Il progetto HortiCultura punta a creare luoghi di apprendimento e gioco nei principali siti culturali della Campania. E lo fa attraverso l’educazione al rispetto per la terra, coinvolgendo bambini in condizioni di povertà educativa nella realizzazione di orti museali.
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HortiCultura. Gli orti al museo

Agricoltura al museo? Non un’idea bizzarra, anzi. Innanzitutto per i valori identitari e tradizionali che la pratica agricola porta con sé, parte integrante del patrimonio storico, culturale e sociale dell’Italia (e del genere umano). E nelle specifico dell’iniziativa HortiCultura – promossa dalle regione Campania grazie alla sinergia tra scuola, agricoltura sociale e musei – perché associa alla disponibilità di spazi verdi in dote a molti musei la voglia di trasformarli in terreno di confronto sull’educazione alimentare e opportunità di socializzazione. “I bambini coltivano il museo: spazi verdi educativi nei siti Mibact”, recita chiaro il claim del progetto, che prenderà forma a partire da quello che è lo spazio museale più celebre, visitato e maestoso della Campania: la Reggia di Caserta. Ma sono molte le attività che già da questo autunno coinvolgeranno i bambini nella realizzazione di orti didattici da coltivare insieme negli spazi messi a disposizione da siti culturali campani, per intrattenere i più piccoli e favorire l’apprendimento e l’inclusione attraverso un lavoro che stimola la cooperazione.

Un orto contro la povertà educativa

Il progetto, non a caso, si rivolge a tutti quei bambini che scontano una condizione di fragilità sociale per difficoltà della famiglia, fornendo loro sostegno psicologico e pedagogico. E l’idea di collaborare alla realizzazione di uno spazio collettivo di cui prendersi cura con costanza si nutrirà del sostegno dell’intera famiglia, con genitori e nonni (che potranno anche insegnare ai bambini i segreti del lavoro contadino) direttamente coinvolti nella gestione dell’orto, nei periodi di pausa tra un intervento e l’altro dei bambini. Tiziana Maffei, che è direttrice della Reggia di Caserta, è stata la prima a rispondere con entusiasmo: “Avvicinare i bambini, in età scolare, al nostro patrimonio storico, culturale e vegetale, partendo da nuove prospettive come quella della cura di un orto in un Museo verde, significa consentire loro nuove esperienze educative e di vita. Accolgo con gioia questo progetto con l’auspicio che la Reggia di Caserta sia una fonte d’ispirazione e che possa contribuire a far germogliare in tanti bambini nuovi interessi e passioni”.

l'Anfiteatro campano

I luoghi del progetto

Seguiranno il Parco archeologico di Pompei e il Polo museale della Campania, con il Museo archeologico dell’antica Capua, l’Anfiteatro campano e il Museo archeologico atellano. Le attività si rivolgono a bambini dai 6 ai 10 anni e il progetto usufruisce del fondo per il contrasto delle povertà educativa minorile, con l’obiettivo di far diventare il museo “un luogo del quotidiano, per un pubblico ampio e anche socialmente fragile”. Ma gli orti museali saranno anche opportunità per rigenerare i siti culturali da un punto di vista paesaggistico, attirando più visitatori. Il 5 ottobre, alla Reggia di Caserta, si procederà col taglio del nastro: gli orti museali saranno strumento per contrastare l’abbandono scolastico e la povertà educativa, diventando esercizio di cittadinanza attiva. Il progetto coinvolge 200 bambini, orti e laboratori della SanAlimentazione saranno ospitati nell’area dei Liparoti, nel parco della reggia vanvitelliana.

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foto di apertura di Fabio Caricchia