L’emittente statunitense stila la top 30 delle specialità più rappresentative della tradizione italiana, muovendosi tra le regioni della Penisola. Cosa manca?
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L’Italia in 30 piatti secondo la CNN

Trenta grandi classici della cucina italiana che tutti dovrebbero provare. Titola così il sito della CNN introducendo un articolo dedicato alle ricette tradizionali delle cucine regionali della Penisola. Un gancio per pubblicizzare la messa in onda della docuserie che, sull’emittente statunitense, vede protagonista Stanley Tucci nel suo viaggio sentimentale in Italia, alla scoperta di prodotti, piatti e protagonisti che hanno fatto la storia della nostra cultura gastronomica (Stanley Tucci: Searching for Italy). Ma anche l’ennesima conferma della curiosità che il mondo nutre nei confronti del cibo made in Italy: “Pensa all’Italia e penserai innanzitutto al cibo, prima ancora che a tutte le altre bellezze che sa offrire”, esordisce il testo prima di passare in rassegna le trenta specialità imperdibili della cucina italiana, sottolineando come la tradizione gastronomica tricolore sia stata capace di colonizzare ogni angolo del Pianeta. Si prosegue, poi, con la selezione dei piatti individuati tra i più rappresentativi della storia culinaria del Belpaese. O meglio, delle molteplici tradizioni territoriali d’Italia. Non una classifica, ma una top 30 che riconosce alle ricette pari valore e il merito di rappresentare l’identità delle diverse regioni della Penisola.

Un piatto di trofie al pesto

Tra pizza e primi piatti delle tradizioni regionali

Non può mancare la verace pizza napoletana (protagonista pure della puntata in cui Tucci si cimenta in prima persona con la preparazione di una margherita, a Napoli). E così le lasagne, o le tagliatelle con il ragù alla Bolognese, e le trofie al pesto ligure; i primi piatti giocano la parte del leone, persino quando si tratta di citare i rigatoni alla carbonara, piatto oggi tra i simboli più noti della tavola made in Italy, sebbene la genesi della ricetta dipenda proprio dagli americani (alla Storia della pasta in 10 piatti è dedicato il libro di Luca Cesari, recente pubblicazione per il Saggiatore). Tra un risotto alla milanese a un piatto di tortellini in brodo, però, c’è spazio anche per preparazioni di nicchia, ancora poco conosciute oltre i confini regionali di riferimento, come i cjarsons friulani – sorta di ravioli di montagna ripieni di formaggio, erbe aromatiche e spezie – o i malloreddus alla campidanese, che ci portano in Sardegna (come pure i culurgiones), per scoprire un altro primo piatto verace della tradizione contadina.

Carciofo alla giudia

Un’Italia dalle molteplici identità

Ma la ricognizione gastronomica si spinge fin sulla costa abruzzese per rintracciare la ricetta del brodetto di pesce di Vasto, e nell’entroterra veneto per rendere omaggio all’antica tradizione del baccalà alla vicentina. Più generiche le menzioni per polenta, gelato, linguine allo scoglio, insalata caprese, manifesto tricolore copiatissimo nei ristoranti di tutto il mondo, spesso con gli ingredienti sbagliati. Forte l’enclave della cucina popolare romana – tra coda alla vaccinara, carciofo alla giudia, tonnarelli cacio e pepe e bombolotti all’amatriciana – anche il Piemonte dice la sua con tra caposaldi della cucina regionale: vitello tonnato, bollito alla piemontese, agnolotti del plin. Capitolo dolce limitato a tiramisù e sfogliatella, un vanto per parte, a Nord e Sud del Paese. Sfida ardua, quella di condensare in 30 piatti la storia della cucina d’Italia. Dunque, complimenti al coraggio della CNN, che individua anche dei piatti non scontati. Ma voi cosa aggiungereste?

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https://edition.cnn.com/travel/article/classic-italian-dishes/index.html