Dopo la costituzione della Direzione Agribusiness, Intesa Sanpaolo conferma ancora una volta il suo impegno per l’agroalimentare dedicando al settore la quarta tappa del digital tour Imprese Vincenti. Al suo fianco, come sempre, Gambero Rosso e gli altri partner di progetto.
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Imprese Vincenti. Quarta tappa per l’agroalimentare made in Italy

Digitale, sostenibilità, circolarità, biologico ed efficienza delle filiere. Sono queste le sfide future dell’agroalimentare italiano, uno dei settori trainanti dell’economia nazionale, a cui Intesa Sanpaolo ha dedicato la quarta tappa del digital tour Imprese Vincenti. A distinguersi in particolare sono state 14 aziende: Agras Delic, F.lli Passarella, G.E.I., Integrus, Italiana Confeti, La Zootecnica Group, LBG Sicilia, Molino Filippini, Nutravant, O.R.T.O. Verde, Op Copla, Ponte Reale, Surgital e Urbani Tartufi. Due, poi, i premi speciali: Biotesoro di Matera e Boselli Nullo e Marcello di Parma. “Produzioni certificate, eccezionale biodiversità, ricerca della qualità e della sostenibilità in un mix di tradizione e innovazione sono un patrimonio che posiziona l’agribusiness italiano tra i migliori nel mondo”, ha dichiarato Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo. E continua: “Potrebbe crescere ulteriormente facendo il migliore uso possibile del Recovery Found”.

La Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha costituito la Direzione Agribusiness proprio “cogliendo la dimensione strategica di questo settore, accompagnando gli operatori delle filiere agroalimentari e zootecniche italiane in tutte le fasi del loro sviluppo, soprattutto per i progetti imprenditoriali attenti ai criteri della sostenibilità e della circular economy in pieno allineamento con le indicazioni del PNRR”. Ma veniamo ai numeri: nel 2020 il sistema agro-alimentare in Italia ha generato un valore aggiunto di circa 64 miliardi di euro e ha occupato oltre 1.4 milioni di persone. Il comparto alimentare è stato infatti tra i meno colpiti dalla crisi, con una deflazione del 1.4%, anche grazie al contributo dell’export (+1.2%). Per valorizzare ulteriormente questa fetta fondamentale per l’economia tricolore, la quarta tappa del roadshow digitale si focalizza sui fattori di successo delle PMI (piccole e medie imprese), presentando 14 realtà vincenti per le strategie sviluppate in un anno così profondamente segnato dalla pandemia, che ha avuto conseguenze significative soprattutto nel mondo del cibo.

Intesa Sanpaolo per l’agroalimentare

Partner di progetto, Bain&Company, ELITE, Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, oltre a Nativa, Circularity e Coldiretti Milano. Tra le 14 PMI selezionate, le due menzioni speciali – Biotesoro e Boselli Nullo e Marcello – sono stati assegnate a quelle imprese guidate da giovani che hanno saputo innovare la loro attività. A sostegno delle realtà, la Direzione Agribusiness costituita a marzo si propone come interlocutore per accompagnare gli operatori delle filiere in tutte le fasi di sviluppo, oltre a sostenere investimenti finalizzati a promuovere nuovi progetti imprenditoriali, con una particolare attenzione al tema della sostenibilità. Più di 80.000 clienti, circa 13 miliardi di euro di impieghi, 250 punti operativi di cui 85 filiali: questi i numeri della Direzione Agribusiness, che mette a disposizione un migliaio di professionisti sul territorio, di cui 50 Specialisti Agri.

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Le iniziative per le filiere e il lavoro di Intesa Sanpaolo

Attualmente, sono in corso iniziative a favore della filiera del tartufo, del prosciutto, dell’allevamento, del campo olivicolo e quello lattiero-caseario. Tra i servizi specializzati, il “pegno rotativo non possessori”’, che consente lo smobilizzo del magazzino di prodotti soggetti a invecchiamento come vino, prosciutto crudo, formaggio stagionato e aceto balsamico. Intesa Sanpaolo ha inoltre fissato plafond dedicati a supportare operatori colpiti da calamità naturali, senza dimenticare la struttura dedicata allo sviluppo e il monitoraggio di servizi di agritech e di digitalizzazione. L’obiettivo? Sviluppare logiche di crescita sostenibile. E incrementare l’attenzione al biologico; in questo, l’Italia è tra i leader europei, con quasi 2 milioni di ettari di terreni destinati alle coltivazioni biologiche (convertite o in corso di conversione).

L’export e il futuro dell’agroalimentare in Italia

Cresce anche l’export, ma in questo caso occorre fare una distinzione tra comparto agricolo e industria alimentare. Il crescente successo sui mercati internazionali, però, ha portato già dal 2019 un positivo la bilancia commerciale complessiva dell’agroalimentare italiano. A livello globale, l’Italia è il sesto esportatore per i settori dell’alimentare e delle bevande, con una quota di mercato (calcolata a dollari correnti) che raggiunge nel 2019 il 4%. Buone nuove, in generale, per il futuro dell PMI: secondo un’indagine condotta da Intesa Sanpaolo presso la rete dei gestori della Direzione Agri-business, sia per il settore agricoltura che per quello della trasformazione le attese di oltre la metà dei gestori sono di un pieno recupero dei livelli di fatturato del 2019 già nel corso del 2021. In leggero ritardo, invece, quelle più legate al mondo dell’Ho.re.ca come ittico, carni e salumi e vino.

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