In Lituania la capitale Vilnius è pronta a trasformarsi in un grande ristorante a cielo aperto. Ma anche in Italia sono molte le grandi città che si apprestano a concedere più spazio pubblico ai locali che devono ripartire dopo lo stop forzato.
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Ripensare lo spazio urbano coi dehors dei ristoranti

Mentre in Italia la Fase 2 entra nel vivo, una delle più ambiziose sfide per le amministrazioni cittadine sarà quella di ripensare lo spazio pubblico in modo efficace, per conciliare le esigenze del distanziamento sociale con la routine di centri urbani congestionati, riuscendo al contempo a ottimizzare spazi e risorse a vantaggio delle categorie più toccate dalla crisi. Come chi gestisce esercizi pubblici, in primis ristoranti e locali adibiti alla somministrazione di cibo, che alla riapertura dovranno fare i conti con una significativa diminuzione dei coperti interni e, più in generale, con il consiglio di privilegiare dehors all’aperto per contenere i rischi di contagio. Dunque, in una situazione in cui tutto il mondo è paese, l’opportunità di favorire un diverso utilizzo del suolo pubblico è riconosciuta in modo pressoché condiviso da molte città. E come attuare l’idea non può che generare un positivo dibattito. Abbiamo già parlato di Milano, e dell’intenzione di Palazzo Marino di coinvolgere attivamente la cittadinanza per cercare soluzioni capaci di agevolare la fruizione di servizi e attività votate al tempo libero. E pure della proposta del sindaco di Genova, che tra i primi ha ipotizzato di creare vere e proprie isole gastronomiche dislocate nel tessuto urbano, per garantire tavoli all’aperto a bar e ristoranti della città. Ma giorno dopo giorno le proposte continuano a moltiplicarsi.

La ripartenza dei ristoranti a Vilnius

Il modello Vilnius, in Lituania

E Vilnius si appresta ad attuare un piano concreto da imitare. Nella capitale lituana, principale centro di un Paese relativamente toccato dal virus (i numeri ufficiali sono contenuti: circa 1500 contagi e una cinquantina di morti), caffè e ristoranti che dispongono di posti a sedere all’aperto hanno già potuto riaprire (ma il lockdown si protrarrà fino all’11 maggio), a patto di garantire il distanziamento di almeno due metri tra un tavolo e l’altro. Da qui l’idea di concedere loro più spazio, per aiutare gli esercenti a ripartire in modo concreto, senza soffrire eccessivamente la riduzione di coperti, soprattutto nel caso di attività ubicate nel centro storico della città, che normalmente scontano l’impossibilità di avere ampi dehors. La soluzione? Permettere loro di “allargarsi” in piazze e strade limitrofe, allestendo gratuitamente tavoli all’aperto, per tutta la bella stagione, in 18 spazi pubblici individuati dall’amministrazione per essere trasformati in vere e proprie isole di ristorazione, compresa la piazza della cattedrale.

il dehors di un bar a Vilnius

A beneficiarne saranno gli oltre 150 locali che hanno già aderito al progetto, e, ovviamente, la cittadinanza, che tornerà a riempire le piazze, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. Mentre presso l’aeroporto locale è già operativo un grande cinema drive in. Quello che già in molti definiscono modello Vilnius, insomma, è invocato in modo diffuso come soluzione per la ripartenza dell’economia del turismo.

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La delibera di Roma. Più spazio per i dehors

Anche in Italia, infatti, sempre più amministrazioni si pronunciano favorevolmente sull’iniziativa, non sempre però con strategie di attuazione dettagliate (non al momento). A Roma, la Giunta capitolina ha approvato una misura straordinaria a supporto di esercizi di somministrazione e librerie, stabilendo un ampliamento della concessione di suolo pubblico fino a un massimo del 35% di quella già consentita, previa presentazione di un progetto dettagliato al Municipio di competenza. Prevedendo, a riguardo, anche una semplificazione delle pratiche per la richiesta di nuove concessioni o ampliamenti (da vagliare nel giro di 20 giorni dalla ricezione dell’istanza). Le regole? Amovibilità degli arredi in caso di necessità, rispetto della distanza minima prevista dai monumenti, raggio di svolta che tenga conto della conformazione della strada. Entro il 15 maggio la proposta sarà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina, per renderla attuativa per tutto il 2020, ma di concerto con un gruppo di lavoro appositamente costituito per deliberare sulla revisione del Catalogo dell’arredo urbano, conciliando interessi commerciali, sicurezza stradale, decoro e viabilità. Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro non ha dubbi sulla bontà dell’iniziativa: “È evidente che bisogna accompagnare questi settori in fase di ripartenza non solo attraverso lo sgravio della tassazione del suolo pubblico, ma anche liberandoli dai forti vincoli che, in situazione ordinaria, limitano l’iniziativa imprenditoriale”. Un deciso cambio di approccio – qualora fosse confermato – rispetto alla rigidità che ha regolato fino a qualche mese fa i controlli delle autorità preposte.

I progetti di Bologna e Udine

Anche a Bologna, nel frattempo, si lavora per giungere allo stesso esito, con il sindaco Virginio Merola che promette, oltre agli sgravi fiscali, l’intenzione di concedere lo spazio solitamente destinato ai parcheggi in striscia blu ai tavoli di bar e ristoranti. Ma nuovi “dehors” potrebbero sorgere anche sotto i portici e sui marciapiedi, mentre si valuta la possibilità di rendere gratuiti vecchi dehors non utilizzati. E poi c’è la proposta del sindaco di Udine, Pietro Fontanini, che arriva a valutare un aumento della concessione di suolo pubblico fino al 100% di quello già fruito. Nei fine settimana, inoltre, si potrebbe procedere alla chiusura mirata di alcune strade, a vantaggio di locali e ristoranti per l’allestimento dei tavoli all’aperto. Sulla stessa linea d’onda, dall’altra parte dell’oceano, è la città di New York: nell’ambito di un ripensamento degli spazi riservati a pedoni e ciclisti, anche nella grande metropoli americana si potrebbe procedere con la chiusura temporanea di alcune strade per far posto ai dehors dei locali.

 

a cura di Livia Montagnoli

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