Conto alla rovescia per il nuovo progetto di Giuseppe Iannotti: 8pus, ristorante di pesce con delivery in tutta Italia.
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“La fortuna di stare in un posto sperduto come Telese è che problemi di spazio non ce ne sono” ci scherza un po’ su Giuseppe Iannotti, ma in questi giorni con le regole da seguire per assicurare il distanziamento nei luoghi di ristoro, lo spazio ha un valore assoluto, che quasi ripaga dei disagi del fare impresa lontano dalle grandi traiettorie gastronomiche. A lui poco cambia se sono 4 metri quadrati a persona o anche di più: la superficie non manca. Gli importa piuttosto di lavorare con tranquillità.

Giuseppe Iannotti. Foto Andrea Di Lorenzo

Il Kresiòs del dopo lockdown

Nulla o poco è cambiato al Krèsios, dunque, sono rimasti i percorsi di degustazione completamente al buio, di cui è noto solo il nome dai richiami cinefili – Mr. White e Mr. Pink – non c’è nulla da leggere o sfogliare, nulla per cui soffermarsi con la carta in mano, un’alternativa che si fa presto a spiegare. Per le bevande – quella sì un bel tomo da consultare, opera del bravo Alfredo Buonanno – arriva in aiuto il web, per chi ha il gusto della consultazione. Ma l’orientamento del Krèsios è da sempre verso il pairing, per dare ai clienti un’esperienza complessiva che alterna vini, kombucha, kefir e via ad andare.

Tutto era già pronto da tempo, ma senza alcuna fretta di rimettersi in moto. “Preferivo avere certezze, e vedere come andavano le prime due settimane di riapertura; e non” aggiunge “perché potessi permettermi allegramente di stare chiuso. Al contrario, avevo bollette e pagamenti ancora da saldare, senza considerare che almeno per un anno non potrò contare sul fatturato delle consulenze che ho in giro per il mondo. Ma volevo poter ripartire bene, in tranquillità. E” conclude “fino a che non ci si poteva spostare tra una regione e l’altra era inutile: non posso basarmi solo sul nostro bacino di utenti”.

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Krèsios raddoppia, anzi no

Intanto però, ferveva l’attività a Telese. “Da un anno e mezzo lavoro a un nuovo progetto” racconta “per differenziare l’offerta gastronomica”. Che detto in altre parole significa un nuovo locale, di genere e taglio diverso. “Con una fascia di prezzo più bassa e una cucina più leggibile e immediata”. Una trattoria? “No, non sono proprio in grado di fare una trattoria!”, scherza, ma non troppo, “uno spin off del Krèsios, un black restaurant di pesce”. Si comincerà a fine giugno.

logo 8pus iannotti

8pus: il delivery di pesce di Iannotti

Si scrive 8pus, ma si legge Octopus, nome che punta a sancire la natura marittima del nuovo progetto, che nasce nelle cucine del Krèsios e dal suo lab, cosa che permetterà di gestire nella casa madre gli arrivi delle materie prime, indirizzandole in un proposta o nell’altra secondo i casi: per esempio i gamberi, quelli di pezzatura maggiore rimangono al Krèsios, gli altri vanno da 8pus, ma tutto passa di là “sarà come una cucina centrale, con l’idea di un gruppo che lavora insieme al progetto”.

Menu e prezzi di 8pus

È tutto pronto, dunque, anche il menu, “ho una minuta di una novantina di piatti” ma non entra nel dettaglio “perché” spiega “i piatti saranno decisi dal mare, in base alla stagione e al pescato del giorno” quello che arriva dai due mercati principali più vicini, quello di Formia e quello di Pozzuoli. “Per il resto, dico solo che ci sarà pesce al forno, pesce al vapore, pesce fritto”. Ma non lasciatevi ingannare, per quanto semplice, sarà una proposta “in chiave personale” in cui alla base di tutto ci sarà la qualità della materia prima e “la tecnologia e le tecniche che conosciamo e usiamo al Krèsios”. Alla base di tutto c’è l’idea di una proposta da viaggio: con la possibilità sia di acquistare il pesce crudo ma già pronto per essere cotto a casa, sia di far viaggiare le pietanze in tutta Italia con kit che consentono di vivere un’esperienza completa, che diventa ancora più ricca con i box. Un vero e proprio “virtual brand” che vorrebbe fare da apripista a un potenziale nuovo ristorante.

.Il menu delivery: piatti, kit box

“8pus è nato sin da subito con l’idea di essere completato da un delivery, che è parte integrante del progetto ed è stato pensato per rimanere anche quando le cose torneranno alla normalità. È più di un anno che ci lavoro su: ho studiato i piatti, trovato il packaging, stretto accordi con un corriere che mi assicura la consegna in tutta Italia in 24 o 48 ore, certificandomi la catena freddo”. In un’idea di qualità che parte dal prodotto e investe anche il servizio. La proposta – più ristretta rispetto al ristorante vero e proprio – include una dozzina di voci in menu (tre per ogni portata con una spesa-coperto intorno ai 50 euro per una cena completa), interpretazioni dei classici di pesce internazionali e non, piatti ricchi di suggestioni eterogenee: “ci potrebbe essere la pasta con i ricci in stagione o il ramen di polpo, il bao al vapore di ombrina e kimchi di scarola, ma è sempre un’ipotesi”, perché la carta la scriveranno in pescatori, saranno loro a dettare i contorni di un menu dal forte carattere contaminata dove si raccontano le esperienze di viaggio dello chef.

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Cucina da viaggio: come funziona?

“Avremo due proposte: una di piatti pronti o solo da finire a casa, che consegneremo nel raggio di 15-20 km, e una con il prodotto preparato che esce dal nostro frigo e arriva in quello dei clienti in tutta Italia”. Ci sono i crudi, ostriche, conserve, pesce già preparato che necessita solo di cottura, o salse per condire la pasta, e poi la selezione di caviale. Poi ci sono kit o box experience spediti in tutta Italia, “come abbiamo fatto a Pasqua con Krèsios”. I kit offrono un intero ‘home dinner’ , con menu che arriva semi-preparato, da completare a casa con il minimo sforzo seguendo le indicazioni fornite. E poi i box tematici, come il fritto a casa, con una tempura rivisitata da friggere al momento, quello aperitivo con i piattini di 8pus, il box fusion con sushi, ramen o gyoza, sempre a base di pesce e poi ancora anniversario, happy birthday, e il box dedicato a Krug abbinato al caviale. “Una proposta da costruire insieme al cliente, su misura per lui, con un margine di sorpresa perché non si può sapere con tanti giorni di anticipo quale pesce avremo”. Si scelgono tipo di piatti, numero, budget, volendo anche le bevande pescando da una carta dei vini studiata appositamente da Alfredo Bonanno (circa 200 etichette). Non resta poi che attendere il giorno fissato e gustare un po’ di Telese Terme a casa propria, anche a distanza di centinaia di chilometri. Una proposta che sarà operativa da fine giugno.

Krèsios / 8pus – Telese Terme (Bn) – via San Giovanni, 59 – 0824 940723 – www.kresios.com/

a cura di Antonella De Santis