Dai primi passi mossi alla fine degli anni '70 alle nuove strategie che includono collaborazioni con grandi artigiani e realtà locali, l'evoluzione di Alce Nero, storico marchio del bio.
Pubblicità

La storia di Alce Nero

Era il 1978 quando un gruppo di agricoltori emiliano romagnoli e marchigiani decise di unirsi e sperimentare un nuovo approccio alla materia prima coltivata, alla terra e alle persone che la lavorano. Bandita la chimica di sintesi, si concentrarono sulla produzione di un cibo proveniente da campagne libere da erbicidi e pesticidi, custodite e coltivate ogni giorno con rispetto. Non c’era ancora nessuna legge, accordo quadro o normativa a disciplinare in maniera esaustiva il biologico, ma solo un approccio completamente nuovo alla terra coltivata.

Nasce da quel progetto l’avventura di Alce Nero, il gruppo di coltivatori biologici che oggi conta oltre 1000 imprese agricole in Italia e oltre 10mila fra Centro e Sud America. Un’agricoltura di tradizioni immutate ma nello stesso tempo di grande innovazione, in equilibrio tra nuove tecnologie, sperimentazione di ricette e ingredienti, e che oggi può contare su oltre 10 mila ettari convertiti a bio e continuamente in crescita. Cresce il terreno coltivato, crescono i prodotti – oggi ci sono oltre 400 referenze a scaffale – e cresce la voglia di ritagliarsi una nuova fetta di mercato. “Alce Nero è oggi una marca piuttosto nota, apprezzata e distribuita in molta parte di punti vendita alimentari; tuttavia molti nostri clienti, anche affezionati, non hanno consapevolezza della quantità di prodotti che il nostro gruppo produce e della ricchezza della nostra proposta, che conta più di 400 articoli, nelle diverse categorie” conferma Massimo Monti, Amministratore Delegato di Alce Nero.

Alce Nero apre il suo primo store

Alce Nero. Il negozio

Da qui è nata l’idea di inaugurare, in piena pandemia (e questo non è poco) il primo negozio pilota a marchio Alce Nero a San Lazzaro, città dell’hinterland bolognese dove si trovano gli ex uffici diventati ormai insufficienti a contenere l’azienda e la sua crescita. Ottanta metri quadrati: il primo, si dice, di una serie di nuovi spazi dove si raggruppano tutti i prodotti presenti sul mercato. “In questo nuovo negozio” racconta Monti “chi verrà potrà vedere, toccare con mano e, ci auguriamo, provare tutta questa varietà. Ci fa anche piacere, in questo interminabile momento di emergenza, mandare un piccolo ma concreto segnale di come sia comunque possibile continuare a investire, cercando strade nuove e immaginando un futuro migliore”. D’altra parte, come ha spiegato Monti, il periodo terribile che stiamo attraversando ha visto anche realizzare ottimi numeri in termini di fatturato. “Per Alce Nero i numeri sono stati eccellenti, forse i migliori di sempre. Tenendo conto che facciamo prevalentemente retail e la gente ha mangiato molto in casa, noi siamo cresciuti più della media nazionale. I nostri prodotti sono piaciuti davvero”.

Pubblicità

Il primo negozio a marca inaugurato in questi giorni servirà al board di Alce Nero anche per rafforzare la marca, comprendere le potenzialità del progetto e l’impatto sui consumatori, abituati a trovare solo poche referenze nei supermercati.

Le collaborazioni con i grandi artigiani

Grandi collaborazioni con artigiani italiani hanno reso iconici alcuni dei loro prodotti. Come le conserve lavorate dalla Cesenate Conserve o la pasta che viene realizzata per loro dal pastificio Felicetti nel cuore delle dolomiti. Nel negozio di Bologna oltre al prodotto fresco, secco e surgelato c’è un angolo dedicato anche a piccole realtà agricole locali. Come l’azienda agricola biologica Bordona di Casalfiumanese che rifornirà il punto vendita di formaggi freschi, ricotta e yogurt. Fra gli amici c’è anche Berberè la pizzeria dei fratelli Aloe che anche quest’anno si è aggiudicata i Tre Spicchi del Gambero Rosso nella guida delle migliori Pizzerie d’Italia, con cui Alce Nero ha costruito una collaborazione che dura ormai da molti anni.

Alce Nero – San Lazzaro di Savena (BO) – via Palazzetti 5/C – www.alcenero.com

a cura di Tommaso Costa

Pubblicità