Cresciuto alla corte di Heinz Beck, il pastry chef Giuseppe Amato ha vinto il titolo di Meilleur Patissier 2021. Per la prima volta, il riconoscimento ha visto trionfare un pasticcere da ristorazione.
Pubblicità

Giuseppe Amato è il miglior pasticcere al mondo

È l’associazione francese Les Grandes Tables du Monde ad aver decretato il miglior pasticcere del mondo: è l’italiano Giuseppe Amato il “Meilleur Patissier 2021”, titolo significativo per la prima volta assegnato a un pastry chef. “Sono emozionatissimo”, ha commentato il pasticcere siciliano commosso, che ha subito ringraziato lo chef Heinz Beck, “ha creduto in me fin dal primo momento e continua a farlo da diciassette anni”. Ma anche i collaboratori che lavorano al suo fianco, e ovviamente la famiglia, “sono un papà e un marito, ringrazio mia moglie e i miei figli che mi sostengono, e che a causa del mio lavoro mi vedono poco”. Il capo pasticcere de La Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, già eletto miglior pastry chef dell’anno nel 2020 dal Gambero Rosso, continua quindi a mietere successi.

Chi è Giuseppe Amato, miglior pasticcere al mondo

Un artigiano nato pasticcere: è infatti all’età di 9 anni, nel piccolo comune di Gaggi, in provincia di Messina, che Amato comincia a sporcarsi le mani di farina in un ristorante del paese. È l’inizio di un’avventura lunga una vita, di un amore ancora tutto da scoprire, e di un percorso professionale costellato di vittorie. È un primo, piccolo passo in una strada che ha intrapreso con gioia, scegliendo la scuola alberghiera, cominciando con gli stage, le continue prove, la ricerca di lavoro negli alberghi. Fortuito fu l’incontro con Salvatore Turrisi, e poi l’esperienza a La Posta Vecchia di Palo Laziale, con Michelino Gioia. A Londra lavora alla corte di Alain Ducasse, dove rimane per 6 mesi, per poi rientrare a la Posta Vecchia, con l’allora fidanzata e attuale moglie, compagna di vita con cui condivide l’immenso amore per la buona tavola. È con lei che si reca per la prima volta a La Pergola per un colloquio, il tempio di Heinz Beck che al tempo aveva ancora Due Stelle, già al centro della scena della ristorazione romana. Inizia così lo stage al fianco di Beck, come pastry chef e sous chef di uno dei migliori ristoranti d’Italia.

Una strada lunghissima che continua a percorrare ancora oggi, a 17 anni dall’ingresso a La Pergola. Anni fatti di tantissime prove, esperienze di livello, piatti straordinari, infiniti assaggi. E viaggi intorno al mondo, da Hong Kong a Dubai, fino ad arrivare alla fondazione del Pass121, l’associazione di pastry chef nata nel 2016 e volta a far conoscere il ruolo dei pasticceri da ristorazione. Senza dimenticare l’ingresso all’AMPI, Accademia Maestri Pasticceri Italiani, l’anno successivo. Una carriera da vero maestro, che ora lo vede trionfare sempre più a livello internazionale.

Pubblicità

a cura di Michela Becchi