L'economista e saggista Jacques Attali, tra i nomi di spicco della cultura europea, firma un denso saggio su passato presente e futuro del cibo e della cucina.
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Jacques Attali

Quando un economista e saggista della portata di Jacques Attali, figura di spicco della cultura europea e mondiale, si occupa di cibo la faccenda è seria. Lo fa nel libro Cibo. Una storia globale dalle origini al futuro (Ponte alle Grazie, 2020), circa 300 pagine dall’Uomo di Neanderthal all’origine delle colture, dalla ‘nascita e gloria del pasto europeo’ al capitalismo alimentare del XX secolo. E, ovviamente, l’oggi e il domani: i ricchi e i poveri a tavola, gli insetti e i robot. Già “consigliere speciale” del Presidente della Repubblica francese François Mitterrand, Attali è stato anche consulente di Nicolas Sarkozy così come di Emmanuel Macron. Dati, curiosità, supposizioni, previsioni. È tutto questo il saggio di Attali.La copertina del libro Cibo di Jacques Attali

Il valore del cibo e il posto della cucina italiana

Per la nostra specie il cibo è da sempre stato qualcosa in più che il semplice bisogno vitale: fonte di piacere, fondamento del linguaggio, attività economica, dimensione dell’erotismo, misura di scambio. Come si è evoluto tutto ciò? Come sta cambiando? Queste sono due importanti domande alle quali l’autore prova a dare una sua risposta. Uno spazio speciale è dedicato alla cucina italiana, “la più apprezzata al mondo”. Pare che l’84% della popolazione mondiale apprezzi pasta, pizza e bruschette. Forse il frutto delle grandi emigrazioni dal nostro paese, che hanno caratterizzato il secolo scorso e da un’esportazione massiccia, soprattutto di vino e formaggio. Fatto sta che la Francia è al 5 posto (amata dal 70%), preceduta da Cina, Giappone e Tailandia. Qui si scopre anche – forse senza sorprenderci troppo – che all’interno dell’Unione Europea abbiamo il primato di prodotti Dop e Igp, un altro vanto del cibo italiano.

Economia del cibo

Data la grande esperienza in ambito economico, il saggista francese si occupa anche di economia del cibo, in particolare della sovrapproduzione di verdure, carne e pesce: le stime parlano di oltre 1.3 miliardi di tonnellate di cibo andato sprecato nel solo 2018, di cui il pesce contribuisce per il 35% e la carne per il 20%. In Italia ciascuno di noi spreca annualmente attorno ai 37 Kg di cibo; di per sé molto grave, lo è ancor più se si considera che rappresenta lo 0.88% del nostro Pil.

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Come mangiamo e come mangeremo

Quella di Attali è anche un’analisi approfondita sul futuro del cibo, con un occhio di attenzione per i giovani. Il cibo pronto, come anche il food delivery, è in continuo aumento. Mangiare soli e iperconnessi non è però prerogativa dei millennials: in Gran Bretagna sono gli over 55 la fascia di consumatori che più spesso consuma il pasto in solitudine. Attali non risparmia nemmeno il luogo della casa dedicato al cibo, la cucina. Apparsa nel Basso Medioevo, sta col tempo scomparendo nelle case moderne verso il concetto di ‘cucina all’americana’: un angolo cottura aperto sul soggiorno, diviso da un tavolo.

Il futuro degli spuntini in solitaria

Ci interesserà davvero più quello che guardiamo in uno schermo mentre mangiamo rispetto a quello che abbiamo nel piatto, come dice Attali? Frequentando diversi ristoranti, la preoccupazione del saggista francese sembra ormai essere già una realtà. Cosi come realtà sono i tantissimi piatti pronti, e allora la cucina potrebbe benissimo essere formata da una dispensa refrigerata, un microonde e un piccolo tavolo, ma con accesso al WiFi. Come nell’antica Roma – sostiene Attali – solo i ricchi avranno la possibilità di avere una stanza dedicata alla cucina. Guardando ancora oltre, ma nemmeno tanto, robot che cucinano e impiattano (esiste Flippy, che cucina hamburger in forno per poi metterli nei panini), stampanti 3D per alimenti (esiste la pancake painter) o cibo in polvere (esistono già diverse aziende che lo producono). Tutto ciò – nella visione di Attali – rischia di portarci alla ‘solitudine alimentare’: mangeremo a tutte le ore, in qualsiasi posto e facendo un po’ di tutto, con lo ‘spuntino’ come unica forma di pietanza possibile.

Chiuso il libro, si spera solo di svegliarsi dall’incubo. Invece, non appena alziamo gli occhi, vediamo signori in giacca e cravatta agli estremi di una panchina divorare ferocemente il contenuto di una vaschetta di plastica mentre guardano il pc appoggiato sulle loro gambe. Verrebbe da offrir loro il libro di Attali, ma probabilmente è ormai troppo tardi: non avrebbero il tempo né la voglia di leggerlo.

Cibo. Una storia globale dalle origini al futuro – Jacques Attali – Ponte alle Grazie- 336pp. – 20€

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a cura di Marco Cambiaghi