Con la regia di Alexander Kockerbeck, il film Artedivino è una produzione voluta da Fondazione Edison e Federvini per raccontare l’Italia vitivinicola, i suoi paesaggi, le tradizioni, le cantine che tramandano pratiche antiche e guardano al futuro del settore.
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L’Italia del vino in un film

Dalle vigne ad alberello dell’isola di Mozia alle colline Unesco del Piemonte, passando per Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. In 45 minuti di pellicola, il film “Artedivino” (che avrebbe dovuto fare il suo esordio al Vinitaly) racconta la bellezza dell’Italia che prova ad andare oltre il Coronavirus. Attraverso le voci dei protagonisti del Made in Italy, il lavoro presentato dall’economista e regista tedesco Alexander Kockerbeck (per Fondazione Edison e Federvini) dipinge un’Italia del vino che si snoda tra arte, cultura, territori ed economia. E che guarda al futuro, seguendo la massima del filosofo Aristotele, secondo cui “il vino conforta la speranza”.

Un viaggio alla Mario Soldati

Curato nella fotografia e ben ritmato, il film è “un viaggio alla Mario Soldati” (“il vino è la poesia della terra”, diceva lo scrittore e regista celebre per aver raccontato l’Italia rurale), come ha sottolineato il professor Marco Fortis, direttore di Fondazione Edison, e racconta storia e dedizione dei nostri imprenditori assieme alla molteplicità del patrimonio vitivinicolo nazionale, che è di fatto patrimonio di tutto il mondo. “Attraverso una bottiglia di vino arriva un messaggio di italianità e questo piace molto a chi ama il nostro Paese: il vino è un testimone trasferibile del nostro territorio, un driver del turismo”, ha detto Sandro Boscaini, presidente di Federvini. E infatti, come sottolinea Kockerbeck, “il film sceglie un registro epico e poetico perché sia percepibile l’unicità della viticoltura italiana”.

L’agricoltura è il lusso dell’Italia

L’agricoltura è il lusso dell’Italia nel mondo e il vino è tra queste eccellenze” ha sottolineato Teresa Bellanova, ministra per le Politiche agricole “ma se si chiudono bar, ristoranti, alberghi, e se l’export frena, allora vanno in difficoltà quei segmenti dove la qualità è più alta. Pertanto” ha rimarcato “occorrono risorse da parte del Governo, perché quando usciremo dalla crisi lo dobbiamo fare con imprese in grado di riportare nel mondo quelle bottiglie che sono pagine di poesia, come è stato raccontato in questo film”. Le fa eco Roberta Ceretto, dalla cantina piemontese impegnata da anni per valorizzare le connessioni tra vino e arte, raccontate anche nel film: “Il vino è cultura e civilizzazione, il nostro pubblico è lo stesso che frequenta i musei, e ama l’arte. Il nostro settore ha bisogno di appassionati che abbiano curiosità di visitare le nostre cantine, e la cultura può essere un veicolo di promozione importante per il vino”.

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Artedivino è visibile su www.fondazioneedison.itwww.federvini.itwww.politicheagricole.it