Il parco tematico alle porte di Bologna ripensa i suoi obiettivi di business e scommette su un target più centrato sulle famiglie in cerca di svago. Si riparte il 7 luglio, dopo mesi di ristrutturazione, e con un biglietto di ingresso.
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La storia di Fico Eataly World

Chi pensava che Fico Eataly World non avrebbe più riaperto, fiaccato dall’ultimo colpo di grazia della pandemia, dovrà ricredersi. Certo, il modello necessitava di cambiamenti, e la grande Fabbrica Italiana Contadina immaginata da Oscar Farinetti alle porte di Bologna ha approfittato di questi mesi di pausa forzata per rifarsi il look. Alla fine del 2017, nell’area del CAAB del capoluogo emiliano, Fico si presentava al mondo come il più grande parco tematico dedicato al cibo mai realizzato. Ma il progetto, realizzato in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, non ha mai saputo soddisfare a pieno le aspettative, e questo nonostante il tentativo, alla fine del 2019, di correggere il tiro, dando vita a una sorta di Luna Farm con la partecipazione del Gruppo Zamperla, specializzato nella produzione di giostre. Un primo approccio all’universo dei parchi divertimento, che allora non ebbe modo di esprimersi per l’arrivo della pandemia, nei primi mesi del 2020. Lo scorso luglio, il Luna Farm riapriva battenti invitando le famiglie a visitare il parco, per scoprire le 15 attrazioni a tema ideate da Zamperla.

Il nuovo piano strategico

Poi il nuovo stop, e, all’inizio del 2021 l’approvazione di un nuovo piano strategico con la previsione di un aumento di capitale di 5 milioni di euro per rilanciare il progetto e propiziare una ripresa in termini di visitatori e fatturato, ritarando però le previsioni iniziali: non più i 6 milioni di visitatori all’anno attesi in origine, ma un più plausibile flusso compreso tra le 500mila e il milione di persone, per fatturare 25-30 milioni l’anno, a fronte di due annate chiuse in perdita (- 4,3 milioni di euro nel 2020, – 3,14 nel ’19). Il nuovo amministratore delegato chiamato a guidare la riscossa è Stefano Cigarini (già ad di Cinecittà World, alle porte di Roma), che presentando i nuovi obiettivi di Fico avanza un parallelo molto chiaro: “Fico sta all’Italia come Disneyland agli Usa, nel prossimo decennio la formula di Fico ha le potenzialità per essere esportata nel mondo e fare conoscere le eccellenze del nostro Paese”.

La nuova mascotte di Fico Eataly

Fico come Disneyland. La ripartenza

Dunque il Fico Eataly World che riaprirà a partire dal prossimo 7 luglio (il 7/7, alle 7 di sera) sarà ancora più concentrato sul tema del divertimento: ridimensionato e pensato per intrattenere le famiglie con sette aree tematiche, animali da cortile e da stalla all’ingresso del parco, tredici mini fabbriche per entrare nel vivo della produzione agroalimentare. E poi una scenografica fontana del vino rappresentata da una grande bottiglia inclinata che versa in un calice, ma anche una forma gigante di grana padano larga nove metri e alta sei, che invita i visitatori a esplorarne l’interno, per scoprire tutto sul mondo dei formaggi. E il padiglione dedicato all’acqua, che illustrerà la biodiversità ittica italiana. Se lo vorranno, inoltre, i bambini potranno anche cimentarsi con la mungitura, come in fattoria.

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Una pecora in stalla

Nei terreni all’aperto, invece, c’è ancora spazio per 10 ettari di uliveto, frutteto e vigneto. “L’idea è quella di far conoscere quanto c’è dietro le eccellenze alimentari del made in Italy senza rinunciare al divertimento. Fico era percepito come un mega ipermercato o un grande ristorante, ora sarà un parco tematico”, spiega ancora Cingarini. Per farlo, però, sarà necessario acquistare un biglietto d’ingresso, di 10 euro (o, in alternativa, l’abbonamento annuale da 29 euro). Finora l’accesso al parco è stato libero, ma evidentemente non ha ripagato: “Si tratta di un biglietto contenuto, che inoltre darà accesso a una serie di servizi compresi nel prezzo, come i parcheggi e le visite guidate. E ci permette di abbassare le royalty pagate dai 60 produttori ospitati nel parco (in rapporto al volume d’affari, ndr)”, che dunque continueranno a essere parte integrante del racconto, anche se l’area dedicata alla vendita è stata ridimensionata. E il nuovo claim parla chiaro: Fico sarà un “il parco da gustare”, aperto inizialmente per quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica. Chi gestiva i ristoranti all’interno del parco ci sarà ancora?

www.fico.it/it