La nascita di nuove piattaforme per le consegne a domicilio, ormai, non fa quasi più notizia. Stavolta, però, i destinatari del servizio sono i proprietari dei piccoli punti vendita situati nei quartieri storici di Roma, penalizzati dal forte calo di domanda. Ad aiutarli ci pensa Daje!
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Minacciati dalla proliferazione dei discount, prima della pandemia i negozi di quartiere avevano già il loro bel daffare a rinsaldare il legame con una clientela sempre meno numerosa. Ora, però, il rischio di contagio e le inevitabili precauzioni anti-affollamento hanno complicato ulteriormente la situazione. Come sopravvivere alla concorrenza spietata? La risposta arriva dal progetto di due ex studenti della Facoltà di Economia di Roma Tre, Matteo Proietti, 25 anni, e Jacopo Gambuti, 29, che su impulso del docente universitario Nicola Mattina hanno da poco inaugurato l’e-commerce di prossimità Daje. Il nome, d’ispirazione dialettale, è “volutamente ottimista: un invito a tenere duro e non accettare passivamente il corso degli eventi“, spiegano. Chiara anche l’impostazione della piattaforma, che offre un valido servizio di consegne a domicilio ai gestori delle piccole attività locali, dalle botteghe di gastronomia ai banchi dei mercati, senza dimenticare macellerie, ortofrutta, panetterie, pescherie, empori e negozi per la cura della persona. Un lungo elenco di venditori, spesso sull’orlo del fallimento: pochissime le iniziative a loro favore dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

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Daje. Il primo e-commerce “di quartiere” a Roma

L’idea è nata verso la fine di marzo 2020, nei giorni del famoso assalto ai supermercati per accaparrarsi i generi alimentari essenziali”, racconta Matteo. “In quel frangente abbiamo notato che i piccoli negozianti stavano iniziando a risentire del calo di persone in strada e non riuscivano a trovare soluzioni alternative alla vendita diretta, come il lancio dei prodotti sul web. I banchi del mercato operativi nelle piccole piazze romane, ad esempio, erano completamente offline”. Così, i ragazzi hanno messo a frutto le proprie competenze per garantire visibilità ai venditori con scarsa dimestichezza in ambito digitale. Daje, infatti, nasce come un marketplace in cui gli espositori fisici vengono sostituiti dalle immagini dei prodotti quotidianamente disponibili nelle botteghe. “Lo scopo è quello di riavvicinare i clienti alle attività di quartiere, fortemente penalizzate dalla limitazione dei rapporti umani; del resto, il loro valore aggiunto sta proprio nell’instaurazione di un rapporto di fiducia con il pubblico”. Dunque, perché non provare a ricrearlo attraverso le consegne a domicilio?

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Box di frutta e verdura Robin Food

Come funziona Daje?

Ciascun cliente, visitando il sito, è libero di riempire il proprio carrello con i prodotti delle botteghe o dei mercati ubicati nel quartiere in cui risiede, senza limiti. A tutto il resto pensiamo noi: ogni sera comunichiamo gli ordini ai negozianti, in modo che possano preparare la merce con largo anticipo. Il giorno successivo i nostri fattorini passano a ritirarla e la consegnano nella zona di riferimento. Ogni rider ha un raggio d’azione circoscritto, quindi riesce a svolgere il lavoro con serenità e professionalità, e se c’è stato un errore a monte torna indietro per sostituire la merce senza coprire grandi distanze“. Il vantaggio è doppio: da un lato, infatti, Daje supporta l’economia locale, fornendo aiuto a coloro che per mancanza di tempo o risorse non riescono a provvedere autonomamente al delivery; dall’altra, i dipendenti -regolarmente assunti- godono di condizioni lavorative favorevoli e non sono sottoposti a sforzi fisici estremi. “Forse, però, l’aspetto più importante da sottolineare è quello delle agevolazioni a favore dei venditori, che incassano il 95% del ricavato totale. Solo con una commissione del 5% (molto bassa, rispetto al 20-30% dei giganti del delivery) avremmo potuto garantirne la ripresa “.

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I servizi a sostegno di mercati e negozi di quartiere

Oltre al “pacchetto standard”, i proprietari delle attività che aderiscono al network possono richiedere servizi aggiuntivi, come uno shooting fotografico professionale per valorizzare gli articoli in maniera più efficace. Con la tariffa base, invece, hanno a disposizione un account WhatsApp tramite cui fornire informazioni utili ai clienti. Tornando a noi: dove consegnano i rider di Daje? “Al momento copriamo diversi quartieri di Roma -Monteverde, Marconi e San Paolo, Trastevere e Testaccio, Trionfale, Campo de’ Fiori, Montecitorio, Eur, Torrino- ma vorremmo espanderci ulteriormente, anche perché il settore è molto concorrenziale. D’altra parte, va detto che i grandi brand del delivery rinunciano in partenza a siglare accordi con i piccoli punti vendita: a differenza di altre attività, questi ultimi hanno un magazzino estremamente variabile, il che comporta una manutenzione costante del negozio online. Gestire tutto può risultare complicato“. Jacopo e Marco, però, sono ottimisti. “Sta andando bene: i margini di crescita ci sono. Vogliamo dimostrare che anche il delivery di quartiere ha ottime chance di affermarsi sulla scena gastronomica capitolina”.

Daje- Pagina Facebook www.daje.shop

A cura di Lucia Facchini

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