Benvenuto Brunello lascia il format regionale e si sposta a novembre. Bindocci: “C’è bisogno rinnovarsi”. Occhi puntati sugli altri Consorzi
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Benvenuto Brunello scommette sul mese di novembre. Era da anni che se ne parlava e Tre Bicchieri lo aveva anticipato anche nell’approfondimento “Le Docg toscane ripartono da enoturismo e investimenti green”, adesso è ufficiale: già a partire da quest’anno, l’evento di anteprima del Consorzio si staccherà dal contenitore regionale e si sposterà dal 19 al 28 novembre, con la 30esima edizione dedicata al debutto dell’annata 2017 e alla Riserva 2016 in programma nel complesso monumentale di Sant’Agostino.

Benvenuto Brunello edizione n.30

Per quanto riguarda il format, rigorosamente su invito, sarà la stampa nazionale e internazionale ad aprire il 19 e 20 novembre la dieci giorni del 30esima edizione di Benvenuto Brunello. Nei giorni successivi gli appuntamenti del Consorzio coinvolgeranno influencer e blogger, sommelier di ristoranti stellati e operatori professionali dell’horeca e anche i winelover.

Anteprima in autunno. Perché?

Il motivo di questa decisione – non di certo inaspettata – è da rintracciare nella volontà di rendere più incisivo il debutto delle annate, in un periodo – proprio sotto Natale – senz’altro più proficuo per le vendite di Brunello, soprattutto all’estero. D’altronde già in occasione di Benvenuto Brunello Off (l’anteprima di quest’anno diffusa su più fine settimane nel mese di marzo), la denominazione di Montalcino aveva rivendicato la sua voglia di indipendenza, pur poi aderendo anche al programma regionale, spostato a causa della pandemia, al mese di maggio.

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“In questi 11 anni, le Anteprime di Toscana hanno avuto il merito di accendere i riflettori sul nostro immenso patrimonio vitivinicolo” spiega il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio BindocciMa in una fase di grande cambiamento come quella attuale, occorre avere il coraggio di innovare per centrare quegli obiettivi di promozione che le stesse aziende ci richiedono. Ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo” conclude il presidente “e a collaborare per identificare altri percorsi comuni di valorizzazione del vino made in Toscana”.

La parola passa agli altri consorzi

Dopo vari confronti nei mesi scorsi, la decisione è stata ufficializzata in seguito all’incontro con Avito, l’Associazione vini Toscana Dop e Igp. E adesso gli occhi sono puntati sugli altri consorzi per capire come reagiranno: seguire la più forte delle denominazioni toscane o continuare con il consueto programma regionale previsto per il mese di febbraio? C’è da considerare che per molte delle denominazioni in questione i vini non sono disponibili se non nei primi mesi dell’anno, per cui è improbabile una “migrazione” di massa verso novembre. Ma la mossa del Brunello potrebbe cambiare gli equilibri e fare da apripista ad un rinnovamento del format. La partita è tutta aperta…

a cura di Loredana Sottile

 

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Questo articolo è tratto dal settimanale Tre Bicchieri del 22 luglio 2021 – Gambero Rosso 

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