Giornalista e appassionato di gastronomia, Beppe Bigazzi scompare all'età di 86 anni, dopo una lunga malattia. La sua fama era arrivata all'inizio degli anni Duemila grazie alla Prova del Cuoco, che l'ha impegnato per molti anni al fianco di Antonella Clerici.
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Beppe Bigazzi. Un gastronomo in tv

Il grande pubblico l’ha conosciuto grazie alla Prova del Cuoco, programma pioniere nello sdoganare, ormai vent’anni fa, la narrazione della cucina in tv. E lui, Beppe Bigazzi, giornalista e grande conoscitore della cultura gastronomica italiana, ne era diventato da subito un volto di riferimento, accanto ad Antonella Clerici. Ereditando idealmente il ruolo di storici narratori gastronomici, come Mario Soldati e Luigi Veronelli, con quel linguaggio semplice e l’approccio aneddotico (ma approfondito), che ben si adattava al pubblico del mezzogiorno. Originario di Terranuova Bracciolini, nella provincia aretina del Valdarno, Giuseppe Bigazzi vantava in realtà una lunga consuetudine con la materia, dapprima titolare di una rubrica gastronomica sul quotidiano Il Tempo (dal ’97 al ’99 con Luoghi di delizia), poi a più riprese coinvolto in programmi televisivi di approfondimento su tematiche alimentari (La borsa della spesa, sempre su Rai Uno, dal ’95 al 2000).

Lo scandalo sul consumo di gatti

Anche se, suo malgrado, l’exploit della popolarità era arrivato con la polemica che, nel 2010, lo portò a essere escluso dalla Prova del Cuoco, a seguito di un racconto di vita legato a un proverbio della tradizione popolare, in merito al consumo di carne di gatto (Berlingaccio, chi non ha ciccia ammazza il gatto, recita il detto, avvalorato da Bigazzi in diretta tv riportando un costume diffuso tra gli anni ’30 e ’40 tra gli abitanti della Valdarno, quando, in tempi di magra, “a febbraio si mangiava il gatto anziché il coniglio”). All’epoca le dichiarazioni fecero tanto scalpore da provocare il suo allontanamento dal programma di Rai Uno; ma Bigazzi fu reintegrato in trasmissione nel 2013, nuovamente al suo posto fino a quando, a causa della lunga malattia che ha segnato i suoi ultimi anni di vita, fu costretto a ritirarsi.

Classe 1933, scompare all’età di 86 anni, dopo una vita spesa tra la passione per il mondo dell’editoria e il lavoro da dirigente d’azienda presso la Banca d’Italia ed Eni. Prima di ritirarsi a vita privata, negli ultimi anni, ha condotto su Alice il programma Bischeri e Bischerate. Tra i suoi lavori, anche diverse pubblicazioni sui temi della gastronomia e del turismo in Italia.

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