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Un 2016 che promette grandi soddisfazioni per il rosso più rappresentativo della regione, ma non c’è solo il Montefalco Sagrantino: l’Umbria del vino cresce nelle varie espressioni, dal bianco al passito.

Montefalco Anteprima

Si è chiusa il 25 febbraio l’Anteprima dedicata ai vini umbri, Montefalco Sagrantino Docg 2016, Montefalco Doc e Spoleto Doc. Le nuove annate sono state presentate alla stampa nazionale e internazionale all’interno del consueto appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco. Per il Montefalco Sagrantino si profila un’annata di eccellente qualità, caratterizzata da un frutto fragrante, bella struttura, tannini maturi e piacevole freschezza.

L’annata 2016 in Umbria

Da un punto di vista climatico, infatti, il millesimo 2016 è stato molto equilibrato e ha donato vini classici e armoniosi. Altrettanto interessanti sono le etichette di Montefalco Doc e in continua crescita i vini Spoleto Doc. Le tre denominazioni umbre hanno espresso nel 2016 circa sei milioni di bottiglie, con un incremento del 10% sull’anno precedente. Dagli inizi degli anni ’90 a oggi, la superficie del vigneto del Sagrantino Docg è passata da poco più di 60 ettari ai 760 attuali. La produzione di vino, che nel 2000 era di solo 660 mila bottiglie, è ormai arrivata a 1,5 milioni. Buoni anche i dati relativi al Montefalco Sagrantino Passito Docg, che rappresenta il 7% della produzione totale, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. All’interno della Doc Montefalco, nel 2019 i vini rossi hanno rappresentato circa il 90% della produzione. Il restante 10% è rappresentato dai vini bianchi, con il Grechetto a farla da padrone. Tra i bianchi c’è da segnalare l’interessante livello qualitativo raggiunto dalle etichette Spoleto Trebbiano Spoletino Doc.

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Montefalco Sagrantino, oggi

Negli ultimi anni l’Umbria ha dimostrato une notevole dinamicità, lasciandosi alle spalle il ricordo di un Sagrantino segnato da potenza, concentrazione e tannini ruvidi. Grazie a una migliore gestione delle vigne, delle vinificazioni e dell’uso dei legni, il volto del Sagrantino è profondamente cambiato. Pur conservando la sua natura e struttura di grande vino da invecchiamento, oggi si presenta con un profilo più elegante, una beva più scorrevole e soprattutto una trama tannica meno aggressiva.

Umbria, non solo rossi

Se il volto della regione è ancora identificato con i vini rossi e in particolare con il Montefalco Sagrantino, negli ultimi anni si è registrata una forte crescita dei vini bianchi del territorio. Tra i bianchi il grechetto ha ormai raggiunto un buon livello espressivo, ma le novità più interessanti arrivano dal Trebbiano Spoletino. Questo storico vitigno, coltivato da secoli nelle terre di Trevi e Spoleto, è ancora alla ricerca di una sua identità, ma già mostra una spiccata personalità. Il suo volto intenso e fruttato, le sue sfumature tropicali e una vibrante acidità, ne consentono varie interpretazioni: da vini freschi e immediati a versioni più strutturate o addirittura macerate. Una varietà interpretativa, a volte disorientante, ma che rappresenta una notevole ricchezza in questa fase di recente riscoperta e sperimentazione.

I migliori assaggi Montefalco Sagrantino Docg

Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie 2016, Tabarrini

Montefalco Sagrantino 2016, Omero Moretti

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Montefalco Sagrantino Colle Grimaldesco 2016, Tabarrini

Montefalco Sagrantino Phonsano 2016, Ilaria Cocco

Montefalco Sagrantino Carapace 2016, Castelbuono Tenute Lunelli

Montefalco Sagrantino 2016, Pardi

Montefalco Sagrantino Valdimaggio 2016, Arnaldo Caprai

Montefalco Sagrantino 2016, Perticaia

I migliori assaggi, i vini bianchi

Trebbiano Spoletino Anteprima Tonda 2018, Antonelli

Trebbiano Spoletino Poggio al Vescovo 2018, Ninni

Trebbiano Spoletino Superiore 2017, Le Cimate

Trebbiano Spoletino Trebium 2018, Antonelli

Trebbiano Spoletino Le Tese 2018, Romanelli (anteprima in affinamento in cantina)

a cura di Alessio Turazza