Apertura no stop, dall'ora di pranzo alle 2 della notte, per la mescita di vino con salumeria e cucina fredda dei ragazzi di Retrobottega, che aprono la terza costola di un progetto gastronomico sempre più solido e ramificato. Nel piano centro di Roma. Ce lo raccontano in video Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice.
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RetroVino. Un nuovo progetto firmato Retrobottega

Ancora novità per il team di Retrobottega, che inaugura la terza costola del progetto romano nato in via della Stelletta. Dopo il restyling del ristorante e l’inaugurazione del pastificio RetroPasta, da qualche giorno operativo anche per pranzo, i ragazzi concretizzano pure il progetto sul vino che già da mesi era in cantiere. A raccontarcelo sono Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice, ripresi dietro al bancone in legno che sarà il fulcro del nuovo ambiente affacciato su via d’Ascanio (parallela di via della Stelletta), un tempo laboratorio dei ragazzi, e ora enoteca con tavola informale.

Lo spazio di RetroVino ancora work in progress

Con figura del salumiere protagonista, chiamata a presentare la selezione dei prodotti in carta e preparare pochi semplici piatti con gli strumenti a disposizione (no fuochi, né cappa, sì roner e simili), sempre in coerenza con il pensiero di Retrobottega. Il fulcro dell’offerta, però, come evidenzia l’insegna – RetroVino – privilegia soprattutto il vino, con carta della mescita importante. Apertura per pranzo e fino al pomeriggio (dalle 12, senza interruzione; partenza soft, per il rodaggio della prima settimana, dalle 17), per arrivare alla cena e a tarda sera, con chiusura alle 2 della notte.

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Il menu, i salumi, i vini in mescita

La carta proporrà salumi e formaggi – una quindicina di referenze in tutto, prodotti che rappresentano l’Italia da Nord a Sud – pane fatto in casa, e piatti di cucina fredda o“tiepida”. Più qualche sfizio goloso da spizzicare in ogni momento della giornata, dagli affumicati di pesce al pastrami, sempre homemade, servito come sandwich componibile a piacere dell’ospite, con sottaceti e fermentati d’ordinanza. Diverse pure le proposte vegetali, in continuità con il lavoro di ricerca gastronomica condotto finora al ristorante. Circa 15 le sedute disposte a ferro di cavallo intorno al bancone per gli ospiti, affrontato da un banco di lavoro tutto a vista, ricavato sopra un ingegnoso sistema di frigoriferi per la mescita fredda, “perché il fulcro sarà la mescita, con tanti fuori carta e proposte speciali del giorno”, spiega Giuseppe Lo Iudice. RetroVino, non a caso, svolgerà anche un ruolo funzionale, supportando la proposta di calici in abbinamento di Retrobottega, che comunica dall’interno attraverso un corridoio di servizio. Da metà ottobre si aprono le porte. E nel pieno centro di Roma l’isola gastronomica immaginata dai ragazzi per portare qualità e innovazione, in una zona altrimenti in balia dei locali turistici, continua a crescere, un tassello dopo l’altro.