Nel calendario del graduale ritorno inglese alla normalità, è garantita priorità alle scuole. La ristorazione ripartirà all’aperto dal 12 aprile, e solo dalla metà di maggio ristoranti e pub potranno tornare ad accogliere i clienti all’interno.
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Nel Regno Unito la vaccinazione anti Covid procede a ritmo serrato (sono già più di 15 milioni le persone vaccinate Oltremanica). Questo fa del Paese guidato da Boris Johnson – che negli ultimi giorni fa registrare un incoraggiante decremento di nuovi positivi, ricoveri e decessi –  una delle prime nazioni al mondo a poter pianificare una graduale ripartenza delle attività sociali ed economiche. Era atteso da qualche giorno, dunque, l’annuncio del premier inglese sulle linee guida che scandiranno il calendario delle riaperture nelle prossime settimane. L’ufficialità arriva nel pomeriggio del 22 febbraio, con il discorso di Johnson al Parlamento.

Regno Unito: ristoranti e pub ripartono dopo Pasqua

Mentre le scuole inglesi si apprestano a riaccogliere gli studenti già a partire dall’8 marzo, per la ripartenza della ristorazione bisognerà attendere che trascorrano le festività pasquali all’inizio di aprile (poco prima, dal 29 marzo, saranno autorizzati gli incontri tra sei o più persone all’aperto, giardini privati compresi). Solo dal 12 aprile, dunque, ristoranti, bar e pub saranno autorizzati a ripartire con gli spazi all’aperto, e senza sottostare ad alcun coprifuoco o alle restrizioni che prima dell’ultimo, prolungato stop avevano limitato la frequentazione dei pub solo agli avventori che dimostrassero di voler consumare un pasto (questo per limitare il pericolo di assembramenti in uno dei luoghi simbolo della socialità inglese com’è il pub). Dunque, dalla metà di aprile, al pub ci si potrà ritrovare tra amici anche semplicemente per bere una birra. Ma solo all’aperto. Perché i clienti possano tornare ad accomodarsi all’interno dei locali, dovrà passare più tempo: solo dal 17 maggio, infatti, il governo inglese permetterà la riapertura di ristoranti e pub indoor. Fanalino di coda, il prossimo 21 giugno, locali notturni e simili, che nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbero segnare il totale ripristino della vita sociale. Ma con riserva: sette giorni prima delle date che scandiscono il calendario della ripartenza appena annunciato, infatti, il governo dovrà confermare l’effettiva opportunità di procedere, in base all’andamento aggiornato dei dati pandemici.