LINK, del finocchio e del prezzemolo. La pianta – che non non sviluppa oltre i 60-70 centimetri – ha fiori bianco-rosati riuniti in infiorescenze ad ombrello e piccoli frutti tondi dalla superficie rigata, quelli che comunemente vengono chiamati semi.

Coriandolo: proprietà e caratteristiche

Antibatterico, digestivo, tonificante, antispasmodico. Le proprietà del coriandolo sono diverse e conosciute fin dall’antichità. Riguardano principalmente l’apparato digerente ma non solo. In molti ritengono che abbia un effetto funghicida e chelante dei metalli pesanti e sia un toccasana per l’emicrania. Inoltre combatte il senso di stanchezza, anche grazie alla presenza di vitamine, sali minerali, fibre.

Oltre che per usi alimentari e fitoterapici, il coriandolo viene impiegato nella liquoristica come specifica Andrea Lo Cicero (nel video sotto potete vedere una preview della puntata).

semi di coriandolo

Coriandolo: usi in cucina

Del coriandolo si usano le foglie fresche o essiccate, le radici e i semi o meglio i piccoli frutti che hanno un aroma molto meno intenso delle foglie. Impiegato in cucina da tempi remoti, si trova già nel De Re Coquinaria di Apicio, che la usa in un condimento chiamato appunto Coriandratum. Oggi è diffuso principalmente in America Centrale e in Sud America, in Medio Oriente e in Asia. È uno degli ingredienti del curry e del garam masala, in Messico si usa per preparare il pico de gallo, la salsa roja, la salsa quemada e molte altre salse, mentre nella cucina thai usa le radici con aglio e pepe per un condimento e le foglie nella zuppa tom yam e in molte altre. In Italia è uno degli aromi caratteristici della salsiccia di Monte San Biagio ma l’impiego, soprattutto dei semi essiccati, è piuttosto diffuso in preparazioni dolci o salate. Inoltre è uno degli ingredienti di alcuni liquori: gin, ratafià, chartreuse.

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Il nome si fa risalire a un’abitudine del Rinascimento, quando i piccoli semi venivano ricoperti di zucchero colorato e usati proprio come coriandoli.

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L’Erba del Barone va in onda ogni martedì alle 21.30 solo su Gambero Rosso HD, canale 132 e 412 di Sky