L’isola dell’arcipelago delle Eolie ha ufficialmente riaperto ai turisti lo scorso 25 giugno con tante conferme e altrettante novità. Ecco un mini itinerario dell’isola in 5 ristoranti. Martina e Luca Caruso (Signum): “Ripartiamo dalle certezze”.
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Non si è mai sentito parlare così tanto italiano di questi tempi a Salina. Nell’isola più verdeggiante delle Eolie, il turismo è sì arrivato, ma con sembianze diverse rispetto agli altri anni: accenti locali si mischiano a quelli del Nord e Centro Italia, con qualche timida incursione francese o tedesca. E l’isola si adatta a questo nuovo turismo di prossimità, senza rinunciare a mostrare il suo volto più accogliente, ma allo stesso tempo selvaggio e senza trucco, che la contraddistingue da sempre rispetto alle altre sue sei sorelle.

La vista sul mare da L'Ariana

La riapertura dell’isola

L’ “apertura ufficiale di Salina” ha una data: lo scorso 25 giugno, quando la maggior parte delle strutture ricettive riunite dal 2008 nell’associazione Salina Isola Verde ha deciso di lasciarsi alle spalle il lockdown e dare il via alla nuova stagione. Una stagione importante a cui non si poteva rinunciare, perché è quella in cui si celebrano i 20 anni dal riconoscimento Unesco a tutto l’arcipelago delle Eolie. A supportare questa riapertura anche Liberty Lines, la compagnia di navigazione che, in partnership con l’associazione, proporrà una tariffazione agevolata sulle proprie linee da settembre per tutto il periodo autunnale, in modo da favorire il prolungamento della stagione turistica. E una volta sbarcati, le proposte culinarie non mancano di certo: tante le novità e importanti le conferme. Tra cui anche un’assenza di peso, quella di Capofaro Locanda&Malvasia della famiglia Tasca d’Almerita, che per la stagione in corso ha deciso di non aprire.

Ecco un giro culinario in 5 ristoranti e 5 tappe, tanti quanti sono i punti strategici da non perdere per una visione a 360 gradi di quest’isola di mare con anima prevalentemente agricola.

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Signum, Malfa

Iniziamo da una conferma su tutte: Martina Caruso del ristorante Signum nel comune di Malfa. Poche parole, tanta tecnica e un indiscusso amore per il territorio, la giovane chef lascia il suo “segno” nella memoria di chi, arrivato a Salina, decide di provare la sua cucina.

foto di Giulia Monteleone

In quest’anno così imprevedibile per tutti, la scelta è stata quella di “ripartire dalle certezze: da dove avevamo lasciato lo scorso anno”, ci dice l’ex allieva della Gambero Rosso Academy e chef donna dell’anno per la Guida Michelin Italia 2019. Il menu, quindi, è quello già rodato, che fa del pesce il re indiscusso della tavola: gambero al Bloody Mary, limone salato e polvere d’albicocche; bagnacauda con ricci di mare crudi; spatola panata al barbecue, mandorle e leche de tigre. Immancabile, in chiusura, l’iconico gelato al cappero della casa.

Gamberi bloody mary di Martina Caruso

Il tutto accompagnato dai prodotti dell’orto Caruso (è Michele, il padre di Martina a curarlo personalmente) e dai vini accuratamente scelti dal fratello Luca, che è anche il direttore della struttura. Sono ben due le cantine del Signum, una vera biblioteca del vino in cui si può trovare di tutto: dai grandi nomi della viticoltura alle piccole chicche da tutta Italia e dal mondo. Per immergersi nell’atmosfera del posto – un tipico giardino mediterraneo, sovrastato da una terrazza di bouganville con vista su Stromboli e Panarea – c’è anche un’ampissima scelta di Malvasia (secca e dolce): farsi consigliare dallo stesso Luca o dalla sommelier Giada. Il resto della brigata è composto da 10 ragazzi, tutti giovanissimi, quasi tutti dell’isola e soprattutto “tutti riconfermati anche per questo post Covid” ci rivela Luca “l’unica cosa a essere cambiata quest’anno è la tipologia di turismo: se di solito la percentuale di stranieri è dell’80%, adesso la nostra clientela è soprattutto italiana, ma per noi rappresenta un’ulteriore e stimolante sfida. Diciamo che la decisione di riaprire è anche un voler rilanciare: seminare oggi per raccogliere domani”.

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Oltre alle proposte pranzo e cena, al Signum si può usufruire del bistrot aperto tutto il giorno dalle 12 alle 23. A completare l’offerta l’hotel boutique di charme con 30 camere e la Spa geotermica.

Via Scalo, 15 – Malfa – 090 984 4222 – www.hotelsignum.it

Tavola imbandita alla Grotta di Salina

La Grotta, Rinella

Ci spostiamo a Rinella (Comune di Leni), dove sorge il secondo porto dell’isola. E qui fa capolino l’hotel L’Ariana, con tutto il suo fascino di villa coloniale del secolo scorso. Una scaletta interna porta alla grotta, a livello del mare, dove in passato venivano custodite le botti di Malvasia, prima di essere caricate sulle navi per nuove e più lontane destinazioni.

L'Ariana a Salina, vista dal mare

L’albergo è di recente passato di mano alla famiglia Interdonato e con il loro arrivo è anche cambiata la gestione del ristorante annesso – La Grotta – affidata da giugno alla creatività di Dario Ravidà. Lui, uomo di mare – pescatore prima ancora che cuoco – la materia prima la conosce bene e sa come esaltarla, grazie anche all’uso sapiente di erbette e agrumi. Mangiare i crudi di mare con vista a perdita d’occhio nel blu non ha prezzo, immaginando magari di scorgere Ariana, la leggendaria sirena che con il suo canto attirava le navi sulle rocce. Consigli? Lo spada e le alici marinate, i gamberi crudi e l’alalunga con cipolla caramellata.

Via Rotabile, 11 – Rinella – 090 980 9139 – www.ilborgodirinella.com/ristorazione

La Locanda del Postino, Pollara

Altra spiaggia, altra sosta, altra prospettiva (qui la vista è su Alicudi e Filicudi). A Pollara – divenuta famosa per essere stata l’indimenticata location del film il Postino – non si può rinunciare a una cena alla Locanda del Postino. La proprietà è stata acquistata della famiglia Leva proprio nel 1994, anno delle riprese: da qui l’omaggio all’ultimo film di Massimo Troisi. La trasformazione in ristorante è storia più recente e l’arrivo del giovane chef Stefano Stracuzzi in cucina è la novità di quest’anno. Anche lui studente del Gambero Rosso (come Martina Caruso) e poi di Alma, ha portato al locale un tocco di freschezza e contemporaneità senza rinunciare ai must dell’isola. Qualche esempio? Caponatina eoliana, parmigiana di pescespada, tartare di alalunga con sedano croccante e capperi, spaghetti al pesto di capperi e pomodori secchi. Nel locale, da cui si può intravedere quella che nel film fu la casa di Neruda, si trova un piccolo museo di oggetti d’epoca: a farvi da cicerone il giovane Francesco (figlio del proprietario), il cui sogno è fare di Salina la prima isola totalmente carbon free, insieme alla sorella Mariachiara che, invece, si occupa dei dolci per la prima colazione degli ospiti del B&B annesso.

Via Picone, 10 – Pollara (Malfa) – 090 984 3958 – www.lalocandadelpostino.it

Museo del calcio a Salina

A Cannata, Lingua

E a proposito di “musei” inaspettati, a Lingua ne troverete uno davvero curioso dentro al ristorante A Cannata. Si tratta della stupefacente collezione di cimeli calcistici di Santino Ruggera, proprietario della storica insegna: dal gagliardetto del ’34 della nazionale italiana al guanto di Zoff della finale dell’82, passando per la maglia n.17 di Totti (la prima alla Roma). In pochi metri quadri una concentrazione impressionante di chicche calcistiche. Quelle culinarie, invece, sono legate alla tradizione isolana: semplici, ma rispettosi delle materie prime e del territorio. All’ombra della cannata con vista mare (in questo caso su Lipari, Vulcano e sulla costa siciliana), si possono gustare spaghetti alla cucunciata (cucunci, melanzane, olive, basilico e pomodorini), polpo con crema di patate, mattonella di alalunga. Interessante selezione di vini locali.

Via Umberto I, 13 – Lingua (Santa Marina Salina) – 090/9843161 – www.acannata.it

Porto Bello, Santa Marina Salina

A Santa Marina Salina (terzo Comune dell’isola), la certezza si chiama Porto Bello, grazie alla solida gestione della famiglia Cataffo. In un’atmosfera rilassata e piacevole il menu parla della tradizione locale: spaghetti mandorle e finocchietto, linguine sugo di cernia e polvere di carrubo, involtini di pesce spada, calamari ripieni alla griglia. Da qualche anno, poi, è nato anche il Sea Lounge, uno spazio pensato per godersi aperitivi, cocktail o vini, con sottofondo di musica e mare.

Via Lungomare, 2 – Santa Marina Salina – 0909843125 – www.portobellosalina.com

terrazza dell'hotel Punta Scario

Per l’ora dell’aperitivo

Infine, qualche consiglio per una pausa meno impegnativa, alternativa a pranzi o cene. Per gli amanti degli aperitivi con vista, immancabile una sosta all’Hotel Punta Scario, l’albergo di Malfa con la posizione più suggestiva di tutte le Eolie: arroccato su una roccia si presenta come un anfiteatro-giardino sospeso sul mare. Rilevato nel 2019 da Emanuele Vitrano Catania (ideatore del Gruppo Brera Hotels e a capo di Dedali Investimenti), per la ripartenza post Covid ha puntato sul wine bar (cui seguirà il prossimo anno l’apertura di un bistrot): ogni giorno a partire dalle 18.30 aperitivo con una selezione di etichette siciliane e cocktail.

L'aperitivo al tramonto all'Oasi di Salina

A Pollara, invece, c’è una piccola chicca da non perdere: L’oasi Snack Bar. Qui Alessandro ha creato la sua “oasi”: orto, giardino, buona musica e aperitivo isolano, a base di focacce, zucchine, melanzane, pomodorini e capperi dell’orto, accompagnato da cocktail o Malvasia.

Proiezione del Postino all'Oasi di Salina

Ogni giorno alle 18, in attesa del grande spettacolo del tramonto, viene proiettato il film Il Postino, quasi a ricordare che “la poesia”, come diceva Troisi “non è di chi la scrive: è di chi gli serve”.

Hotel Punta Scario – Via Scalo, 8 – Malfa – 090 9844139 – www.hotelpuntascario.it 

L’oasi snack bar – Via Chiesa – Pollara – 349 005 9127

 

a cura di Loredana Sottile