S’inseriscono nella grande tradizione dei bianchi della Valle Isarco i nuovi vini dell'Abbazia di Novacella. Si chiamano Ohm, Quota e Hora e fanno parte della linea Insolitus.
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L’Abbazia di Novacella, storica cantina della Valle Isarco, ha presentato tre nuovi vini della linea Insolitus: Ohm, Quota e Hora. Prodotti in circa 1500 bottiglie per etichetta, sono il frutto del desiderio di sperimentare ed esplorare nuovi percorsi, che potranno fornire utili indicazioni sulle scelte future della cantina. Il progetto s’inserisce nel quadro della valorizzazione dei vitigni storicamente presenti in Valle Isarco, per cercare di esaltarne le migliori note varietali, in relazione a particolari caratteristiche del territorio o a tecniche di vinificazione.

Insolitus, la nuova strada dell’Abbazia di Novacella

Il nome è già, di per sé, una dichiarazione d’intenti: vuole sottolineare la decisione di percorrere nuove strade rispetto a quelle consuete della cantina, “un’idea coerente con l’approccio artigianale che da sempre contraddistingue la nostra filosofia” spiega Werner Waldboth, direttore vendite di Abbazia di Novacella. Un modo nuovo di considerare la viticoltura, anche in relazione ai cambiamenti climatici e alla necessità di trovare soluzioni in armonia con la sostenibilità ambientale e con “la ricerca di vini che uniscano complessità, forte impronta territoriale e bevibilità”. Scelte che hanno trovato uno spazio per la sperimentazione in Insolitus, “un luogo di confronto e sguardo verso il futuro, un connubio tra materia, sapienza e tempo, un cantiere aperto, all’interno del quale vogliamo sentirci liberi di osare, sempre con l’obiettivo di creare vini che ben si integrino con il nostro importante passato, ma allo stesso interagiscano con i cambiamenti che stiano vivendo”.

Insolitus_Abbazia di Novacella
Insolitus_Abbazia di Novacella

Le caratteristiche di Insolitus

Ohm, Quota e Hora s’inseriscono nella grande tradizione dei bianchi della Valle Isarco. È in questa terra che negli ultimi anni si producono alcune delle etichette più interessanti della regione. Il clima fresco, i terreni vocati e la possibilità di coltivare la vigna in altura, con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, offrono le condizioni per ottenere vini eleganti, con un frutto maturo e un’ottima acidità. Sono proprio queste le caratteristiche che si ritrovano, come un vero e proprio marchio di fabbrica, anche nelle tre novità della linea Insolitus, autentiche espressioni della felice integrazione tra Bronner, Pinot Bianco e Sylvaner con il terroir della Valle Isarco.

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OHM, Mitterberg Bronner IGT 2019

L’etichetta richiama l’unità di misura della resistenza elettrica, un nome che descrive molto bene la personalità di questo vitigno Piwi, creato nel 1975 presso l’Istituto di Ricerca di Friburgo. Grazie a un’ottima resistenza all’oidio e alla peronospora, è stato coltivato senza dover ricorrere a trattamenti. Le vigne si trovano nella tenuta Maklhof di Appiano, a un’altitudine di 400 metri sul livello del mare con esposizione rivolta a ovest. Il clima soleggiato e i suoli, caratterizzati da depositi morenici d’origine glaciale su una base porfirica, si sono rivelati perfetti per quest’uva a maturazione leggermente tardiva. Le viti hanno solo 3 anni e producono circa 60 quintali per ettaro. La vinificazione si è svolta solo in acciaio, con fermentazione alla temperatura di 17 °C e un affinamento di sei mesi prima d’imbottigliamento.

L’assaggio

Il profilo olfattivo si apre su delicate note di zagara e fiori bianchi, scorza di lime, fragranze di cedro e aromi di frutta a polpa bianca. Il sorso è teso e verticale, con un frutto maturo e un finale lungo, caratterizzato da un’acidità vibrante. Lineare e nitido, rispecchia le migliori qualità di uno dei Piwi più interessanti.

Quota, Alto Adige Pinot Bianco Doc 2018

In molte zone dell’Alto Adige il Pinot Bianco si esprime da decenni su livelli di assoluta eccellenza. Anche in Valle Isarco sta trovando la sua strada, con una personalità che ben rispecchia la natura del territorio. Le vigne sono coltivate su ripidi terrazzamenti sopra Novacella, a un’altitudine di 650 metri, su suoli costituiti da depositi morenici. Anche in questo caso si tratta di un vigneto di soli 3 anni, con rese che non superano i 50 quintali per ettaro. La fermentazione si svolge in barrique, alla temperatura di 17 °C. Il vino matura 12 mesi in barrique e completa l’affinamento con 6 mesi in bottiglia.

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L’assaggio

È una versione di Pinot Bianco molto elegante, dal profilo raffinato e verticale, che al palato svela un frutto delicato, maturo e fragrante, che accompagna il sorso verso un finale di buona persistenza gustativa, connotato da una vivace freschezza agrumata. Perfetta espressione del volto fresco della Valle Isarco è un Pinot Bianco già godibilissimo ora, ma destinato a trovare la piena maturità espressiva tra qualche anno, con la piena integrazione del legno.

Hora, Sylvaner Orange Wine

Il desiderio d’esplorare le potenzialità del sylvaner, vitigno simbolo della Valle Isarco, hanno portato l’Abbazia di Novacella a realizzarne una versione macerata. Le vigne sono coltivate a un’altitudine di oltre 700 metri, con soleggiata esposizione a mezzogiorno. La fermentazione si svolge con macerazione sulle bucce per una durata di 10 giorni, a cui segue una maturazione per 24 mesi in botti di rovere da 30 ettolitri, per 18 mesi in barrique e un affinamento in bottiglia di un anno.

L’assaggio

È un Sylvaner ricco e materico, ma ancora molto giovane. Al momento non sembra aver raggiunto il perfetto equilibrio espressivo. All’olfatto si presenta chiuso, timido e leggermente scontroso, con una lieve sensazione di volatile, che tende a svanire con l’ossigenazione nel calice. Al palato denota un buon potenziale aromatico, con un sorso intenso e complesso. La chiusura è piacevolmente sapida, fresca e con una lieve sensazione tannica. L’impressione è di essere di fronte a un vino dal potenziale inespresso, ancora alla ricerca della miglior armonia tra frutto, componente alcolica e note terziarie. Sarà interessante riassaggiarlo tra qualche anno.

a cura di Alessio Turazza