Lo chef italo-scozzese, che da dieci anni in Australia indaga sulle origini della cultura alimentare aborigena, rende omaggio alle sue origini paterne e apre ad Adelaide un bar italiano per bere e mangiare come alla tavola di nonna Generosa Mallozzi.
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Jock Zonfrillo. Un italo-scozzese in Australia

L’etichetta migliore per farne comprendere la filosofia agli abitanti di Adelaide è quella di food-bar. Eppure l’attività inaugurata da Jock Zonfrillo a dicembre scorso nella capitale dell’Australia Meridionale cela (nemmeno troppo) un’anima italiana da bar d’altri tempi, sin dall’immagine con cui si presenta al pubblico. Nell’East End di Adelaide, lo chef che ha saputo riscoprire e valorizzare le tradizioni gastronomiche aborigene ha da poco avviato un nuovo progetto, stavolta con l’intenzione di celebrare le origini della sua famiglia. Zonfrillo, che in Australia è volato per la prima volta nel 2000 per l’apertura del Forty One, è infatti italo-scozzese, nato a Glasgow nel 1976 da mamma del luogo e papà originario di Scauri (Basso Lazio). E proprio al cognome della sua nonna paterna, Mallozzi, si rifà l’insegna del locale che da qualche settimana ha aperto su Rundle Street – non distante dal ristorante gastronomico di Zonfrillo, Orana – dove ha preso il posto di un’attività storica della città, il Bar Iberia. Del resto non è la prima volta che Nonna Mallozzi debutta dall’altra parte del mondo: così si chiamava il food truck che nel 2016 Zonfrillo ha messo su strada per servire i piatti semplici serviti un tempo alla tavola di Generosa Mallozzi. Dunque pasta fresca con ragù, parmigiana di melanzane, mozzarella in carrozza… Qualcosa di molto lontano dalla ricerca sugli ingredienti sconosciuti e dimenticati del territorio australiano che Zonfrillo si è impegnato a portare avanti negli ultimi dieci anni, in difesa della cultura alimentare australiana e a sostegno dell’economia delle comunità aborigene, che a lui si sono rivelate poco a poco, dopo lungo corteggiamento.

L'open bar di Mallozzi con bancone e sgabelli

Nonna Mallozzi. Dal truck al bar italiano

Accanto all’anima più impegnata di Orana – che è valsa allo chef italo-scozzese la conquista del Basque Culinary Prize 2018 – il truck di Nonna Mallozzi ha fatto scoprire ad Adelaide un aspetto più scanzonato di Zonfrillo, sempre teso però a servire ottimo cibo. Poco più di un anno fa, ancora nell’ottica di avvicinare un pubblico eterogeneo alla sua cucina, lo chef ha inaugurato al pian terreno dell’edificio che ospita Orana il bistrot Blackwood, proposta complementare a quella del ristorante, ma più accessibile per prezzo e complessità gastronomica. Ora la colonizzazione del quartiere prosegue nella direzione di un nuovo omaggio alle proprie radici italiane.

la parete rossa della slaumeria Mallozzi, con formaggi e salumi appesi

Da tempo Zonfrillo aveva in mente di stabilizzare il format perfezionato a bordo del truck; l’occasione giusta è arrivata con la chiusura del Bar Iberia, che ha liberato lo spazio ideale per dare forma al Bar Mallozzi, con i suoi oggetti d’arredo vintage e il tricolore che impera sulle pareti e subito segnala l’esistenza di un locale insolito, con il rivestimento in piastrelle verdi, bianche e rosse all’ingresso.

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Sfizi di cucina italiana sulla tavola di Mallozzi: salumi, olive ascolane, ricotta, tigella con mortadella, insalata caprese

Vino e spuntino. Cosa si mangia

Vino e spuntino è lo slogan di questo bar che, chiudendo un occhio su alcune forzature un po’ kitsch, sarebbe facile confrontare con il bar in piazza di tanti piccoli paesi del Sud Italia. Persino l’insegna, con i caratteri dorati in maiuscolo su fondo bianco retroilluminato, evidenzia il desiderio di recuperare l’immaginario di tempi andati, e di sicuro non proprio familiari agli australiani. All’interno, la proposta è quella di un bar che serve aperitivi (rinforzati) e sfizi per tutta la giornata, con il vezzo di una salumeria con cucina e affettatrice Berkel, dedicata all’assaggio di specialità made in Italy.

La preparazione del vitello tonnato da Mallozzi

Si mangiano salumi, formaggi e piccoli piatti (come il vitello tonnato, le olive ascolane, la mozzarella in carrozza, le tigelle con la mortadella, le crocchette cacio e pepe, la ricotta di bufala fatta in casa) per accompagnare un calice di vino, una birra o un cocktail. Ma il menu prevede anche una breve carta di primi piatti: tonnarelli cacio e pepe, rigatoni all’amatriciana, tagliatelle alla bolognese. Per dessert, struffoli, panettone al gelato, affogato al caffè. La carta dei vini, invece, è stata curata dal sommelier di Orana, Shaun Lau, che è anche socio del bar, selezionando etichette italiane o vini australiani prodotti a partire da vitigni autoctoni della Penisola. Ma il bar serve pure amari, grappe, spritz e Negroni. Si apre alle 16 per andare avanti fino a tarda sera. Anche questa, per altri versi, è un’operazione culturale.

 

Bar Mallozzi – Adelaide – 279, Rundle street – www.mallozzi.com.au

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a cura di Livia Montagnoli