Sono passati più di 60 anni dalle Olimpiadi invernali di Cortina, che fecero del centro dolomitico, un'icona degli anni '60. Oggi si cerca il doppio colpo: Mondiali 2021 e Olimpiadi 2026. Un lavoro di squadra che vede in pista anche la ristorazione, tra restyling e nuove aperture
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Cortina d’Ampezzo: la nascita del mito. Ci fu un periodo – difficile immaginarlo oggi – in cui l’Italia imparò a prendere velocità. Correvano gli anni ’50-’60 e correva il Paese: sulle sue utilitarie, sull’Austostrada del Sole, sul grande e piccolo schermo, sulle piste di atletica e anche su quelle da sci. Non necessariamente in quest’ordine. Anzi, furono proprio le Olimpiadi invernali del ’56 a Cortina d’Ampezzo – le prime in Italia e in televisione – a fare da apripista ai giochi estivi che si svolsero a Roma nel 1960.

Sport, energia, investimenti. Cortina d’Ampezzo in pista

Oggi, a 60 anni di distanza, i termini della questione sembrano ribaltati: Roma ha rifiutato di ospitare le Olimpiadi del 2024, mentre Cortina (in tandem con Milano) punta su quelle invernali del 2026. Un’Italia a due velocità, che comunque prova a cercare la forza per ripartire. Lo farà proprio dalle vette dolomitiche? Al di là, deel’esito del dossier sulle Olimpiadi, prima c’è un altro obiettivo, i Mondiali di Sci del 2021, che si disputeranno proprio a Cortina e che hanno già ottenuto un primo importante risultato: rimettere in moto una serie di investimenti, a partire anche da ristorazione e ospitalità.

(Aggiornamento: la decisione, attesa per il 24 giugno, ha avuto esito positivo: Milano-Cortina ospiteranno l’edizione invernale 2026)

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L’energia si sente ed è contagiosa: in pista (letteralmente, in pista) arrivano nuove proposte gourmet; qualche mese fa Chiara Ferragni (giusto per citarne una) ha inaugurato il suo store in Corso Italia; le esperienze di wellness e ospitalità si moltiplicano (una tra tutte, quella nelle Stralight rooms a 2055 metri, per dormire sotto le stelle); la mappa della cittadina di arricchisce di nuovi hotel (sono attese una trentina di nuove aperture a breve); gli investimenti per ridisegnare gli impianti di risalita viaggiando a una velocità di crociera di 68 milioni di euro. E lo slalom è appena iniziato.

Masi Wine Bar al Druscié

Non è un caso che anche il gruppo Masi abbia deciso di puntare proprio sulla regina delle Dolomiti, inaugurando qua il suo Masi Wine Bar Al Druscié, una joint venture con Tofana srl (la società che si occupa di impiantistica): il settimo tassello della Masi Wine Experience – l’incontro diretto con il consumatore finale per comunicare i valori aziendali – che arriva dopo le proposte in Valpolicella, sul Lago di Garda, a Valdobbiadene, a Mendoza e a Zurigo. E non è un caso che l’accordo abbia una durata iniziale di otto anni (rinnovabili). 2018+8 fa, infatti, proprio 2026: la data delle eventuali Olimpiadi invernali. La data a cui tutti, qua a Cortina, guardano con fiducia e un pizzico di scaramanzia.

Ci speriamo” commenta il direttore Marketing Masi Raffaele Boscaini “sarebbe un’occasione importante per il rilancio di Cortina, dopo anni non facili. Se lo meritano i cortinesi che non hanno perso tempo. Già in passato avevo avuto modo di ammirarne la forte coesione per il bene comune. Ricordo che alla precedente candidatura ai Mondiali (prima di questa, ce ne furono ben tre – 2013, 2015 e 2019 – che non andarono a buon fine; ndr) i ristoratori si autotassarono per riservare la migliore ospitalità possibile ai commissari arrivati qua in perlustrazione. Anche noi allora, sebbene non ancora presenti con il nostro winebar, decidemmo di mettere a disposizione i nostri vini”.

Oggi, invece, i vini Masi hanno trovato una loro collocazione specifica (oltre ad essere nelle carte dei vini dei principali ristoranti di Cortina) all’interno del rifugio Al Druscié, il winebar nato a quasi 2000 metri, alla prima fermata della Freccia nel Cielo (la funivia che porta a Cima Tofana, ma che entro un anno sarà sostituita da una cabinovia di ultima generazione). Siamo nelle piste della Coppa Mondiale di sci: il posto giusto per dominare, in armonia con il leggendario lifestyle del luogo, le prossime gare. Si inserisce nella cornice sciistica anche l’offerta: un menu di montagna, attento a materie prime locali, che ruota attorno alla gamma di etichette Masi. Tanto che il vino diventa anche ingrediente dei piatti: dal risotto all’Amarone Costasera, con scaglie di Monte Veronese, Guancialino brasato all’Amarone e miele, passando per una selezione di salumi della Valpolicella affinati al Campofiorin.

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Masi Wine Bar Al Druscié – Cortina d’Ampezzo (BL) – Funivia Tofana Freccia nel cielo Via dello Stadio 12 – 333 917 2058 – www.masi.it/en/masi-wine-experience/visit-our-locations/wine-bar-cortina

Lo Chalet Tofane

Restiamo sempre sulle piste dei Mondiali – precisamente alla prima seggiovia che porta sulle piste delle Tofane – dove troviamo un’altra novità gourmet: lo Chalet Tofane, preso in gestione dallo chef Graziano Prest (già patron di uno dei ristoranti più quotati di Cortina, il Tivoli), insieme al maître Kristian Casanova. Inaugurato all’inizio di questa stagione invernale – con tanto di aprés ski e terrazza con vista su sulle Tofane – si presta ad accogliere il grande flusso di ospiti e sciatori attesi da queste parti, da qui ai prossimi eventi. Ampie vetrate e arredi in legno, lo Chalet propone un menu che varia dai grandi classici della tradizione dolomitica – canederli, spätzle – a tagli pregiati di carni alla griglia. Fiore all’occhiello sono, poi, le pizze gourmet a lunga lievitazione.

Chalet Tofane – Cortina d’Ampezzo (BL) – Località Lacedel 1 – 0436 863026 – chalet-tofane.it

Baita Fraina e le Olimpiadi del ’56

Guardano ai prossimi eventi sportivi, anche le insegne storiche di Cortina. Come Baita Fraina, la cui storia è legata a doppio filo proprio con quella dei Mondiali. “I miei genitori aprirono la Baita proprio sotto la spinta dei giochi olimpici del ’56, che fecero di Cortina un luogo rinomato in tutto il mondo” racconta Adolfo Menardi, proprietario (insieme al fratello Alessandro) del ristorante e vicedirettore dell’area sportiva delle piste per Cortina 2021. Che non ha dubbi su come il Mondiale – ma anche le eventuali Olimpiadi – cambierà la fisionomia cortinese.

Non cambierà troppo, invece, la fisionomia della proposta culinaria del locale, ormai punto di riferimento per i frequentatori di zona. Se in passato era la tradizione a farla da padrone, già da tempo l’interpretazione in chiave moderna dei grandi classici – knodel, casunzìéi, cervo, polenta – è la linea lungo cui si muove il locale della famiglia Menardi, pur mantenendo intatto il fascino delle salette di legno riscaldate dalle tipiche stube.

Baita Fraina – Cortina d’Ampezzo (BL) – Località Fraina, 1 – 0436 3634 – www.baitafraina.it

La nuova proposta culinaria del Cristallo

Dal lato ospitalità, è difficile stare al passo con i continui investimenti: sono 27 le nuove strutture, mentre diverse trattative sono in corso anche su hotel iconici (con i prezzi, ovviamente, balzati alle stelle). Si è rifatto il look anche lo storico hotel Cristallo, che nel 2017 è entrato nell’affiliazione di The Luxury Collection Hotels & Resorts, parte del gruppo Marriott International, pur continuando ad essere gestito dalla famiglia Gualandi: gli ultimi lavori sono stati completati a dicembre, quando la struttura ha riaperto ufficialmente per festeggiare la prima stagione sciistica sotto il nuovo brand. Un rilancio per l’hotel più blasonato delle Dolomiti, centro nevralgico dei favolosi anni Sessanta, che nella sua storia – iniziata nel 1901, quando ancora a Cortina il turismo invernale non esisteva – ha ospitato artisti di fama internazionale, come Frank Sinatra e Brigitte Bardot, ed è stato set di film cult: primo tra tutti, la Pantera Rosa di Blake Edwards.

Marco Pinelli

Da allora Cortina si è un po’ cullata sui vecchi allori” racconta il general manager del Cristallo, Franco Carmelo Lentini “pensando che le bellezze naturali potessero essere sufficienti a reggere il peso della concorrenza, senza rendersi conto di come le cose stessero cambiando e di come il turista fosse diventato più esigente. Diciamo che si è perso il passo”. Passo che oggi si sta cercando di ritrovare, avanzando con grandi falcate, e con un ruolo fondamentale affidato alla ristorazione. Anche quella d’albergo. “L’offerta culinaria di Cortina si muove verso vette elevate” spiega Lentini “e anche noi abbiamo deciso di non sottrarci a questa sfida. Da qui, l’arrivo di una nuova brigata, guidata dallo chef campano Marco Pinelli, e il rinnovo della nostra proposta declinata in tre diversi ristoranti: Il gazebo, dedicato ad una food experience completa; La veranda per vivere un pranzo informale; La Stube per la scoperta della cucina territoriale”.

Tra i cavalli di battaglia del giovane chef Pinelli (che si è formato al The Dorchester di Londra, passando poi per il Four Seasons di Canary Warf e il Capri Palace), troviamo il risotto vialone nano mantecato alla barbabietola con panna acida e uova di salmerino alpino e il filetto di manzo marinato al ginepro con crema di zucca.

Franco Pepe

Appuntamenti gourmet

L’intenzione è quella di lavorare sull’aspetto gourmet – sperimentando diverse tecniche, dal sottovuoto all’essiccazione, dall’affumicatura alla marinatura – per aprire la ristorazione del Cristallo a una clientela variegata, non solo agli ospiti dell’hotel. Vanno in questa direzione anche gli incontri a quattro mani tra lo chef titolare e i colleghi-ospiti. Per la stagione invernale 2019 si sono appena “esibiti” ai fornelli vista Dolomiti, gli chef Andrea Migliaccio (Olivo di Capri e Il Riccio) e Andrea Berton (dell’omonimo ristorante di Milano) e il prossimo – il 18 marzo – sarà Franco Pepe, con le sue pizze gourmet.

Il percorso verso gli eventi sportivi non è mai stato così gustoso.

Cristallo – Cortina d’Ampezzo (BL) – via Rinaldo Menardi, 42 – https://www.marriott.com/hotels/travel/bzolc-cristallo-a-luxury-collection-resort-and-spa-cortina-dampezzo

 

 

a cura di Loredana Sottile