Una lettera autografa di Charles Dickens, ritrovata di recente nell'archivio del National Railway Museum di York, rivela un aneddoto curioso sull'ultimo Natale dello scrittore inglese, celebre per la sua passione per il tacchino, non a caso protagonista sulla tavola di Canto di Natale.
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Il tacchino nel Canto di Natale

Canto di Natale è una delle novelle a tema natalizio più celebri. E durante le festività ,riguardare uno dei molteplici adattamenti cinematografici (non ultimo il cartone con i personaggi Disney) del libro di Charles Dickens è una tradizione che accomuna molte famiglie. A Christmas Carol, come si intitola la versione originale del testo, è in realtà una riflessione affilata sull’avidità dell’uomo, trattata dall’autore inglese con il lucido sarcasmo che contraddistingue tutta la sua opera, incentrata sulla critica alla società del tempo. E così, attraverso i tre spiriti del Natale passato, presente e futuro, il tirchio e burbero Ebenezer Scrooge ripercorre un’esistenza votata ad accumulare ricchezza, nello sprezzante degli altri e di qualsivoglia buon sentimento. Ma nella notte che precede il giorno di Natale del 1843 (anno di pubblicazione del libro), funestata dalle spaventose apparizioni degli spiriti, Scrooge si ravvede. Il mattino dopo, entra in scena il tacchino, il più grande in vendita nel negozio di quartiere, che Ebenezer fa acquistare per donarlo alla famiglia del suo bistrattato dipendente.

lettera autografa di Charles Dickens del 1870

Il caso del tacchino scomparso. La lettera alle ferrovie

Rispetto alla più classica tradizione inglese che celebra la tavola di Natale con l’oca al forno, Dickens sceglie di onorare il pranzo più sontuoso dell’anno religioso con il tacchino. Facendone, di fatto, una pietanza altrettanto popolare del Natale inglese, a partire dalla metà dell’Ottocento, e fino ai giorni nostri. Il motivo è presto detto: Charles Dickens amava molto il tacchino, sempre presente sulla sua tavola, il 25 dicembre. Ecco perché il recente ritrovamento di una lettera vergata di suo pugno nell’archivio del National Railway Museum di York, in Inghilterra, fa sorridere e assume il gusto di un perfetto aneddoto a tema natalizio. La missiva, indirizzata dallo scrittore alla Great Western Railway, è la risposta che Dickens redige nel febbraio del 1870, replicando alle scuse della compagnia ferroviaria inglese, a proposito di un curioso incidente: a causa di un incendio accidentale alla diligenza predisposta dalle ferrovie per consegnare pacchi nel periodo delle festività, il tacchino da 30 libbre atteso dallo scrittore per celebrare il Natale del 1869 non arrivò mai a destinazione. “Non ho dubbi nel ritenere che il mio bottino natalizio sia andato in fumo a causa di un incidente inevitabile, e ho sopportato la perdita preservando la stima che ho nei confronti della Great Western Railway”, scrive magnanimo Dickens (peraltro scampato, nel 1865, a un brutto incidente ferroviario che causò 10 morti e molti feriti) nella lettera scoperta di recente dai ricercatori del museo di York.

L’ultimo Natale di Charles Dickens

Il tacchino in questione era stato inviato in dono all’autore dall’impresario George Dolby, e di questo abbiamo notizia grazie all’esistenza di un’altra testimonianza scritta, ben più concitata, che Dickens invia a Dolby: “Dov’è quel tacchino? Non è arrivato!”. Letteralmente sfumato durante il viaggio, in località Gloucester, sappiamo anche che i resti carbonizzati del pennuto saranno offerti agli abitanti del posto per sei pence a porzione. E Dickens, sebbene piuttosto infastidito, si dirà sollevato del fatto che la carne prelibata non sia stata sprecata. Ironia della sorte, però, il Natale senza tacchino sarà l’ultimo di Charles Dickens, scomparso nel giugno del 1870. Ma per il museo di York, che conserva la più grande collezione a tema ferroviario del mondo, l’accidente si è rivelato una fortuna: ora la lettera autografa è esposta tra le gemme della collezione. E attirerà molti appassionati dello scrittore.

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www.railwaymuseum.org.uk

 

a cura di Livia Montagnoli