L’Orto Marittimo è uno spazio coltivato a erbe aromatiche sul Lungomare di Senigallia, per alimentare la cucina ma anche per restituire bellezza al paesaggio marino di Marzocca, così com’era fino agli anni Sessanta. Prende forma l’idea di Moreno Cedroni.
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L’Orto Marittimo di Moreno Cedroni. Omaggio al passato…

All’inizio di giugno scorso, parlavamo con Moreno Cedroni, in procinto di ripartire per la stagione estiva dopo il sofferto stop del primo lockdown, di prospettive per il futuro. Di capacità di adattamento, auspici, valore del turismo. E nuovi progetti. Come l’orto marittimo di cui lo chef di Senigallia preannunciava la nascita, proprio davanti a La Madonnina del Pescatore, lì dove, fino a 50 anni fa, “c’erano dune e canneti, un habitat che vorrei ricreare, per avere un orto a supporto del ristorante”. Il progetto, spiegava Cedroni, aveva già passato il vaglio dell’amministrazione comunale prima della pandemia, arrivata a paralizzare tutte le buone intenzioni. Ma “sognarle, è il primo passo per realizzare le cose”, esordisce a qualche mese di distanza lo chef nel presentare l’Orto Marittimo che si concretizza sul Lungomare di Senigallia. L’orto, in fase di realizzazione, sarà un luogo votato ai profumi, ai colori e alla memoria collettiva, concepito “passando ore, giorni e anni a guardare il lungo mare, che restituisce costantemente bellezza”, pensando alla nonna “che raccoglieva in quel lembo di terra adiacente al mare i grugni, le acetoselle, la malva”.

moreno cedroni

 

… Guardando al futuro. Per tutta la comunità

L’Orto Marittimo, però, sarà anche una proiezione verso il futuro che Moreno Cedroni immagina per sé, per la sua squadra e per la cucina, come del resto è vero per uno degli ultimi progetti nati per e intorno al ristorante, il laboratorio sperimentale Tunnel. E a beneficio della comunità, dal momento che l’orto trasformerà la fruizione di una porzione di Lungomare, offrendo a tutti uno spazio attrezzato per trascorrere del tempo all’aria aperta, guardando il mare e le piante che crescono al limitare della spiaggia. Ci saranno panchine, cestini, porta biciclette. Anche per questo, con Davide Groppi, è stata studiata un’illuminazione ad hoc per rendere lo spazio piacevole anche di notte, in abbinamento con un impianto audio che amplificherà i suoni della natura.

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Rendering dell'orto di Cedroni visto dal ristorante

Orto Marittimo di Cedroni. Le erbe sul mare

Nell’orto saranno coltivate tutte le erbe aromatiche utilizzate in cucina, nelle varietà più affini all’habitat marino, tipiche della macchia mediterranea, con l’idea di potenziare il sentore del mare nei piatti del ristorante: finocchio selvatico, papavero, erba ostrica, erba cipollina, grugni, senape, tarassaco, acetosella, ortica, borragine, paccasasso, timo limone, prezzemolo, salvia, rosmarino, origano, maggiorana, citronella, melissa, santoreggia, menta, ginepro, viòle, gerani. Le erbe messe a dimora saranno racchiuse all’interno di aiuole geometriche e delimitate da gruppi di canne.

Orto Marittimo. Come negli anni Sessanta

Con Cedroni, a condividere il progetto, ci sono gli architetti Marco Maria e Fabio Maria Ceccarelli, insieme all’amministrazione del Comune di Senigallia (che prende in carico le spese per acqua e illuminazione), perché l’intento è quello di rigenerare il paesaggio costiero così com’era fino agli anni Sessanta, e dunque l’iniziativa assume un respiro più ampio rispetto alla realizzazione di un canonico orto da chef (pensiamo, per esempio, al bellissimo orto-giardino sul mare di Mauro Colagreco, sulla Costa Azzurra di Mentone, riservato però solo alla fruizione degli ospiti del ristorante). “Il progetto è stato condiviso dall’Amministrazione comunale – spiega Cedroni al Resto del Carlino – e combina in modo virtuoso l’interesse della comunità a qualificare lo spazio pubblico con quello privato, che in questo modo migliora la qualità del luogo dell’accoglienza. Inoltre, attraverso questa qualificazione paesaggistica inserita in modo armonico nel contesto marittimo, si realizzerà un punto d’interesse pubblico”. Del resto, a Marzocca (la frazione di Senigallia dove sta la Madonnina del Pescatore), un precedente illuminato di urbanistica marittima sta nell’opera di Ubaldo Fiorenzi – inventore laureato in agraria che visse nella prima metà del Novecento – che per primo immaginò un futuro per la località, acquistando diversi ettari di terreno per progettare  un innovativo piano urbanistico, che prevedeva lo sviluppo di una serie di villini dal mare fino alla sommità della collina, venduti a un prezzo accessibile a tutti (perché realizzate utilizzando la ghiaia presente in abbondanza sul litorale mista a cemento). Così, quello che era un piccolo villaggio di pescatori si trasformò, all’inizio degli anni Quaranta, nel luogo di villeggiatura che è oggi.

La Madonnina del Pescatore non riaprirà prima del mese di marzo, e comunque quando sarà possibile ripartire anche a cena, “perché lavorare a pranzo per un ristorante come il nostro è anti economico”. Nel frattempo, però, si procede con la creatività e lo sviluppo di nuove idee per il menu. Mentre l’Orto Marittimo prende forma.