La pasticceria del maestro pasticcere bresciano nasce il piazza CLN, ed è modulata sulle esigenze di una città cui Iginio Massari riconosce una grande attenzione al gusto. Ecco com'è Galleria Iginio Massari.
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Dolce Torino. Iginio Massari e l’omaggio a Torino

Si chiama Dolce Torino ed è un plumcake al cioccolato Gianduja (“la gloria del Piemonte e non solo”), decorato da una Mole Antonelliana di cioccolato dorata. È il dolce signature che Iginio Massari ha dedicato alla città dove a giorni aprirà la sua pasticceria, Galleria Iginio Massari. Tassello di un progetto di ampio respiro (in Italia, ma anche all’estero) votato all’alta pasticceria. Nomi scelti con attenzione semantica, a indicare la filosofia che da sempre contraddistingue Massari e che ora diventa percorso di eccellenza e insieme di inclusività. Nuovo brand, nuovo logo, e la firma di Massari a garantire il tutto.

Un render di Galleria Iginio Massari a Torino

Galleria Iginio Massari. Dove

Ma andiamo con ordine. Il luogo, per cominciare. Piazza CLN 232, lato destro. Per intenderci – e per un ricordo da cinefili – la location di Profondo Rosso di Dario Argento, dove per il film venne allestito quel bar che sembrava uscito da un quadro di Hopper (e la finestra del famoso delitto è proprio in faccia).

Edifici fra art-déco e architetture di Piacentini, e l’architetto che ne ha curato il restyling – Attilio Giaquinto – ha pensato a rimandi giusti, come l’ottone che è un po’ il leit-motiv storico del locale. Per il resto, essenzialità: pareti grigie, soffitto a righe sottili, e una grande iconica parete che riprende le forme dei dolci di Massari e inventa una scultura bianchissima lungo la scala. Già, perché la caratteristica (e la sfida) della Galleria Iginio Massari torinese è di svilupparsi su due piani e “dobbiamo far scendere la gente sotto”. Sotto c’è la sala con i tavolini, specchi decorati, il laboratorio a vista. Sopra invece il gran bancone della pasticceria, con vetrine apribili, il banco del caffè; in faccia altre vetrine dove trionferanno i dolci per la colazione (almeno 12 diversi croissant e brioche), un’infilata di piccoli tavolini-alcova. Niente finestre, una scelta: l’attenzione è tutta concentrata sull’offerta. Ma grandi vetrine che si affacciano sui portici, dove verrà installato anche il dehors, tutto l’anno. Attenzione: non un format, ma un progetto studiato apposta per Torino, e sarà diverso in ogni città.

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I dolci di Iginio Massari

La pasticceria di Iginio Massari. Cosa

Torino, appunto. Massari spiega che Torino è stata una scelta ben ponderata “per la sua grande tradizione di cioccolato e di pasticceria e per essere una città particolarmente attenta al gusto e al cibo. E un centro vivace, animato. Torino ha tramandato una grande tradizione, cominciata con i mignon. Noi ne abbiamo 130 tipi diversi ”. Cosa si troverà alla Galleria? Un’offerta declinata per tutto il giorno, dalla colazione (apertura alle 7.45, un po’ più tardi il fine settimana) alla pausa pranzo, fino alle 20. E per pranzo i progetti in divenire sono interessanti, anche di take away chic, con confezioni pic-nic magari da godersi nel salotto di Torino, la vicinissima Piazza San Carlo. E poi il tè del pomeriggio, una nuova tendenza in città: ci sarà un sontuoso afternoon tea con alzatine realizzate su misura e tutto il dolce e il salato giusto (e varietà di tè che ai classici aggiungono anche un Bancha fiorito, il Pai Mu Tan e altri dai nomi più fantasiosi, dal Sogno di Michelangelo ad Appuntamento sul Ponte Vecchio: riservato, per ora, il nome dell’importatore del tè). Pasticceria dolce e salata, quindi giusta anche per un aperitivo tranquillo, con le bollicine (e magari in estate l’orario si estenderà). Ci saranno macaron e frollini, marron glacé e gelatine di frutta, e una lista ricca e seduttiva di monoporzioni: la sacher innovativa, i profiteroles reinterpretati, il maritozzo rivisitato. Prezzi? Da alta pasticceria: 10€ le monoporzioni, 2,50€ i croissant.

Iginio Massari in laboratorio con la sua squadra

Chi: i collaboratori di Iginio Massari

A collaborare con il Maestro Massari, oltre ai figli, Nicola, che sarà più presente a Torino, e Debora, più concentrata su Milano, c’è il capo pasticcere Fabio Campanile che ha formato uno stuolo di ragazzi e ragazze giovanissimi, 26 in tutto, che arrivano soprattutto dalle scuole professionali e da istituti alberghieri di Torino e Piemonte. Una vera task force della pasticceria per un progetto che vuole essere elegante-pop e soprattutto inclusivo. “Qui devono voler entrare tutti, dai ragazzini a chi lavora in zona, alle signore che vengono a prendere il tè il pomeriggio. L’esclusività della Galleria è nell’alta pasticceria, per il resto l’inclusività è la parola d’ordine.” Come accade a Milano, dove si fanno 1000 caffè al giorno, e magari qui si supereranno.

Apertura ufficiale il 28, presente il Maestro. Ma già il prossimo weekend si apriranno le porte in modo soft. Per una città che Massari ha definito “sorprendente e in continuo rinnovamento, senza rinunciare alla sua eleganza e sobrietà”. Una gran bella new entry.

Galleria Iginio Massari – Torino – piazza CLN, 232 – dal 28 ottobre 2019

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a cura di Rosalba Graglia