Ideata nel 2012 dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento per combattere lo spreco alimentare e donare le eccedenze, ora l’app offre una vetrina digitale ai ristoranti che vogliono raggiungere i clienti a domicilio senza sprecare risorse. Ecco come funziona.
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Bring the Food. Le origini

L’eccedenza è servita. È il motto dell’applicazione antispreco Bring the food. Nonostante il nome anglofono, il progetto nasce a Trento, grazie all’impegno dei ricercatori della Fondazione Bruno Kessler, nel 2012. Allora, e con un discreto anticipo sui tempi, l’app solidale sviluppata nel capoluogo trentino si riprometteva di facilitare l’incontro tra piccole aziende alimentari con eccedenze da smaltire e organizzazioni di volontariato che potessero impiegarle per aiutare persone indigenti. Ben prima delle facilitazioni burocratiche e fiscali previste dalla Legge Gadda, entrata in vigore nel 2016. La tecnologia perfezionata dai ricercatori si prestava perfettamente all’uso, fornendo alle attività commerciali una vetrina digitale aggiornata in tempo reale per esporre le proprie eccedenze alimentari, così che le associazioni caritatevoli potessero prenotarle e ritirarle in tempo utile. Negli anni a venire, il progetto è cresciuto, alleandosi col Banco Alimentare. Dando il buon esempio a tante applicazioni antispreco sviluppate negli ultimi anni. In tempo di pandemia, però, Bring the food si propone ancora una volta di fornire un modello utile per riorganizzare la lotta allo spreco di cibo in un contesto che invece rischia di favorirlo, complicando il sistema di produzione, distribuzione e gestione delle risorse alimentari.

Il progetto solidale a Fidenza

Dapprima, i ricercatori della Fondazione Kessler hanno adattato l’app per sostenere un progetto benefico promosso all’inizio di aprile sul territorio di Fidenza, nel parmense, per radunare i cuochi disposti a preparare pasti per il personale dell’ospedale locale, della Croce Rossa, dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine. A Fidenza, l’app – che nel 2019 ha garantito la distribuzione di 300 tonnellate di eccedenze alimentari provenienti da tutti gli operatori della filiera del fresco – ha facilitato il coordinamento tra fornitori, ristoranti, volontari e fruitori finali dei pasti monoporzione prodotti quotidianamente, contenendo al massimo gli sprechi.

Una vetrina al servizio dei ristoratori

Ora però Bring the Food si appresta a diventare strumento di utilità che prescinde dallo scopo benefico (ma resta attivo in parallelo l’impegno sulle donazioni), pur conservando la propria anima solidale nell’intenzione di aiutare i ristoratori ad affrontare una ripresa difficile. Dunque, la piattaforma diventa vetrina gratuita a disposizione dei ristoratori – di buona parte del Nord Italia – per presentare prodotti semi-lavorati (conserve, sughi pronti, pasta fresca…) proposti ai clienti del territorio e disponibili per la consegna a domicilio. Però con il vincolo per l’utente di prenotare con anticipo di almeno un giorno la propria ordinazione, garantendo al ristorante di gestire al meglio l’approvvigionamento di materie prime e limitare le eccedenze, con vantaggio economico per la sua attività (e per tutti gli attori della filiera, a partire dal produttore) e nel segno di una operazione antispreco, che resta centrale.

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https://bringfood.org/