Tante buone etichette da gustare in questi giorni di festa, dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Oggi andiamo alla scoperta dei vini del Centro Sud.
Pubblicità

Continua il nostro viaggio tra le etichette del Berebene 2019, quelle da acquistare senza troppi pensieri, perché a un costo contenuto, e rendere protagoniste della vostra tavola durante le feste. Fortunatamente in Italia non si fa fatica a trovare vini dall’ottimo rapporto qualità prezzo, provenienti dalle denominazioni più blasonate, prodotti dalle grandi cantine cooperative o dalle piccole realtà. Questa volta, dopo aver fatto la nostra scelta tra le cantine del Nord Italia, abbiamo pescato alcuni vini del Centro e Sud, zone con produzioni quantitative e qualitative di notevole importanza da abbinare ai vostri menu.

Lazio

Quest’anno la parte del leone nella produzione vinicola l’hanno fatta le province di Roma e di Viterbo, ma anche nei territori di Latina, Frosinone, nella zona del reatino e dei Castelli Romani si registrano etichette molto più che valide. Tra queste segnaliamo il Cesanese di Olevano Romano Superiore Silene ’16 di Damiano Ciolli, succoso e di buona spinta e grande piacevolezza. Di buona materia il Roma Bellone ’17 di Casa Divina della Provvidenza, sostenuto da una trama acida che offre al palato grinta e freschezza. Facile da reperire e un must della guida Berebene è il Tufalicchio ’17 di Marco Carpineti, blend di montepulciano e cesanese, che possiede una facile beva. Per chi invece cercasse un vino dalla grande aromaticità varietale da abbinare ai propri piatti può optare per il Moscato di Terracina Secco Oppidum ’17 della Cantina Sant’Andrea, scorrevole e di immediata piacevolezza.

Abruzzo

Chi invece preferisce vini dal carattere solare tra i bianchi consigliamo l’Abruzzo Pecorino ’17 di Antonio Costantino, che si conferma nel centro bocca potente e slanciato. Fermentazione spontanee e maturazioni in acciaio per il Trebbiano d’Abruzzo Superiore Mario’s 44 ’16 che incrocia un sorso leggero e dinamico, ulteriormente alimentato da un gustoso tannino. Protocollo bio anche per Torre dei Beati che propone un magnifico Pecorino Giocheremo con i Fiori nell’annata 2017, dal bel sorso salato, un fedele alleato per una cena di Natale a base di pesce. Non possono mancare poi vini capaci di coniugare carattere e piacevolezza del bere quotidiano come il Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino ’17 Tenuta i Fauri e il Campirosa, sempre Cerasuolo, annata 2017 di Dino Illuminati, per arrivare poi a rossi fitti e materici come il Montepulciano d’Abruzzo La Grondaia ’15 di Tommaso Olivastri o il Montepulciano d’Abruzzo Cadetto ’16 di Castorani. E non solo…

Pubblicità

Molise

In Molise invece abbiamo scelto per voi bottiglie piacevoli e rigorose adatte a una folta rosa di abbinamenti gastronomici come il Molise Rosso Monterosso i Costali ’16 di Tenimenti Grieco, espressivo e goloso o il Contado Riserva ’15 di Di Majo Norante, austero e robusto. Per chi preferisse un vino dal nerbo salino consigliamo di stappare il Molise Falanghina ’17 di Borgo Colloredo.

Campania

Tra le tante etichette premiate in Campania, consigliamo tra le Falanghine del Sannio quella della famiglia Mustilli annata 2017 che si avvale di un bel naso citrino o quella di Terre Stregate, stessa annata, che a ogni assaggio dimostra forza e tensione. Ampia disponibilità di scelta anche dei vini della costa e delle isole: Costa d’Amalfi Ravello Bianco Selva delle Monache ’17 di Ettore Sammarco si esprime in un’anima mediterranea davvero elegante come l’Ischia Biancolella ’17 di La Pietra di Tommasone, succoso e teso, sorretto da una buona tensione acida e un finale di grazia e lunghissima complessità minerale. Immancabili i Greco di Tufo e i Fiano di Avellino per stemperare le golose portate della tavola. Sabino Loffredo, geniaccio made in Irpinia offre un Greco di Tufo ’17 trascinante e ricco; Tenuta Scuotto, azienda di Lapio, ci regala un Greco, annata 2017, di grande complessità. Tra i Fiano di Avellino ’17 il Pietramara dei Favati ha un bel profilo minerale e una trama fumé, mentre Tenuta del Meriggio, novità di quest’anno, è denso, succoso e dalle sensazioni muschiate. E se si desidera un rosso dai netti sentori di arancia e dal tannino vispo, la tipologia da scegliere è quella dell’Irpinia Campi Taurasini come l’annata 2013 di Borgodangelo o il Rasott ’15 di Boccella.

Basilicata

È una regione che nel campo della qualità ha tanto da dire soprattutto dopo le ultime vendemmie sul mercato e i vini di nuove Doc. Originale per il vitigno utilizzato è il Recepit Rosso ’16 di 600 Grotte da guarnaccino nero, delineato dal punto olfattivo da profumi di salvia. Classico tra i classici è l’Aglianico del Vulture Synthesi ’16 del marchio Paternoster che racchiude una lunga storia. Tannini dolci e nota boisé per L’Atto ’17 di Cantine del Notaio; succoso al palato e beva intrigante per il Maschitano Rosso ’16 di Musto Carmelitano; frutto rosso e polposità dell’insieme per l’Aglianico del Vulture Taglio del Tralcio ’16 di Re Manfredi Cantina Terre degli Svevi. E per la Doc Matera vi consigliamo il Primitivo i Sassi ’16 di Taverna.

Puglia

La Puglia si conferma come una delle regioni più ricche e interessanti per quanto riguarda i vini dal buon rapporto qualità prezzo. Tra le etichette per le vostre feste è bene stappare il nostro Premio Regionale: Castel del Monte Rosso Pezzalaruca ’15 di Conte Spagnoletti Zeuli, un blend paritario di nero di Troia e montepulciano, dai toni di macchia mediterranea. Per chi invece desiderasse un vino di grande tipicità e dai sentori speziati e di frutti neri potrà scegliere il Primitivo di Manduria Lirica ’16 dei Produttori di Manduria, mentre nelle denominazione Gioia del Colle il Primitivo 14 Vigneto Marchesana ’15 di Polvanera si conferma tra i migliori rapporti qualità prezzo della regione, grazie al suo palato coerente e fresco. Gli amanti del rosato non possono rinunciare al famoso Five Roses 74° Anniversario ’17. Leone de Castris propone quest’anno un rosato lungo e teso, succoso e di bella tenuta. Salice Salentino Rosso Anticaia Riserva ’15 di Cantina San Donaci è speziato e di buona materia e per gli amanti del negroamaro il Cantalupi di Conti Zecca 2017 è fresco e immediato e facilmente reperibile.

Pubblicità

Calabria

Questa regione in crescita qualitativa ininterrotta lavora principalmente sui vitigni autoctoni. Tra quelli suggeriti il Libìci ’15 di Casa Comerci è un vino da magliocco profumato di frutti rossi e sentori balsamici; Roberto Ceraudo propone un vino di rara piacevolezza, il Nanà ’16, blend di magliocco e gaglioppo. Sa di mare il Cirò Bianco Mare Chiaro ’17 di Ippolito 1845, dalla beva sapida e di lunga persistenza aromatica. Autentica icona per Cirò è il Cirò Rosso Classico Superiore Duca San Felice Riserva ’16, dal sorso elegante e dalla bella spalla acida. Fresco e floreale il Cirò Rosato ’17 di Malena, dal sorso fresco e scorrevole e infine decisamente buono il Melissa Rosso Jacca Ventu ’16. L’azienda La Pizzuta del Principe sin dall’esordio si è caratterizzata per il buon livello dei vini.

Sicilia

Il modello Sicilia funziona sempre meglio per quanto riguarda la qualità. Non c’è che l’imbarazzo della scelta… Bella la cantina di Gianfranco Sabbatino che a Faro produce il Peloro Rosso ’16 di Le Casematte, un vino di indubbio fascino, elegante e profumatissimo. Per i bianchi bella la proposta di Baglio del Cristo di Campobello: il Sicilia Bianco Adènzia ’17 sa di bergamotto, frutta gialla e passiflora, sapido e fragrante. La piccola cantina Biscaris produce esclusivamente vini naturali come il Cerasuolo di Vittoria ’17, austero, intenso al naso tra profumi di frutti rossi maturi e sentori minerali. Punta sullo zibibbo Donnafugata con il Sicilia Lighea ’17, un vino fresco, profumatissimo di fiori e frutti esotici come anche il Sicilia Grillo ’17 di Feudo Arancio. Puntando sui rossi Hierà Rosso ’16 di Hauner è un blend di alicante, nero d’Avola e nocera dal naso fitto e complesso; il Sicilia Nero d’Avola Fondo Filara ’17 di Cantine Nicosia ha profumi di melograno e gelsi e inoltre l’Etna Rosso ’16 di Planeta è varietale nei profumi di pesca, arancia rossa e spezie.

Sardegna

E per concludere in grande la Sardegna ci regala vini d’annata frutto di grandi vitigni autoctoni come il Vermentino di Gallura Petrizza ’17 di Masone Mannu ancora più buono se abbinato a un trancio di spada alla griglia o il Bilia ’17 di Giovanni Maria Cherchi, profondo e di buona acidità e spessore, o ancora il Vermentino di Sardegna ’17 di Antonella Corda, ricco e pieno come un vino del Sud Sardegna deve essere. Spostandoci a Gallura troviamo il Piras ’17 di Cantina Gallura, un vino ormai da tempo abbonato al Berebene. Sul fronte dei rossi vi segnaliamo il Monica di Sardegna Superiore Is Selis ’16 di Argiolas, ottima nelle sue note di prugna e tabacco; profumi di mora e lampone e bocca sapida e fresca il Cannonau di Sardegna Lillové ’17 di Giuseppe Gabbas; perfetto per il cenone di Capodanno il Carignano del Sulcis Giba ’17, dalla bocca appagante e avvolgente. E per concludere il Cannonau di Sardegna I Fiori ’17 di Pala, si distingue in questa versione forte di una bontà che su questa fascia di prezzo non vedevamo da tempo.

a cura di Stefania Annese