Iniziamo oggi le anticipazioni dei premiati delle batterie di assaggio per la guida Vini d'Italia 2022 del Gambero Rosso. E partiamo dal Sud Italia, per la precisione dalla Sicilia.
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Da oggi, sul sito gamberorosso.it tutte le anticipazioni ufficiali dei vini premiati con i Tre Bicchieri. Cominciamo con la Sicilia.

Sicilia del vino sempre più in gran forma. Nonostante l’annata 2020 sia stata quantitativamente la più scarsa dal 1848 (sotto quattro milioni di ettolitri) in ragione del cambiamento climatico, i viticoltori hanno dimostrato straordinaria flessibilità e capacità di reazione.

La biodiversità della più grande area vitivinicola biologica italiana

L’Isola è la più grande area vitivinicola biologica italiana (il 34%, seguita dalla Puglia con il 17%); la biodiversità nel comparto è semplicemente straordinaria, con oltre 70 cultivar evolutesi nei millenni oggetto di profondi studi, molto incoraggianti per le prospettive future. È palese, inoltre, una spiccata tendenza verso la sostenibilità, che vede tutta la Sicilia vitivinicola fortemente impegnata. La Doc Sicilia è passata in nove anni da zero a circa 95 milioni di bottiglie (dato probabile per fine 2021). Esaltante, per molti versi, il successo sui mercati di tutto il mondo delle etichette a base dell’uva grillo, un atout formidabile per una cultivar a lungo negletta, che oggi annovera da sola quasi 20 milioni di bottiglie, secondo un trend che appare inarrestabile.

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I nuovi Tre Bicchieri della Sicilia

Dei 26 premiati di quest’anno elenchiamo solo le etichette che conseguono i nostri Tre Bicchieri per la prima volta. Novità assoluta (e particolare) lo Zhabib ’20, dell’unica cantina dell’isola di Ustica, Hibiscus, uno Zibibbo Passito indimenticabile per freschezza, profumi e armonia. Meritato riconoscimento all’Occhio di Terra ’20 di Nino Caravaglio, nitido, appagante, seducente. Segue il Santannella ’20 di Settesoli, riuscito blend di fiano e chenin blanc. Podio più alto anche per l’ottimo Etna Bianco Superiore Contrada Rinazzo ’19 di Benanti, e poi il nitido Faro ’18 di Bonavita di Giovanni Scarfone. Massimo alloro per Passopisciaro con un gran bell’Etna Rosso Contrada R ’19, e ancora Girolamo Russo con l’Etna Bianco Nerina ’20, elegante e fine. Generazione Alessandro ci ha incantato con l’Etna Rosso Croceferro ’19, mentre Firriato ha proposto il raffinatissimo Etna Bianco Cavanera Ripa di Scorciavacca ’20. Chiude infine la Monteleone con l’Etna Bianco Anthemis ’19, vino dal magnifico sfondo minerale.

 

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