Spazi comuni allestiti con opere d'arte, arredi di design e il contributo di artisti contemporanei. Un salad bar aperto alla città e la possibilità di miscelare un cocktail fai da te in camera. In attesa che arrivi il ristorante. È l'Hotel Chapter, tra i vicoli del ghetto di Roma.
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L’ospitalità a Roma. I nuovi alberghi

Dopo anni di torpore, l’hotellerie romana sembra finalmente aver trovato imprenditori che credono negli investimenti intelligenti. E spesso al di fuori dei circuiti consolidati – quelli dei grandi gruppi alberghieri internazionali, tanto per capirci – che comunque rappresentano ancora la via d’accesso privilegiata alla realizzazione di ambiziosi progetti di ospitalità in città (tra i più recenti, The Room of Romes a Palazzo Rhinoceros e, su un binario totalmente diverso, l’Hotel de la Ville di Sir Rocco Forte). Ma c’è pure, come dicevamo, qualcuno che si muove in solitaria, offrendo alla Capitale un approccio ancora diverso all’hotellerie di lusso.

La facciata dell'hotel Chapter a Roma

Il risultato si apprezza da qualche settimana in via de’ Calderari, al limitare del ghetto sul lato di via Arenula, in pieno centro città e a pochi metri dal Tevere.

La suite dell'Hotel Chapter a Roma
Foto di Giulia Venanzi

L’Hotel Chapter a Roma e l’idea di Marco Cilia

L’Hotel Chapter è frutto dell’intuizione di Marco Cilia, imprenditore romano che ha lungamente (pur considerando la giovane età) viaggiato e lavorato all’estero – nel mondo dell’alta finanza – prima di concretizzare un progetto d’ospitalità che da Roma parte con l’idea di moltiplicarsi a creare una collezione di alberghi di ultima generazione. Perseguendo un concetto di gusto contemporaneo che sa coniugare l’artigianato di qualità, il design e l’arte urbana. Il tutto, nel caso romano, calato all’interno di un palazzo storico del 1880 del Rione Regola, che oggi offre agli ospiti 42 camere con vista sui tetti di Roma. Dunque il lusso si esplicita nell’abbondanza di marmi, velluti, complementi d’arredo di pregio, che punteggiano gli spazi comuni e le stanze; convivendo però con opere di arte contemporanea, inserti di street art, materiali industriali (come gli scenografici pilastri in metallo battuto, omaggio ai “calderari” che un tempo lavoravano nella via).

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Il bancone bar dell'hotel Chapter con opera pittorica di Cyrcle
Foto di Paola Pansini

Design e arte per gli spazi comuni

A tenerli insieme, con l’idea di non spaventare il cliente e anzi, invitare tutti a godere dei servizi dell’hotel, c’è la mano del designer sudafricano Tristan Du Plessis (Studio A di Johannesburg), che tra i vicoli del rione ha scovato botteghe di modernariato e gallerie utili alla causa.

Il bar dell'Hotel Chapter, con archi in mattoncini, murale, piante sospese

Tra gli autori al lavoro, però, c’è anche un nome più familiare alla platea capitolina, quello di Alice Pasquini, che firma per Chapter il colorato murale che attira l’attenzione nella zona del bar, dove si è concentrato anche l’intervento pittorico del duo americano Cyrcle. È chiara, quindi, l’intenzione di fare del bar con accesso diretto da strada un punto di ritrovo per la città, per viaggiatori e romani. Si apre dal mattino fino a tarda sera, per il servizio della colazione (con uova preparate al momento), l’aperitivo e un drink di fine giornata, da sorseggiare seduti al bancone in ottone. E non è difficile scorgere ai tavolini personaggi della zona (designer, architetti…) che già si sono ‘appropriati’ delle aree comuni, trasformandole in spazi per le riunioni.

Il private bar con distillati, shaker e bicchieri nelle camere dell'hotel Chapter
Foto di Giulia Venanzi

Cocktail in camera

La miscelazione, peraltro, è una delle chiavi che più ha stimolato la fantasia di Marco Cilia. Non a caso, oltre alla carta dei signature cocktail di ispirazione letteraria ordinabili al bar (a prepararli ci sono Alessandra Del Pico e Claudio Bernardini, mentre l’F&B manager è Luca Mazzullo), le camere Superior dell’hotel sono dotate di un vero e proprio private bar, allestito con bottiglie premium di distillati, succhi biologici, toniche e tutto l’occorrente per miscelare un cocktail fai da te. Shaker e bicchieri (quelli giusti!) compresi. Un servizio sartoriale in linea con l’idea “di offrire un lusso contemporaneo perché personalizzato, ma comunque accessibile (il pernottamento in doppia standard, per una notte, costa al momento 186 euro, ndr)”.

Il salad bar Market all'Hotel Chapter

Market: il salad bar

Al pian terreno, oltre al bar, il progetto Chapter comprende anche l’offerta gastronomica del salad bar Market, a disposizione degli ospiti dell’hotel e dei clienti esterni. Un ambiente informale, tutto rivestito in legno chiaro, votato alla freschezza degli ingredienti che ognuno può assemblare da sé, scegliendo tra quelli tagliati e preparati al momento dello staff al lavoro dietro al banco. L’obiettivo per il prossimo futuro, però, è quello di puntare ancora più in alto, con un ristorante gastronomico già in cantiere, in arrivo nei prossimi mesi. Da seguire.

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Hotel Chapter – Roma – via di Santa Maria de’ Calderari, 47 – www.chapter-roma.com

foto di apertura di Paola Pansini