Prima di quattro poli di cultura gastronomica che inaugureranno nelle città francesi, la Cité di Lione inaugura all'interno dello storico Hotel Dieu, sulla sponda del Rodano. Mostre, degustazioni, installazioni scenografiche, un laboratorio di ricerca per esplorare i benefici del cibo e il tema della salute a tavola.
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Il restauro dell’Hotel Dieu di Lione

Allungato sulla sponda occidentale del fiume Rodano, il complesso monumentale del Grand Hotel Dieu è una delle emergenze storiche più imponenti della Presqu’ile, quella porzione di Lione stretta tra il Rodano e la Saona, oggi luogo delle principali attività economiche, commerciali, ricreative e di ristorazione della città francese. Fondato nel XII secolo per accogliere i pellegrini che raggiungevano Lione, l’Hotel Dieu ha attraversato secoli di storia mantenendo le sue funzioni d’ospedale, fino al 2010, quando tutte le attività del centro di accoglienza sono state trasferite altrove. Dal 2014, il gruppo Eiffage ha avviato la più grande opera di bonifica e ristrutturazione privata di un edificio di valore storico mai vista sul territorio francese.

Il chiostro del Grand Hotel Dieu di Lione

E nella primavera 2018 i primi risultati sono stati svelati al pubblico, con l’inaugurazione di un centro commerciale e culturale insieme, ancora in divenire. Tra poche ore, e senza ritardi sui tempi previsti, un nuovo tassello del progetto – quello più atteso – si aggiungerà agli altri; e in una delle ali del vecchio ospedale, su una superficie di 4000 metri quadri distribuiti su quattro livelli, prenderà vita la Cité Internationale de la Gastronomie di Lione, cittadella gastronomica che omaggia la storia di un territorio benedetto dal nume tutelare di Paul Bocuse e strizza l’occhio al turismo in cerca di attrazioni a tema (sull’onda del successo della citè del vino di Bordeaux).

Una sala espositiva della Citè de la Gastronomie

La Cité de la Gastronomie di Lione

Peraltro prima di una serie di iniziative analoghe che nei prossimi anni si concretizzeranno a Digione, Tours e Parigi, non a caso nella città che nel 1925 fu definita “capitale gastronomica del mondo” del critico Curnosky. Oggi, nell’era di frenetici poli gastronomici votati all’inclusione culturale come Hong Kong, Singapore, New York, la definizione fa sorridere. Ma Lione ha sempre mantenuto il suo aplombe di custode della grande cucina classica francese, e l’obiettivo dichiarato della Citè è rappresentare l’eccellenza gastronomica davanti agli occhi del mondo. Il progetto ha preso forma dal restauro di una delle porzioni più antiche del complesso, il Dome des Quatre Rangs, risalente al XVII secolo, senza rinunciare a coinvolgere artisti contemporanei nel rinnovamento degli spazi. Così, l’installazione più scenografica è stato allestita da Vincent Breed sotto la cupola che dava il nome al luogo, con la sospensione di 13 grandi cucchiai a riprodurre una sorta di insolito lampadario monumentale. Mentre tra gli ambienti storici ripristinati spicca l’antica farmacia con erboristeria, che farà parte del percorso di visita. Il tema sul quale è stata modulata l’idea che accomuna tutti gli spazi (su progetto di MagmaCultura), infatti, è quello dell’educazione alimentare e della cucina sana, in omaggio alle origini dell’edificio. Il complesso inaugurerà il 19 ottobre e sarà aperto per 362 giorni all’anno, dalle 10 alle 19 (mentre la caffetteria resta aperta fino alle 20), dietro pagamento di un biglietto d’ingresso di 12 euro. Ed è raggiungibile a piedi, in pochi minuti, da place Bellecour.

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Il museo de la Citè de la Gastronomie

La visita

La visita può iniziare dalla mostra permanente (nell’antica sala dei banchetti), dedicata all’evoluzione della scienza alimentare nella storia, con qualche pezzo forte in esposizione, come il forno originale di Paul Bocuse, e l’omaggio ai grandi della cucina francese, dai fratelli Troisgros a Jacques Pic. Ma per saperne di più su quello che mangiamo, c’è anche la sala interattiva dedicata all’Atlante della gastronomia; e per i più piccoli la play room gastronomica, pensata come fosse una cucina giocattolo a dimensioni reali.

La sala dedicata ai bambini de La Citè de la Gastronomie

La Cité accoglierà anche mostre temporanee, un paio di volte l’anno, cominciando con l’esposizione dedicata all’Arcimboldo, “rivisitato” (Revisiting Arcimboldo: come gli artisti contemporanei interpretano l’opera del pittore manierista italiano noto per le sue teste composte di frutta e ortaggi). Per quel che riguarda la pratica della cucina, invece, la struttura ospita uno spazio attrezzato destinato agli eventi e agli incontri con chef e produttori, una cucina per cooking show e lezioni pratiche, ma soprattutto un GastroLab organizzato come co-working, per supportare i giovani ricercatori e creativi al lavoro su progetti inerenti nutrizione e scienza alimentare. La caffetteria ad accesso diretto dall’esterno, invece, si chiama Le Cellier e accompagnerà tutta la giornata della Cité, in aggiunta a ristoranti e caffè che hanno già popolato il complesso del Grand Hotel Dieu nell’ultimo anno. Padrino dell’operazione è lo chef Regis Marcon, che sarà presente sabato al taglio del nastro. Per contro, si registra la polemica dei cuochi riuniti nell’associazione Toques Blanches di Lione, che lamentano di non essere stati coinvolti nelle visite esplorative degli ultimi mesi, che hanno portato a definire gli ultimi dettagli. Per questo, annunciano, boicotteranno l’inaugurazione. Si inizia col piede sbagliato?

www.citegastronomielyon.fr

 

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a cura di Livia Montagnoli

foto di Thierry Fournier