Anteprima Tre Bicchieri 2023. I migliori vini dell'Emilia-Romagna

29 Set 2022, 10:58 | a cura di Gambero Rosso
Le anticipazioni dei premiati delle batterie di assaggio per la guida Vini d'Italia 2022 del Gambero Rosso. Ecco i migliori vini dell'Emilia Romagna
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Tre Bicchieri 2023: Emilia Romagna, due regioni in una

L'Emilia Romagna è un'unica regione politica, ma sul vino (e non solo) occorre considerare autonomamente le due entità per capire le sostanziali differenze tra territori, vitigni, clima.

L'Emilia del Lambrusco (e tanto altro)

Partiamo da Ovest, con l'Emilia e il suo principale protagonista, il Lambrusco. Il lavoro svolto dal Consorzio è esemplare per tante Denominazioni e il vino emiliano per eccellenza è sempre più forte in Italia e nei mercati internazionali. Forza che abbiamo riscontrato anche negli assaggi, cosa che ci rende sempre più convinti che l'unione (vera) tra i produttori faccia salire la qualità generale del vino. Sei i Tre Bicchieri assegnati al Lambrusco: il capofila è senza dubbio il Sorbara, ma se si osserva la Guida in profondità ci si accorge che tante altre tipologie - a partire dal Reggiano, passando per il Grasparossa e il Salamino - arrivano a punteggi di tutto rispetto (ben 17 i vini arrivati in finale). A prescindere dai massimi riconoscimenti però, bisogna ammettere che la piacevolezza, la bevibilità, la pulizia dei Lambrusco è alle stelle e tutto ciò avviene sempre con prezzi altamente popolari. Ma, oltre il Lambrusco, c'è tanto altro: nel piacentino, Bonarda, Ortrugo e Gutturnio sono vini sempre più centrati, nel Parmense la Malvasia dei Colli ha una sua precisa identità, mentre nel Bolognese avanza il Pignoletto (da uve grechetto gentile) che conquista un Tre Bicchieri che vuole essere esemplare per la tipologia: a salire sul gradino più alto del podio la cantina Gaggioli, fondata da Carlo Gaggioli, vero e appassionato vignaiolo con più di novant'anni e una vita spesa per il Pignoletto. Complimenti!

La Romagna e il Sangiovese

Da Bologna ci spostiamo verso est e arriviamo fino al mare, attraversando la Romagna e le sue ormai note sottozone che scandiscono i vari territori del Sangiovese. Anche qui il lavoro fatto dal Consorzio Vini Romagna è encomiabile, specie per la valorizzazione dei singoli territori. L'ultima azione riguarda l'istituzione del marchio Rocche di Romagna che vuole racchiudere tutti i vini che si fregiano delle 16 sottozone e comunicano dei Sangiovese (ottenuti con almeno il 95% del vitigno) altamente rispettosi dei territori di appartenenza. Anche qui non ci si ferma al Sangiovese. L'Albana si conferma un grande vitigno a bacca bianca, capace di dare grandi soddisfazioni in diverse versioni, classica, macerata o passita: questo è senza dubbio un valore aggiunto, per quanto andrebbero trovate delle diciture alle tipologie per orientare meglio il consumatore. Completano il bel quadro alcune varietà internazionali (che danno ottimi risultati in alcune zone come i Colli di Rimini) e diversi vitigni autoctoni minori che fanno vedere quanta biodiversità ci sia. Più perplessità suscitano invece da tanti Igt che, a prescindere dalla loro mera bontà, comunicano poco il bel territorio di cui abbiamo parlato.

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Tre Bicchieri 2023: i migliori vini dell'Emilia Romagna

 

 

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